"gia` da parecchio tempo vedevo chiaramente che un`analisi iconologica particolare degli affreschi di palazzo schifanoja avrebbe dovuto rivelare la duplice tradizione medioevale del mondo figurativo delle divinita` antiche. qui possiamo, seguendo le fonti, chiarire fino nei particolari tanto l`influenza della sistematica dottrina delle divinita` olimpiche, come la tramandavano i dotti mitografi medioevali dell`europa occidentale, quanto anche l`influenza della mitologia astrale, come essa si conservava imperturbata nei testi e nelle immagini della pratica astrologica. la serie degli affreschi murali di palazzo schifanoja a ferrara rappresentava le immagini dei dodici mesi. il simbolismo complesso e fantastico di queste figure ha resistito finora a ogni tentativo di elucidazione; dimostrero`, estendendo il campo di osservazione a oriente, che esse sono elementi sopravvissuti di una concezione astrale del mondo delle divinita` greche. sono di fatto null`altro che simboli delle stelle fisse i quali, errando per secoli dalla grecia attraverso l`asia minore, l`egitto, la mesopotamia, l`arabia e la spagna, certo hanno perduto in pieno la chiarezza dei loro contorni greci". il saggio e` corredato dalle riproduzioni dell`intero ciclo degli affreschi del salone di rappresentanza di palazzo schifanoja.
pittore neoclassico, deputato giacobino, poi propagandista di napoleone, jacques-luois david e` stato regista piu` che testimone del proprio tempo. il ruolo dell`immagine era determinante nel periodo in cui visse, periodo in cui le masse, per la maggior parte ancora analfabete, fecero irruzione nella vita politica. david - sostiene the`vos in questo saggio - ha inaugurato i modi di diffusione su larga scala che preannunciano la cultura di massa.
tra le manifestazioni celebrative del cinquantenario del museo archeologico nazionale di altino, la soprintendenza per i beni archeologici del veneto ha promosso questa pubblicazione: un viaggio attraverso i reperti archeologici lasciati dai "veneti" che vissero ad altino fino al vii sec. d.c. per trasferirsi poi a torcello, creando i presupposti per la nascita di venezia. il museo di altino, istituito nel 1960, conserva reperti archeologici provenienti dall`antica citta` di altinum e dalla sua necropoli. il materiale, di epoca romana e preromana, comprende corredi tombali paleoveneti, che documentano l`evoluzione dell`insediamento tra il vii e il i sec. a.c, monumenti funerari databili al i sec. d.c: altari cilindrici e ottagonali, stele, grandi mausolei a tempietto circolare e, due bellissime statue acefale dei cosiddetti tritoni della fine del i sec. a.c, frammenti architettonici, monete, mosaici e oggetti d`uso domestico. un patrimonio di oltre quarantamila reperti.
compresa tra le sedici commedie che goldoni scrive e mette in scena nella stagione 1750-51, "il giocatore" prende spunto dalla febbre del gioco che percorre non solo venezia, ma l`intera europa lungo tutto il xviii secolo. il protagonista, florindo, e` un personaggio "monologante" che vive in uno stato di ansia perpetua, inchiodato al tavolino da gioco e teso unicamente verso l`irraggiungibile vincita definitiva.
che cos`e` stata la guerra per quelli che sono rimasti a casa? quali cambiamenti ha indotto nella vita di una citta` come roma? l`autrice mostra come la mobilitazione bellica ridisegno` atteggiamenti e bisogni della popolazione romana; le posizioni politiche, innanzitutto; poi le reazioni ai nuovi problemi pratici posti dalla guerra, dall`assistenza alle famiglie povere alla renitenza alla leva, alla prostituzione, al controllo dei consumi, alla paura delle "spie" tedesche. in generale, la guerra determino` un massiccio ingresso dello stato nella vita civile, a cio` rispose una spinta dei cittadini ad aggregarsi fuori dalle strutture politiche tradizionali e sanci` una mentalita` di cittadinanza passiva che attende dallo stato la soluzione dei problemi.
"manfred" vede l`incontro della poesia di patrizia valduga con la pittura di giovanni manfredini, un incontro che si manifesta nella materialita` del suo farsi, pagina dopo pagina, ritmo e immagine, ed e`, naturalmente, nel segno del nero, simbolo per entrambi dell`intreccio mortale e salvifico tra liberta` e costrizione, fra l`azzardo del "cosa" e il rigore del "come".
Cinema Culture 1999, UK. Il libro di Mikita Brottman è un'approfondita storia dei film che in qualche modo sono considerati di cattivo auspicio o addirittura maledetti. Affronta argomenti come decessi sul set, crimini ispirati dai film, fan ossessionati e bizzarre coincidenze che inducono a pensare che un film sia dannato. In inglese.
Pieran Press, 1997, USA. Un'ampia panoramica sulle registrazioni e i concerti dei Beatles, che si allarga fino a comprendere artisti che hanno circuitato nella loro orbita. Contiene numerosi dettagli riguardo l'attività dal vivo e di studio. Perfetto per soddisfare la curiosità del collezionista. In inglese.
nel corpus precolombiano che jaca book sta pubblicando e nella stessa produzione corrente in messico mancava un volume di sintesi sulle culture del golfo, che hanno avuto recenti importanti studi e valorizzazioni museali. inserita nella porzione di territorio che separa l`altopiano centrale del messico, culla della cultura azteca, dallo yucata`n maya, la regione geografico-culturale del veracruz rimane, ad oggi, un enorme giacimento di testimonianze, in gran parte inesplorato dalla ricerca storica e antropologica sulle civilta` della mesoamerica precolombiana. il volume include saggi scritti dai principali protagonisti dello studio archeologico su questo territorio, nei quali si individua una unita` culturale che rimane evidente alla base di un ampio spettro di differenze stilistiche, molto probabilmente rispondenti a diversita` etniche, all`interno di questa importantissima porzione del golfo messicano. il testo presenta lo sviluppo culturale che ha origine al tempo degli olmechi, dal quale eredita caratteristiche specifiche, e che si modella secondo le varie condizioni ambientali: dall`aridita` della regione delle "alias montanas" fino ai rigogliosi bassopiani costieri del golfo. il punto piu` alto di un simile sviluppo e` evidente nella grande citta` di el tajin, che manifesta, con la sua architettura, pittura e scultura, l`enorme livello di perfezionamento raggiunto da questa cultura.
"in un tempo come il nostro in cui le situazioni sociali, politiche ed economiche esigono sforzi su basi reali, nulla e` piu` logico del fatto che generalmente non si abbia alcuna consapevolezza dell`influenza immensa che l`arte esercita, o potrebbe esercitare, sulla vita pratica. l`arte, a causa del suo carattere convenzionale o per l`ignoranza del suo autentico contenuto, e` stata sin qui considerata come una ricerca della bellezza ideale o decorativa, per cui non si comprende come possa indicare la via verso l`equilibrio dei rapporti sociali, politici ed economici, ne` come possa creare una realta` concreta e una concreta bellezza nella vita pratica. nel nostro tempo la necessita` spinge verso la ricerca di un equilibrio mondiale, ma non si ha forse bisogno di una bellezza reale nella vita? e la bellezza non e` forse l`espressione piu` perfetta dell`equilibrio?"
"i primi colori che s`impressero in me furono il verde splendente e succoso, il bianco, il rosso carminio, il nero e il giallo ocra. sono impressioni che risalgono al mio terzo anno di vita. vidi questi colori su oggetti disparati che stavano davanti ai miei occhi, ma ben lungi dall`essere altrettanto smaglianti quanto quei colori in se`."
l`interesse di piero manzoni (1933-1963) per la scrittura ha origini lontane. protagonista dell`arte del novecento, in gioventu` fu indeciso se consacrarsi alla pittura o alla scrittura. testi teorici, manifesti, articoli, scritti programmatici, strumenti per conoscere - e far conoscere - le sue idee, a volte pubblicati e tradotti gia` in vita in varie lingue straniere, testimoniano l`evolversi delle scelte e delle riflessioni manzoniane. emblemi del suo "essere totale ", di un artista dalla vocazione internazionale che ha concepito e realizzato in pochissimi anni achromes, linee, sculture viventi, merda d`artista, socie du monde e molte altre opere radicali sintesi di poesia e ironia, gusto del paradosso e rigore concettuale. la scrittura, permeata da un substrato filosofico, sara` parte fondamentale di tutto il suo folgorante percorso. il presente volume raccoglie sia gli scritti sull`arte editi in vita (dal 1956 al 1963) sia un nutrito corpus di bozze, dattiloscritti, appunti, alcuni trascritti e pubblicati per la prima volta.
"prima della grande guerra, man ray gia` apparteneva al gruppo di pittori le cui opere avevano fatto epoca nello sviluppo delle idee artistiche rivoluzionarie. le sue tele del 1913-1914 rivelano il risveglio di una forte personalita` attraverso l`interpretazione particolare che egli da` del cubismo e della pittura astratta. giunse a parigi nel 1921, gia` noto come dadaista, e si uni` al dinamico gruppo parigino con breton, aragon, eluard, tzara e max ernst, che avrebbero fondato il surrealismo tre anni dopo. il cambiamento di ambiente impresse un nuovo impulso alle attivita` di man ray. si dedico` alla fotografia e giunse a trattare l`apparecchio fotografico come trattava il pennello, ossia come un semplice strumento al servizio della mente. e sempre a parigi, all`istituto poincare`, che venne attirato dagli "oggetti matematici sempre belli nella loro specifica natura" e che dipinse numerose tele la cui intrinseca bellezza e` posta a contatto con temi organici. oggi, ritornato a hollywood, dove scrive, dipinge e tiene conferenze, man ray ha preso posto tra i `vecchi maestri dell`arte moderna`." (marcel duchamp, 1949)