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la fortuna popolare - cominciata gia` nel trecento - ha finito col rendere dante un`icona, nel senso di un simbolo legato a un immaginario condiviso. il centenario appena celebrato ha dimostrato una volta di piu` quanto sia grande la vitalita` di dante a sette secoli dalla sua morte. ma mai come in queste celebrazioni e` stato chiaro che dante sopravvivra` ancora a lungo anche grazie a quella percezione collettiva che lo ha reso ormai in tutto il mondo una straordinaria icona pop. c`e` il dante emblema della nostra identita` culturale, la cui effigie passa dalle lire agli euro. c`e` l`immagine di dante usata gia` da tempo, non solo in italia, come marchio commerciale e in chiave pubblicitaria. c`e` il dante personaggio che ritorna - fino in america, fino in giappone - nelle trame di libri, film, fumetti, giochi di successo. tutte proiezioni popolari di quell`inarrivabile poeta in grado di cantare con una potenza senza pari l`amore, la morte, la bellezza, l`orrore, la vita terrena e quella ultraterrena.

tanto tempo fa, nel lontano oriente, in un`epoca remota in cui esistevano regni incantati e gran visir, fate e geni, lampade magiche e tappeti volanti, un sultano, per vendicarsi del tradimento di una donna, decide di sposare e il giorno dopo condannare a morte, una alla volta, tutte le ragazze del regno. per fermare quel delirio, shahrazad, la figlia del visir, chiede di essere data in moglie al sultano, a cui inizia a narrare una storia che interrompe ogni sera, lasciando all`uomo la curiosita` di sapere come andra` avanti, e salvandosi la vita. dalla voce suadente e dal racconto appassionante di shahrazad nascono cosi` le meravigliose storie di aladino, ali` baba`, sindbad, del principe ahmed... e molte altre che anche noi, ancora oggi, non possiamo smettere di leggere e ascoltare. eta` di lettura: da 6 anni.

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