
tutto ha inizio con un uomo di successo, ancora sano e di mente lucida, che si getta dalla finestra. ha pianificato ogni dettaglio: l`affitto dell`appartamento a un piano alto, la lettera che da conto di una premeditazione lunga cinquant`anni, le chiavi di un`auto con cinque libri e una fototessera nel portabagagli. la foto di una donna anziana, lo sguardo perso e due cicatrici tonde sulle tempie. la foto di betsy, sua madre. la narratrice non ha mai conosciuto betsy, morta prim`ancora che lei nascesse. della sua bisnonna sa soltanto quel poco che si dice nella loro rispettabile famiglia cattolica. era sempre lontana, ma qualche volta d`estate tornava. chiedeva sempre di suo marito andre. diceva cose buffe, nuotava in modo scomposto. ha avuto sei figli. ogni tanto gridava. si arrabbiava da morire. era triste. era malata. l`hanno lobotomizzata. e un fantasma. ma a un tratto ricostruire la storia di betsy diventa cruciale, una questione di sopravvivenza, l`unica arma per combattere il terrore di una follia atavica. nessuno dei parenti parla volentieri: betsy e un buco nero che, a piu di trent`anni dalla sua morte, risucchia ancora ricordi, parole, vite. e un`autentica indagine a prendere corpo in queste pagine, con testimoni, referti medici, documenti privati e pubblici, una ricerca che procede con ostinazione e coraggio verso la sconvolgente verita finale. romanzo famigliare, atto di resistenza, gesto di riparazione, tributo alla memoria, grido di rabbia, inchiesta sociale, manifesto femminista, storia della malattia mentale, true crime: adele yon ha scritto tutto questo in un solo libro, che e un`autentica rivoluzione.











