un ingegnere mortalmente malato acconsente a che il suo cervello venga separato dal corpo, chiuso in una capsula spaziale e utilizzato per un esperimento scientifico. ma il cervello - imp plus - comincia a crescere, a svilupparsi, rifiuta i segnali inviati dalla terra e giunge a prendere una decisione drammatica e inaspettata.
giuseppe culicchia torna a rendere giocoso omaggio alla sua citta`, torino, da sempre presente in un modo o nell`altro nei suoi libri, attraverso il canto del suo monumento simbolo: la mole antonelliana. lo fa dando la parola al genio visionario di chi la concepi` e le dono` il nome, l`architetto alessandro antonelli. un personaggio che attraverso un monologo teatralmente fluviale, intervallato dal coro formato da una coppia di turisti nella torino contemporanea, ci fa toccare con mano l`ambizione che lo spinse a progettare il suo capolavoro e l`ostinazione con cui lo realizzo` malgrado la ristrettezza di vedute di committenti e amministratori. il tono e` freneticamente creativo, postmoderno nel suo urlare "voglio una mole sopraelevata / voglio una mole come in blade runner / voglio una mole esagerata / voglio una mole come daryl hannah", ma allo stesso tempo fedele allo spirito di quello che lo stesso culicchia chiama "un genio del tutto fuori sincrono rispetto ai suoi contemporanei, ma anche un noto caratteraccio".
elena perlino e` una fotografa italiana, con base a parigi. le sue serie fotografiche recenti si concentrano su migrazioni, tratta di esseri umani e problemi di genere. con uno di questi progetti, la perlino si e` immersa in un quartiere nel 18? arrondissement, ben noto ai parigini: la goutte d`or. e uno dei quartieri vivaci della capitale, una piccola area di circa 30.000 abitanti, caratterizzata da un mix multietnico in cui oltre trenta diverse etnie fanno i conti tra loro. ha cosi` potuto sperimentare e condividere l`esistenza quotidiana degli abitanti della goutte d`or, stando il piu` vicino possibile a loro - nella sfera pubblica ma anche in quella privata. dalla casa alla moschea, dagli angoli nascosti alle piccole imprese di ogni fascia, dai matrimoni alle riunioni religiose su larga scala. dopo piu` di cinque anni dell`inizio del progetto, la perlino si e` ritrovata tra le mani un documento importante, che mostra - diversamente dall`immagine stereotipata di un quartiere ritenuto pericoloso, come viene normalmente rappresentato - una certa coesione sociale.
coca frigerio ci insegna, con il metodo di bruno munari, a giocare con le tecniche: le macchie e le inquadrature, gli strappi e i ritagli di carta, l`uso del frottage con i pastelli a cera. i segni e le impronte, i montaggi e gli interventi con le linee di cartoncino, le tessiture, i teatrini col cartone ondulato, le mascherine, i personaggi a rilievo, i paesaggi in terza dimensione. sono tanti giochi da scoprire insieme a colorina, alberto, simonetta, robottino, robottina e picassino.