i "frammenti postumi" di friedrich nietzsche raccolti in questo quinto volume testimoniano, nella dinamica molteplicita` dei temi, un tumultuoso - e decisivo - periodo di transizione che si concludera`, simbolicamente, con il commiato definitivo da richard wagner. nietzsche filologo "inattuale", critico e riformatore nel segno della grecita` e di wagner, pone con risolutezza in discussione se stesso e le sue precedenti convinzioni, incamminandosi per una lunga e faticosa "via della liberazione" che, secondo un progetto destinato a non realizzarsi, avrebbe dovuto raggiungere al termine di un percorso di dodici "considerazioni inattuali". e a due di queste, "noi filologi e richard wagner a bayreuth", sono legate gran parte delle riflessioni che si trovano in queste pagine. da un lato, utilizzando i risultati delle nascenti scienze antropologiche ed etnologiche e cogliendo nell`antichita`, accanto ai germi di una nuova mentalita` libera e scientifica, la permanenza di un "pensiero impuro", nietzsche si dimostra piu` che mai contrario alla concezione di uno "sviluppo naturale" della storia e della cultura presente nei filosofi hegeliani e nei positivisti. dall`altro, individuando adesso una contrapposizione tra la categoria ampia di `educazione` e i pericoli presenti nell`arte, si allontana sempre di piu` dal culto del `genio` e dalla metafisica schopenhaueriana.
nel 1995, naipaul torna dopo circa vent`anni in quattro paesi sconvolti in diversa misura dal trionfo dell`islam. in indonesia, un`antica societa` pastorale ha lasciato il posto a una teocrazia governata dai grattacieli di giakarta, dove i nuovi manager si genuflettono alla mecca, ma senza perdere d`occhio l`andamento dei corsi nazionali. in iran, l`ayatollah khalkhalli e` agli arresti domiciliari, mentre nella sua qom ogni furore iconoclasta appare spento. in pakistan, l`oro saudita con cui il presidente zia e` andato al potere e` servito essenzialmente a far scatenare faide tribali. intanto in malesia, la gioventu` islamica fa proseliti, vaticinando per la nazione un futuro da grande potenza del sud-est asiatico.
nel 1976 guido carli rilascio` a eugenio scalfari questa intervista, un anno dopo pubblicata da laterza. si trattava di una sua personale riflessione sul passato e sul futuro dell`italia, che egli condusse con un amico di lunga data poco prima di assumere la presidenza della confederazione degli industriali italiani, in una fase drammatica per il paese. nell`intervista vi e` la storia economica italiana interpretata da uno dei suoi protagonisti. carli si interroga con sincerita` appassionata sulle sorti del nostro capitalismo, questione fin da allora di grande attualita`, che non ha ancora ricevuto una risposta adeguata dai gruppi dirigenti del paese. la rilettura di questo testo, a trent`anni di distanza, invita a riflettere sulla radice dei problemi che assillano la societa` italiana.
tormentata e` la storia del suffragio universale, ostacolato, ancora in pieno novecento, dalla discriminazione di censo, di razza, di sesso, che si e` rivelata particolarmente tenace proprio nei paesi di piu` consolidata tradizione liberale. un nuovo modello di democrazia sembra voler divenire il regime politico del nostro tempo. gli stati uniti costituiscono il privilegiato paese-laboratorio del "bonapartismo-soft" che ora si affaccia anche in italia e di cui ci parla losurdo.
prima della crisi mondiale, l`europa era in crisi. non era riuscita a progredire nell`unificazione metanazionale ne` a integrare le nazioni liberate dall`impero sovietico. la crisi economica mondiale rischia non solo di aggravare la crisi dell`europa, ma di disgregrare l`europa stessa. tuttavia, "la` dove cresce il pericolo cresce anche cio` che salva", diceva uno dei piu` grandi poeti europei (holderlin). e a un pensiero e a una politica di salvezza che ci invitano edgar morin e mauro ceruti. delineano un appassionato ritratto della nostra europa, della sua storia ambivalente intrecciata di civilta` e barbarie, e si chiedono come sia possibile scongiurare il rischio di paralisi e di disgregazione, mostrando che le ragioni della speranza si annidano paradossalmente nelle ragioni della disperazione. un vero e proprio manifesto per una rinascita della cultura e della politica europee nel tempo della globalizzazione.
tutti i bambini possono diventare bilingui? e come riuscire a trasmettere due lingue senza creare squilibri? ricerche recenti hanno evidenziato gli effetti benefici del bilinguismo precoce. tuttavia, che si tratti della trasmissione della lingua materna o dell`apprendimento precoce di una seconda lingua, i luoghi comuni sono sempre in agguato e molti restano gli interrogativi. in guale lingua parlare al neonato? che tipo di scuola scegliere? come riuscire a trasmettere piu` di una lingua se si e` genitori monolingui? che siano partner di coppie miste, espatriati o monolingui, i genitori svolgono un ruolo importante nell`educazione bilingue. questo libro e` destinato a loro e a tutti quelli - familiari, insegnanti/professionisti dell`infanzia - che si occupano di bambini che sono gia` bilingui o lo diventeranno. dalla trasmissione delle lingue materne all`apprendimento precoce delle lingue straniere, o regionali, l`autrice analizza le condizioni del successo e quelle invece che possono creare difficolta`, offrendo utili consigli per guidare i bambini verso una competenza bilingue duratura.
scritte da due persone sofferte, lacerate, sempre a rischio, ma anche colte, brillanti, geniali, scritte di getto, telegrafiche o piu` spesso lunghe e a volte lunghissime, riprese nel corso dei giorni, ininterrotte nel corso di un trentennio, attraverso citta`, stati, continenti (da un quartiere all`altro di new york come da una sponda all`altra dell`atlantico, da boston a key west, da firenze a washington, da rio al maine), le lettere di questo epistolario tra gli ultimi due grandi poeti americani sono debordanti di vita, allegre e atroci, piene di notizie e umori, pregne d`idee e pettegolezzi, alimentate da argomenti poetici, politici, economici, arricchite di veri e propri racconti. e amore a prima vista, e amore impossibile: per le crisi maniacali di lui, per le tendenze sessuali di lei. l`ala della follia, dell`alcolismo, del suicidio stende un velo d`ombra sui loro passi. eppure amore e`. tutto congiurerebbe a separarli: l`eterno vagabondare dell`ulisside elizabeth, donna dai molti percorsi, i suoi soggiorni prolungati nei paesi piu` lontani, le sue disavventure sentimentali, spesso tragiche; l`eterno battagliare con genitori, consorti, amanti, amici e soprattutto, sempre sconfitto, con se stesso dell`achilleo cal, ultimo puritano dolorosamente innamorato di dioniso. e invece nulla intacca mai davvero il loro legame: quella liberta` segreta che hanno gli amanti innerva un`amicizia a briglia sciolta, dal tono cospiratorio, che non ha riscontro in altri grandi sodalizi artistici.
anche per chi abbia familiarita` col suo universo visivo - disseminato di figure, paesaggi, oggetti, e disegni dentro disegni dentro disegni - lo sguardo di tullio pericoli non e` facile da ricostruire. almeno fino a quando non si coglie un dato essenziale e singolarissimo, e cioe` che a guidare quello sguardo non e` soltanto l`occhio, ma un organo piu` irrequieto e nervoso, che si lascia dirigere solo fino a un certo punto, e da li` in poi asseconda, prima di tutto, i propri imprevedibili talenti: la mano. in questa conversazione con domenico rosa, pericoli ne parla per la prima volta apertamente, con il gusto e spesso la sorpresa di scoprire via via, insieme a chi ascolta e poi a chi legge, i meccanismi e gli incantesimi del proprio lavoro: sciogliendone vari enigmi, e avvicinandoci, nel modo piu` attraente, a quella singolare "sapienza" che e` nella mano.
in questa quinta tappa del viaggio di louis ginzberg attraverso la tradizione ebraica, in margine alla bibbia, prosegue e si conclude l`epopea di mose`, tormentato e persino ritroso intermediario fra cielo e terra, ma anche audace condottiero in quel deserto fitto di insidie in cui i figli di israele errano (nel duplice senso del termine) per quaranta, lunghi anni. sono pagine ricche di eventi, in vertiginosa oscillazione tra vette e bassure: la montagna in cima alla quale il profeta parla con dio - e da lui riceve la legge - e il fondovalle dove gli ebrei attendono, divisi tra fervorosa attesa e cupo sconforto; la costruzione del tabernacolo e dell`arca santa, suggello del patto tra dio e il suo popolo, e la trasgressione in cui quest`ultimo puntualmente cade, come nell`emblematico episodio dell`adorazione del vitello d`oro. una dinamica fra meriti e colpe, castighi e retribuzioni scandita da un susseguirsi di immagini nitide, ora struggenti ora crudeli, fino al culmine lacerante della morte del protagonista. via via privato dal signore dell`ispirazione profetica e incapace ormai di comprendere le parole della legge, mose` cerca almeno di stornare da se` la tremenda condanna di non poter calpestare la terra promessa. invano: la potra` scorgere soltanto di lontano, dalla cima del monte in cui dio lo porta a morire, ma in quell`istante essa sara` tutta e solo per il suo sguardo.
munito solo di uno zaino da alpinista, un vecchio cappotto militare, scarponi chiodati, l`"oxford book of english verse" e un passaporto nuovo di zecca che gli attribuisce la professione di studente (anziche`, come avrebbe auspicato, quella di vagabondo), nel dicembre del 1933 patrick leigh fermor abbandona londra e una carriera scolastica sciagurata e ribalda. ha appena diciotto anni, vaghe ambizioni letterarie, ma un progetto nitido e grandioso: attraversare l`europa a piedi e raggiungere costantinopoli. quando vi arriva, il 1? gennaio 1935, e` ormai un altro: non solo si e` lasciato per sempre alle spalle disastri e misfatti, ma ha sviluppato una rara forma di nomadismo e l`arte, ancora piu` rara, di trasmetterlo agli altri. che contempli lo splendore barocco dello schloss bruchsal o le nodose mani dei contadini fra cipolle tagliate, caraffe sbeccate e pane integrale; che dorma in un fienile steso come un crociato sulla tomba o nel "capanno da caccia" del barone pips schey a ko`vecses; che percorra il reno su una colonna di chiatte che trasportano cemento o attraversi vienna offrendosi come ritrattista a domicilio; tutto ci appare il dettaglio di un fantasmagorico affresco, tutto sembra ricomporsi in un gigantesco puzzle dove risorge il passato dell`europa. e insieme scopriremo qui il modello ancora fragrante di quel modo di viaggiare (e di vivere) che sara` un giorno identificato con la fisionomia di un giovane amico di leight fermor: bruce chatwin.
questa nuova ginnastica, introdotta negli stati uniti una ventina d`anni fa e li` chiamata "core training" e ormai diffusa anche in italia, e` incentrata sui muscoli del tronco, gli addominali e gli erettori della colonna vertebrale, vero fulcro (core) o centro del nostro corpo. il test e l`allegato cd offrono un programma completo per conquistare una figura ideale e migliorare la propria efficienza fisica. i programmi proposti sono piu` di uno: essi consentono di allenarsi quando se ne ha il tempo e scegliendo gli esercizi adatti al proprio caso.
Marsilio Editori, 1983, IT. Un panorama storico-critico delle cinematografie del Sud-Est asiatico (Filippine, Indonesia, Tailandia, Vietnam). Moltissimi i caratteri che le distinguono e le rendono a volte incomparabili tra loro.
"una sorta di reportage romanzesco sull?universo concentrazionario tedesco". cosi, nel 1986, danilo kis defini "salmo 44", uscito nel 1962, rimproverandosi di "certe cose dette, per mancanza di esperienza, in maniera troppo diretta". sarebbe tuttavia ingeneroso ridurre questo testo duro e folgorante - ispirato dalla lettura di un articolo di giornale su una coppia di sopravvissuti ad auschwitz in visita al museo del lager - ad acerba prova giovanile. le ore spasmodiche che precedono la fuga notturna di maria, insieme al figlio neonato jan e alla compagna di prigionia jeanne, dal campo di birkenau si dilatano infatti a dismisura nel flusso caotico dei ricordi della giovane protagonista, barcollante "sul limite dell?incoscienza" negli attimi che la separano dalla salvezza o dalla fine. attraverso quei ricordi kis rievoca, con una scrittura che sembra fatta di corpi tremanti, non solo l?orrore dell?olocausto e degli esperimenti di josef mengele, l?improvviso apparire dei "fur juden verboten" sulle porte dei tram, il massacro di novi sad, ma anche l?incontro di maria con jakub, l?indimenticabile attesa di lei "in piedi nel buio, immobile" con gli occhi sgranati, chiusa nell?armadio, mentre tra jakub e il dottor nietzsche si consuma "un duello segreto, quel gioco pericoloso in cui uno dei giocatori ha dalla sua un fante di picche con due pugnali e l?altro ha soltanto lo scudo aereo dell?azzardo e della ragione". kis si conferma, fra coloro che hanno osato narrare il dramma abbattutosi sul popolo ebraico e sull?europa centrale, voce tra le piu potenti e memorabili.
nel 1960 vasilij grossman porta a compimento "vita e destino", subito confiscato dal kgb, e va incontro alla sorte del reietto. alla stessa stagione e allo stesso universo di quel capolavoro, che descrive le manifestazioni del male e la sua sconfitta in nome della "bonta` illogica" dei singoli, appartengono i racconti qui radunati. i ricordi e le testimonianze di prima mano del periodo bellico, che ruotano intorno al destino degli ebrei, ispirano le note drammatiche del "vecchio maestro" e la dichiarazione di fede nella vita e nel "miracolo della liberta`" che conclude "la madonna sistina". "fosforo" e` una riflessione tristemente autobiografica sull`amicizia misconosciuta, mentre "riposo eterno", "mamma", "l`inquilina"," in periferia" fotografano momenti diversi della lunga stagione sovietica, tra gli sconvolgimenti causati dal meccanismo delle repressioni staliniane e la corruzione morale che ne consegue, all`insegna dell`indifferenza e dell`egoismo. "la strada", parabola sul modello tolstojano di cholstomer, e` il racconto delle disavventure di un mulo italiano sulle strade della russia in guerra: la mostruosita` di un mondo in cui treblinka e il gulag, nazismo e comunismo gareggiano in efferatezza colpisce in modo ancora piu` brutale se vista con gli occhi di un animale. e infine "il bene sia con voi!", dove le note di un viaggio in armenia nell`autunno del 1961 si traducono in una sorta di luminoso poema.
la timidezza e una condanna o un`opportunita? la timidezza, la paura e l`ansia sono esperienze umane comuni, ma possono trasformarsi in ostacoli invalidanti, soprattutto in una societa che premia l`estroversione e la performance. la timidezza non e un difetto da correggere, ma una caratteristica complessa e sfaccettata, che puo essere fonte di sofferenza ma anche di ricchezza interiore. attraverso un`analisi che spazia dalla psicoanalisi alla neurobiologia, dal cinema alla letteratura, il libro esplora le radici della timidezza, tra fattori genetici, esperienze infantili e dinamiche familiari; le diverse manifestazioni dell`ansia e della paura e il loro impatto sulla vita quotidiana; le difficolta relazionali e sociali che incontrano i timidi, soprattutto in adolescenza, e le strategie per sviluppare l`autoconsapevolezza, l`accettazione di se e la capacita di gestire le proprie emozioni; il ruolo dei genitori e degli educatori nel sostenere i bambini e i ragazzi timidi. attraverso l`esempio di figure illustri come darwin e gandhi che hanno fatto della timidezza un`arma vincente, l`autore riflette infine sulla possibilita di trasformare la timidezza in una risorsa, valorizzando la propria sensibilita, la propria capacita di riflessione e il proprio mondo interiore.