Live album postumo.Brani tratti dalla tournée del 1995/96.
Contiene una versione splendida di Hallelujah in medley con I Know It's Over, quindi Grace, Lilac Wine, Last Goodbye e The Man That Got Away.
"[...] certo e` che quando uno passa il fiore del proprio tempo in un torrido studio a dipingere mettiamo un bottone, come faccio io, allora il dubbio sorge d`essere una mummia, un uomo delle caverne, alienato dal proprio tempo. ma e` solo un dubbio [...]: all`uomo d`oggi, all`uomo col quale m`intrattengo colla mia pittura, l`avventura spaziale e` ancora profondamente estranea, mentre il bottone, eh, il bottone e` cucito solidamente al tessuto dell`esperienza d`ognuno... il ruolo degli artisti poi, incluso quelli d`"avanguardia" non e` quello di indovini o di veggenti, ma quello antico di cronisti del proprio tempo, e il nostro tempo, ammettiamolo, e` ben lontano dalla luna, per lo meno al livello dell`uomo comune" (domenico gnoli).
"il grande vetro e` una sorta di assunzione, un passaggio dal mondo terreno al cielo delle realta` superiori. ma questa assunzione non ha niente di religioso; e` una speculazione metafisica. e un poema d`amore, una sorta di epopea erotica e cosmica, in cui i grandi sconvolgimenti dell`universo accompagnano le miserie umane. lo e` perche` e` ancora riconducibile al simbolismo della fine del xix secolo, di tutto un clima particolare. e proprio perche` ci troviamo spesso in pieno simbolismo, e`, al limite, indifferente se, incessantemente spinti dal demone dell`analogia, propendiamo per un`esegesi piuttosto che per un`altra."
proponiamo con questa nuova edizione il primo libro di achille bonito oliva, l`eccentrico critico d`arte, saggista e fondatore della transavanguardia: il territorio magico. con questo volume, ormai introvabile e ricercato da tutti, traccia un profilo dei radicali mutamenti che hanno interessato il campo artistico tra anni sessanta e settanta, mettendo in luce le componenti chiave - poetiche, filosofiche, antropologiche - di un momento fondamentale della nostra vicenda culturale. in una scena artistica in cui il post minimalismo e l`arte povera avevano fatto da poco il loro ingresso, bonito oliva propone una lettura dei fatti artistici distante dall`accento sui materiali e i processi naturali e concentrata invece sulla dimensione culturale, sulla relazione antropologica tra corpo, linguaggio, comportamento e spazio. il luogo dell`azione artistica si e` trasformato appunto in un "territorio magico": uno spazio condiviso in cui viene tendenzialmente annullata la distanza opera-spettatore e l`artista stesso si espone in qualita` di "materiale".
il secondo volume dei "romanzi" di anna maria ortese e` dedicato a quella trilogia fantastica ("l`iguana", "il cardillo addololorato", "alonso e i visionari") che fonda uno dei piu` enigmatici bestiari del novecento - dalla "bestiola verdissima e alta quanto un bambino, dall`apparente aspetto di una lucertola gigante, ma vestita da donna" sino al piccolo puma dell`arizona oggetto di un odio irragionevole o di un amore inerme - e insieme delinea una dottrina, un`etica (o forse una mistica) dove il male e` il "dolore recato all`altro" e l`amore, suo antidoto, "solidarieta` cieca". il volume contiene note ai testi che ricostruiscono la formazione dei romanzi.
il volume ripercorre le vicende di una regione che gode di uno statuto speciale, e insieme il dibattito e i protagonisti di una autonomia che da costituzione cartacea diventa gestione quotidiana della cosa pubblica, scontro tra sviluppo autopropulsivo e politiche economiche nazionali, terreno di vittorie e sconfitte dei ceti dirigenti locali. e` in questa ottica attualizzante, piu` che in quella di una distaccata ricostruzione storiografica, che l`autore, in quanto contemporaneo e protagonista degli eventi raccontati, ha scritto queste pagine.
coronamento di una lunga evoluzione politica e sociale culminata nel trionfo della borghesia, la rivoluzione francese e` stata uno dei maggiori eventi della storia moderna. questo volume costituisce una ricostruzione documentata e aggiornata dell`intero periodo rivoluzionario: dalla fine dell`ancien re`gime alla presa della bastiglia, dal terrore alla vittoria termidoriana.
"questa intervista ha provocato fin dalla sua prima pubblicazione reazioni contraddittorie - alcune perfino indignate - sia per le parole di marcel duchamp, sia per lo stile con cui ho ritenuto opportuno condurre il nostro dialogo. tali reazioni si spiegano con il fatto che molti presumono di detenere la verita` esclusiva su duchamp, e cosi` lo riducono, a loro uso personale, a una mummia asettica e muta. tutto questo ha dato come frutto articoli, persino interi libri, spesso astrusi, oscuri, tesi a interpretare un particolare di un`opera, una frase, un atteggiamento; e questo divertiva molto duchamp, sebbene in genere non si desse la pena di leggere quel che si scriveva su di lui. com`era dunque possibile, in presenza di queste glosse complicate, di queste sapienti decifrazioni che propongono chiavi di lettura sempre nuove e sempre divergenti e contraddittorie, tollerare che duchamp, "l`uomo piu` intelligente del xx secolo" secondo breton, abbia potuto dare delle sue opere, nella nostra intervista, "spiegazioni insignificanti, piattissime motivazioni"? com`era possible ammettere che avesse detto, concludendone la lettura, "tutto e` chiaro come il sole"? avrebbe significato accettare che duchamp avesse posato sulla sua opera e sulla sua vita uno sguardo lucido, dando delle sue "cose" spiegazioni semplici, concise, spogliandole da complessi pensieri riposti o da segrete intenzioni." (dalla postfazione di pierre cabaline)
Stephen Sondheim è uno dei grandi compositori americani, uno dei quelli che hanno gettato le basi per l'inimitabile songbook della canzone d'oltre oceano. E Judy Collins, sempre brava malgrado l'età ( 77 anni), tributa un sentito omaggio a questo grande scrittore di canzoni. Registrato dal vivo nel 2016 e Denver, questo album presenta alcuni dei classci, in passato interpretati di voci come quella di Frank Sinatra, Nat King Cole ed altri. Tra le canzoni: Send in The Clowns, Take Me To The World, Anyone Can Whistle, Not A Day Goes By, No One is Alone.
la ricerca di un?arte adeguata alla modernita spinge gustav klimt verso una nuova via espressiva, al confine tra sensualita e allegoria. nell?effervescente vienna di fine ottocento, il pittore ottiene importanti commesse per la decorazione dei piu prestigiosi edifici della ringstra?e, che gia annunciano il rinnovamento perseguito dalla secessione. lo stile di klimt si dispiega nel mirabile fregio di beethoven e nei seducenti ritratti femminili, nei vibranti paesaggi lacustri come nelle opere di palazzo stoclet. dai suoi quadri, mosaici e affreschi traspare una conturbante bellezza, inno alla fragilita dell?essere umano in un?epoca tanto inquieta quanto feconda.