in quello che si puo` considerare il seguito ideale di "la via dello zen", watts scrive della coscienza di essere tutt`uno con la natura nella cultura cinese, e nel pensiero di lao-tzu e chuang-tzu, dove non esiste il conflitto tra spirito e natura tipico dell`occidente. l`uomo plasmato dalle culture occidentali infatti si e` allontanato da se stesso e dal suo ambiente naturale. la filosofia cristiana, la psicologia e la scienza hanno contribuito a ridurre la natura, umana e non, a una realta` da conquistare e riordinare, da sottrarre al potere del demonio o da assoggettare alla tecnologia di un intelletto razionale. la filosofia cinese taoista propone un modo di vivere che recupera il senso originale dell`unita` ininterrotta con la natura.
la critica letteraria e` stata generalmente concorde nel ritenere che shakespeare abbia eluso nelle sue opere ogni confronto diretto con la rivoluzione scientifica determinata dalla concezione cosmologica copernicana, e dalle successive scoperte di galileo. attraverso la lettura attenta di antonio e cleopatra, gilberto sacerdoti riesce a dimostrare come i personaggi di questo dramma, proclamando l`assoluta necessita` di scoprire "un nuovo mondo e una nuova terra", facciano riferimento - seppure con linguaggio simbolico e metaforico - al tramonto della cosmologia aristotelica e alla costituzione di un universo in cui sono confluite le nuove acquisizioni cosmologiche. la "rilevazione di alcuni minuti dettagli tanto curiosi e a volte grotteschi" disseminati all`interno dell`opera, e l`analisi delle numerose implicazioni simboliche presenti, hanno permesso inoltre all`autore di rilevare come shakespeare si riferisca in particolare alla divulgazione della lezione copernicana messa in atto da bruno in inghilterra due decenni prima, una versione del copernicanesimo in cui la scoperta del nuovo universo portava con se implicazioni etiche, politiche e religiose.