Tra Blues, soul, garage e rock and roll. Rolling Stones Usa lo ha messo tra i dieci artisti dell'anno da scoprire. Debut album, prodotto da Andrija Tokic, lo stesso produttore di Alabama Shakes ed Hurray for the Riff Raff.Booker arriva da New Orleans. Esegue un blues elettrico, scarnificato e diretto, con contaminazioni rock molto personali. L'autore annovera tra le sue maggiori fonti di ispirazione Robert Johnson, Marc Bolan & T. Rex ed i Gun Club.
Al terzo album, il chitarrista blues della Florida tira fuori le unghie. I suoi maestri sono Stevie Ray Vaughan e BB King, ma Soars sa essere personale, grazie sopratutto alla sua potente miscela di Blues elettrico, southern rock ed Americana. Reperibilità molto scarsa.
2 CD. Splendido concerto, inedito, registrato a New York nel 1971.Fred McDowell, chitarra elettrica e Tom Pomposello al basso. Un concerto eccellente dove il grande bluesman rilegge alcuni dei suoi classici, inziando proprio da Shake Em On Down. Notevoli le versioni di Jesus is On The Mainline, When The Saints Go Marchin In, You Got to Move, Baby Please Don't Go, My Babe, Good Mornin' Little Schoolgirl, Don't Mistreat Nobody, John Henry e molte altre. Un tesoro ritrovato.
Dopo l'esordio omonimo del 2014, Benjamin Booker non aveva più fatto parlare di sè. Ecco quindi il suo sceondo lavoro, accolto con molto interesse da chi ne aveva già seguito le gesta. Booker è un bluesman atipico, ma anche un rocker divers, mischia Chuck Berry e i Public Enemy coi Rolling Stones, passando per Sam Cooke e Robert Johnson. E' un personaggio molto interessante, un musicista eclettico, preparato ed anche molto considerato, visto che in questo disco c'è la grande Mavis Staples che appare alla voce nel brano che dona il titolo al disco.