"a soli tredici anni, jim carroll scrive meglio dell`89 per cento degli autori di romanzi attualmente in attivita`". questo il parere che jack kerouac espresse alla prima lettura delle pagine di diario da cui nasce "jim entra nel campo di basket": un memoir che all`epoca della sua pubblicazione, nel 1978, fece immediatamente scalpore e che da allora e` sempre rimasto un libro di culto per gli amanti delle figure letterarie piu` "irregolari" e ribelli. nel 1995 ne e` stato tratto un film (ritorno dal nulla), in cui carroll era interpretato da leonardo dicaprio. e il racconto di un`adolescenza newyorkese fra l`autunno del 1963 e l`estate del 1966, fatta in parte della normalita` delle aule scolastiche e dei campetti di basket, ma nutrita soprattutto di scorribande per le strade, sperimentazioni con l`eroina e l`lsd, scoperta del sesso, contatti di volta in volta illuminanti o violenti con l`umanita` piu` varia: preti, spacciatori, poliziotti, tossici, pervertiti, attivisti marxisti e piccoli campioni di pallacanestro, il tutto raccontato con la vitalita` trascinante e l`ironia sferzante del miglior punk.
tutto ha inizio con un uomo di successo, ancora sano e di mente lucida, che si getta dalla finestra. ha pianificato ogni dettaglio: l`affitto dell`appartamento a un piano alto, la lettera che da conto di una premeditazione lunga cinquant`anni, le chiavi di un`auto con cinque libri e una fototessera nel portabagagli. la foto di una donna anziana, lo sguardo perso e due cicatrici tonde sulle tempie. la foto di betsy, sua madre. la narratrice non ha mai conosciuto betsy, morta prim`ancora che lei nascesse. della sua bisnonna sa soltanto quel poco che si dice nella loro rispettabile famiglia cattolica. era sempre lontana, ma qualche volta d`estate tornava. chiedeva sempre di suo marito andre. diceva cose buffe, nuotava in modo scomposto. ha avuto sei figli. ogni tanto gridava. si arrabbiava da morire. era triste. era malata. l`hanno lobotomizzata. e un fantasma. ma a un tratto ricostruire la storia di betsy diventa cruciale, una questione di sopravvivenza, l`unica arma per combattere il terrore di una follia atavica. nessuno dei parenti parla volentieri: betsy e un buco nero che, a piu di trent`anni dalla sua morte, risucchia ancora ricordi, parole, vite. e un`autentica indagine a prendere corpo in queste pagine, con testimoni, referti medici, documenti privati e pubblici, una ricerca che procede con ostinazione e coraggio verso la sconvolgente verita finale. romanzo famigliare, atto di resistenza, gesto di riparazione, tributo alla memoria, grido di rabbia, inchiesta sociale, manifesto femminista, storia della malattia mentale, true crime: adele yon ha scritto tutto questo in un solo libro, che e un`autentica rivoluzione.