la critica letteraria e` stata generalmente concorde nel ritenere che shakespeare abbia eluso nelle sue opere ogni confronto diretto con la rivoluzione scientifica determinata dalla concezione cosmologica copernicana, e dalle successive scoperte di galileo. attraverso la lettura attenta di antonio e cleopatra, gilberto sacerdoti riesce a dimostrare come i personaggi di questo dramma, proclamando l`assoluta necessita` di scoprire "un nuovo mondo e una nuova terra", facciano riferimento - seppure con linguaggio simbolico e metaforico - al tramonto della cosmologia aristotelica e alla costituzione di un universo in cui sono confluite le nuove acquisizioni cosmologiche. la "rilevazione di alcuni minuti dettagli tanto curiosi e a volte grotteschi" disseminati all`interno dell`opera, e l`analisi delle numerose implicazioni simboliche presenti, hanno permesso inoltre all`autore di rilevare come shakespeare si riferisca in particolare alla divulgazione della lezione copernicana messa in atto da bruno in inghilterra due decenni prima, una versione del copernicanesimo in cui la scoperta del nuovo universo portava con se implicazioni etiche, politiche e religiose.
cosa rimane del novecento? ci siamo davvero lasciati per sempre alle spalle i suoi sogni, le lotte, le ombre? e` sul filo di queste domande che si muove la scrittura di helena janeczek, il suo talento nell`indagare le vite di personaggi normali che, incrociando i grandi rovesciamenti della storia, diventano destini eccezionali capaci di consegnarci, nel racconto immaginato, il senso di un`eredita` collettiva. ripercorrendo gli inizi del secolo scorso alla ricerca di storie marginali, solo in parte note, conosciamo le sorelle zanetta, maestre arrivate nella milano dei fermenti per l`expo del 1906, che aderiscono ai sogni socialisti per poi vedersi, la piu` giovane, arrestata per disfattismo negli anni subito successivi a caporetto. nella merano del 1920, dove si respira una salubre aria di cura per i cagionevoli di salute, troviamo il dottor k., che crede di essere al centro di un intrigo spionistico nato dalla corrispondenza con la sua traduttrice, milena jesenska`. in quest`italia di inizio secolo, dove le voci straniere si intrecciano con l`orgoglio nazionale, incontriamo poi la figlia del grande poeta americano ezra pound, che vaga per venezia spiata da un ragazzino che con lei ha condiviso l`infanzia nelle malghe del tirolo. e il giovane albert o. hirschmann, che ha raggiunto la sorella e il cognato a trieste, una citta` animata dallo spirito edonista e mercantile della sua borghesia fieramente italiana, quella stessa borghesia che di li` a poco avrebbe visto abbattersi sul proprio mondo le leggi razziali, come il piu` impensabile e terribile degli imprevisti. ma i tempi di imprevisti, avrebbe teorizzato piu` avanti hirschmann, sono anche tempi di possibilita` che invitano a essere pensate, e percorse, a prescindere da come la storia sia andata. serve anche a questo la letteratura, ci dicono queste pagine, a rivivere dall`interno di ogni personaggio quel passato che non si e` ancora chiuso, per provare a raccoglierne l`eredita` irrisolta.
ognuna di queste sette storie ha vita a se, non ha bisogno di condividere nulla con le altre, sono ambiti diversi, tempi e modi diversi, con un solo, certo elemento comune: il modo della scrittura. ci sono storie di donne e di uomini, ambientate in un altrove ora indicato, ora alluso. sono racconti su un tempo perduto, a volte ricordato, dove le tensioni dei personaggi spesso non hanno sbocco concreto e le atmosfere sono rarefatte, ovattate. in "pinkerton", ad esempio, un uomo di rientro da un viaggio in giappone ricorda l?amore vissuto con una geisha; in "maugham" i sentimenti provati per una ragazza si rispecchiano nel romanzo "il velo dipinto" in "la ricetta" la relazione tra una professoressa e un preside si sublima nella realizzazione di un piatto che richiede particolare cura e attenzione. la ragion d?essere di tutti i racconti e, letteralmente, il piacere dell?invenzione. diceva richard strauss che il tempo piu bello e quello vissuto sulla pagina, a comporre una nota dopo l?altra la musica. e il momento migliore e sempre li, nel nascere e prendere forma di un?idea, di un personaggio, della sua vita, del tutto individuale, irripetibile. come ogni vita.