il filo rosso che lega fra di loro gli articoli raccolti in questo volume e` la difficolta` di informare per i giornalisti che possiedono l`orgoglio del proprio mestiere nel far conoscere notizie considerate scabrose e analizzarle secondo dati certi. e la difficolta` di esercitare il diritto all`informazione da parte di chi non e` disposto ad accettare pedestremente la visione del mondo spesso imposta, proprio attraverso i media, dai poteri economici e politici. da dieci anni gianni mina`, non trovando piu` spazio nella televisione, conduce attraverso i film documentari e la carta stampata la sua battaglia di giornalista fuori dal coro, stigmatizzando interventi approssimativi, ambigui o reticenti e smentendo le versioni ufficiali con la forza indiscutibile dei fatti. gli interventi raccolti in questo libro costituiscono un esercizio di controinformazione sugli avvenimenti piu` diversi e controversi del nostro tempo: dall`incontro con il subcomandante marcos alla cronaca della repressione messa in atto da un segmento delle nostre forze dell`ordine al g8 di genova nel 2001; dalle ipotesi sui meccanismi che hanno favorito gli attentati dell`11 settembre, alle rivelazioni del diplomatico usa wayne smith sulla ripresa delle relazioni con cuba che il presidente jimmy carter stava per firmare se non avesse perso le elezioni contro ronald reagan. osservazioni spesso provocatorie, ma comprovate e mai smentite, che costituiscono uno strumento per comporre un quadro lucido del nostro tempo.
un certo lord petre ebbe l`ardire di tagliare surrettiziamente un ricciolo di lady arabella fermor - e il gelo calo` fra le due famiglie: finche` un giovane e gia` celebre poeta ricevette il delicato incarico di scrivere una poesia che contribuisse a rasserenare gli animi. futile occasione, si direbbe: se non che l`artista interpellato era il beffardo e geniale alexander pope, "piccolo usignolo" della chiesa cattolica nell`inghilterra settecentesca. cosi` "solleticato", pope compose un poemetto che per inventiva, passionalita` ed estro poetico tocca punte di epicita` omerica: non per niente lavorava a quel tempo a un`epocale traduzione dell`iliade. la sua, pero`, e` una guerra in miniatura, incentrata sull`eterna, risibile "guerra dei sessi". il testo riscosse un immediato successo di pubblico e suscito` inviperite reazioni nella buona societa`. ma pope, per ribattere, invento` la, per cosi` dire, pars deconstruens: scrisse un commento che e` una chiave di lettura ultratendenziosa della sua stessa opera e insieme la satira di ogni pretesa interpretativa.
new valois (trasfigurazione di new orleans), anni trenta. un cronista allampanato in cerca di notizie familiarizza con i protagonisti di un infelice me`nage a trois: un pilota che sbarca il lunario con rischiose esibizioni acrobatiche; sua moglie, una donna-maschio che appena sfila la tuta da meccanico diffonde una incontenibile sensualita`; e l`amante, un paracadutista che condivide col pilota l`ambigua paternita` del figlio della coppia. lo scoop non tardera` ad arrivare, giacche` accettando di gareggiare su un vecchio trabiccolo "monoguscio" il pilota trovera` la morte nelle acque di un lago. "pilone" e` un romanzo composto di molti romanzi. e un fitto reportage sul mondo degli aerei, che unisce i piu` realistici dettagli materiali a una stilizzazione quasi metafisica del volo. e un omaggio al t.s. eliot degli "uomini vuoti", perche` ogni personaggio sembra un "cittadino del mondo delle ombre", spinto all`autodistruzione dalla propria addiction divorante - si tratti dell`alcol, dell`amore per il rischio, della compulsione sessuale. ed e` - ancora una volta - un`incessante interrogazione sul posto dell`uomo nella natura, una natura smagliante e inesplicabile, che si estende senza soluzione di continuita` tra il "lieve sibilante lamento delle conchiglie frantumate" e un ciclo di "fitte, fievoli stelle".
basta leggere che i versi giovanili di rimbaud sono minati da "negligenza e goffaggine"; che per penetrare la grandezza di tolstoj bisogna procedere oltre "quella cocciutaggine nel voler salvare la propria anima e se ne avanza l`altrui"; che l`"innominabile" di beckett, se puo` apparire eccezionale ai profani, rischia di far "sorridere familiarmente lo psichiatra"; bastano insomma queste poche sequenze di apparente irriverenza blasfema per capire che non siamo di fronte a un critico di routine o a un cauto professore. e solo in nome di una acuta tensione conoscitiva e mai per gratuito spirito di provocazione che questi microsaggi procedono spesso contromano rispetto alle quiete certezze di vulgata.
frutto della tarda fioritura kiplinghiana - fioritura come offuscata e relegata in secondo piano dall`eccesso di notorieta` procurata allo scrittore dalle sue opere maggiori - questi racconti non mancheranno di sorprendere e sconcertare molti lettori: giocati su una mostruosa tastiera di riferimenti, bagnati di malinconia immortale, spaziano dal sudafrica che non ha ancora conosciuto la guerra boera all`antiochia dei primi martiri cristiani, dal medioevo monastico alle trincee della grande guerra.
kurt di koppigen e` come un personaggio di dostoevskij perso nel medioevo e delle foreste del bernese - con qualche anno di anticipo su dostoevskij stesso. la sua anima mal sbozzata e agitata da impulsi incontrollati lo spinge dalla tetra rocca dove e` nato verso le strade piu` impervie. cosi` per scalfire l`indifferenza di una madre cui e` legato da un rapporto di oscura soggezione, kurt commette un delitto e si fa brigante di strada. di qui in poi, ogni suo gesto si inscrive, quasi per incantesimo, in un destino di perdizione che nulla sembra poter capovolgere il riscatto. la fiaba di kurt ha per sfondo valli folte e aspre, per comprimari loschi eremiti e spietati assassini, e per quinta interiore le agghiaccinati visioni del protagonista.
billancourt e` un sobborgo parigino dominato dalle officine renault. all`epoca di questi racconti (gli anni venti e trenta) vi erano confluiti in massa emigrati della russia sovietica che l`industria francese reclutava con buoni risultati. cosi` billancourt divenne una specie di enclave russa, luogo di tutte le desolazioni e di tutte le nostalgie. c`e` una vena di bizzarria, talvolta di patetica follia in molti personaggi, una comicita` che nasce da invalicabili discordanze, un`amarezza cechoviana sul fondo. tutti elementi che la berberova sa mettere in gioco, fugando ogni patetismo e lasciando parlare la realta`.
"all`interno del collegio non avevo potuto constatare alcun mutamento di rilievo, se non il fatto che la stanza cosiddetta di soggiorno nella quale eravamo stati educati al nazionalsocialismo era adesso diventata una cappella, e al posto del podio su cui prima della fine della guerra era salito grunkranz per insegnarci la dottrina della grande germania c`era adesso un altare, e alla parete dove prima c`era il ritratto di hitler pendeva adesso una grande croce, e al posto del pianoforte che, suonato da grunkranz, aveva accompagnato i nostri inni nazionalsocialisti come die fahne hoch! oppure es zittern die morschen knochen c`era adesso un harmonium. l`intero ambiente non era stato nemmeno ritinteggiato, evidentemente mancavano i soldi, sicche` nel punto dove adesso era appesa la croce si poteva ancora scorgere la macchia, bianchissima e vistosa sulla superficie grigia della parete, dove per anni era stato appeso il ritratto di hitler". in questo primo volume della sua autobiografia, bernhard ha voluto subito raccontare un periodo della sua vita a cui risale il manifestarsi di una lesione insanabile in lui: i mesi passati durante la guerra nel convitto nazionalsocialista di salisburgo, fra macerie e angherie, e i mesi passati nello stesso collegio, ora chiamato johanneum, e retto da sacerdoti cattolici, sempre fra angherie, all`inizio di una ottusa pace. nell`intima compenetrazione salisburghese fra nazismo e cattolicita`, nella vocazione della citta` al suicidio (una delle piu` alte percentuali europee) e all`arte universale, nella scuola come offesa permanente, nella capacita` locale di cancellare la memoria e sovrapporre una nobile decorazione a un fondo putrido, bernhard riconosce una costellazione atroce e beffarda alla quale da sempre ha tentato di sottrarsi: e qui la presenta e la ripercorre in pagine ossessive, implacate. il piccolo thomas bernhard, al convitto nazionalsocialista, suonava il violino nella "stanza delle scarpe", "piena zeppa di centinaia di sca
questa , che attraversa gli scritti di henri michaux da "chi fui" (1927) al "giardino esaltato" (1983), e` stata composta dall`autore su richiesta dell`editore italiano. per chi ancora non conosce michaux, sara` questa la perfetta guida alla sua opera; per chi lo conosce, sara` un libro nuovo, ricco di sottili rivelazioni, quello in cui michaux ha voluto illuminare se` a se stesso, e a tutti noi. tutta l`opera di michaux risponde a una domanda che non riusciamo a formulare, eppure sentiamo essenziale. col tempo, i suoi scritti si dimostrano sempre piu` nettamente insituabili, come gia` lo erano quando cominciarono ad apparire, nella parigi degli anni venti. possono presentarsi come racconti, poesie, riflessioni, esorcismi, dialoghi, aforismi, visioni: ma ogni volta li sentiamo evadere dal quadro di una forma preesistente. ed e` questa una peculiarita` costante di questo scrittore, che ha con la `letteratura` rapporti di acuminata diffidenza. i suoi paesaggi sono sempre altrove, in un tibet dell`anima. ogni libro di michaux e` il resoconto di un`esplorazione, che ama calarsi nelle , ma si azzarda anche a perdersi nella sterminata vastita`. nelle sue pagine troviamo tracciati, con la precisione cerimoniale di un calligrafo cinese, innumerevoli , soprattutto quelli che non hanno piu` un nome o non l`hanno mai avuto. ciascuno di questi movimenti e` una breccia fra il visibile e l`invisibile. i testi sono le macerie di quelle . ogni racconto e` l`accenno di una metamorfosi. dice una voce di michaux, e prosegue:
la vicenda di amore e morte che ha come protagonista il giovane cavaliere tristano rappresenta senz`altro uno dei miti letterari alla base dell`immaginario occidentale, disponibile a continue risemantizzazioni, dal medioevo fino alla modernita`. a partire dal nucleo originario della storia, databile intorno alla meta` del xii secolo, il lettore potra` percorrere le principali linee di sviluppo della leggenda in area romanza, ma anche tedesca e medio inglese, fino alle riscritture in prosa italiana della fine del xiii secolo. il volume si propone dunque di coniugare a una duplice prospettiva diacronica e comparativa l`attenzione alle singole realizzazioni letterarie e alla loro specificita`, intrecciando a un`informazione chiara, ma attenta al dibattito critico, la lettura diretta di una scelta di testi che questo mito ha contribuito a formare. non dunque un`antologia, ma "una storia della storia" di tristano che accompagni il lettore nei labirinti complessi e suggestivi della leggenda senza privarlo del prezioso contatto con i brani letterari.
la figura e l`opera di enrico berlinguer hanno segnato profondamente alcuni dei momenti cruciali della storia dell`italia contemporanea. a differenza, pero`, di altri importanti uomini politici del passato presto dimenticati, ad oltre venti anni dalla morte la sua immagine continua a rappresentare qualcosa di diverso agli occhi di molti italiani: la speranza di una politica fatta di passioni civili e di rigore etico ed intellettuale. questa biografia vuole, portare alla luce il senso e le ragioni di questa "diversita`", utilizzando fonti e documenti che rivelano, ad esempio, la natura del rapporto con l`urss, la profondita` dei contrasti con bettino craxi, o il peso della "questione morale".
il "galateo ovvero de` costumi", trattato nel quale, sotto la persona di un vecchio idiota ammaestrante un suo giovanetto, si ragiona de` modi che si debbono tenere o schifare nella comune conversazione, cosi` precisa il sottotitolo, fu pubblicato nel 1558 da monsignor della casa, nunzio pontificio a venezia, temperamento mondano, autore di quello che sara` poi l`"indice dei libri proibiti". vengono esposte norme sul modo di vestirsi, enumerati tutti i gesti e le cose spiacevoli da evitarsi; e` riprovato lo scherno, la beffa, la parola che morde e offende; si suggeriscono i modi del parlare, si consigliano i vocaboli da usare e quelli da evitare. insomma, biasimando ogni eccesso, l`autore incarna il culto della proporzione proprio del rinascimento.
lei e` la principessa anna alla scoperta di roma, lui e` joe, un simpatico e spiantato giornalista americano che la scopre e la conduce in mezzo alla folla pittoresca dei caffe` e delle trattorie a visitare le bellezze della citta`. anna non e` una ragazza come le altre: queste sue vacanze romane sono ventiquattr`ore di liberta` che ruba alla vita ufficiale di principessa ereditaria. dal libro fu tratto nel 1953 un film che ebbe come protagonisti audrey hepburn e gregory peck.
ambiente, cittadinanza, commissione europea, diritti fondamentali, libera circolazione, parlamento, politiche comunitarie, trattato di roma, unione doganale. in piu` di cento lemmi, i valori, i principi e gli organi della prima costituzione dei popoli europei. uno strumento per conoscerla, uno stimolo per renderla operante. giuseppe marazzita, avvocato, insegna istituzioni di diritto pubblico e diritto pubblico dell`ambiente alla facolta` di giurisprudenza dell`universita` di teramo.
le vere cause della religione secondo l`originale e disincantata interpretazione del grande pensatore inglese. david hume (1711-1776) e` il maggior esponente dell`empirismo inglese.
filo di ferro, ma non solo: anche filo di rame, di ottone, d`argento... insomma fili metallici in genere, colorati e non, semplici o abbinati ad altri materiali come per esempio perline, rafia o altro... il risultato? oggetti decorativi nuovi che ricordano trine e merletti per la preziosita` del decoro. la tecnica del filo di ferro, che ha radici antichissime, viene oggi riscoperta e torna di gran moda per tutti gli appassionati di fai-da-te, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e di nuove idee. ecco alcuni degli oggetti che si possono realizzare grazie alle schede illustrate e spiegate step by step: lampade, portacandele, cestini, oggetti per il bagno, appendini, segnalibri, gioielli, cornici, portafotografie e altri ancora.
questo percorso e` un invito ad avvicinarsi non a un "genio" distante e inarrivabile, ma all`entusiasmante figura di un "uomo universale". leonardo da vinci rappresenta un caso irripetibile nella storia dell`umanita`. e un artista innovatore, ai vertici della pittura del suo tempo; e` un tecnologo capace di ideare macchine, congegni e installazioni di grande praticita`; e` un precursore in molti campi della speculazione e della ricerca scientifica, con intuizioni e scoperte sorprendentemente avanzate.
ekeland introduce il lettore alla complessa teoria del caso collegando la dimostrazione delle sue tesi ad alcuni episodi di un grande capolavoro: "le saghe dei re di norvegia" dell`islandese sturlassonn, vissuto tra il xii e il xiii secolo. ogni capitolo del libro e` preceduto da un episodio della saga che serve come punto di partenza per la scoperta di un aspetto della teoria matematica del caso. vengono in tal modo percorsi vasti spazi scientifici: dal classico calcolo delle probabilita` al moderno caos, dai sistemi dinamici alla teoria dell`informazione, dalla logica alla statistica.
la crisi politica e sociale degli anni settanta, la trasformazione del decennio successivo, la fine del mondo bipolare e della cosiddetta prima repubblica sino al varo del programma di unita` europea: tutti questi passaggi sono stati raccontati, discussi e criticati da indro montanelli negli editoriali del "giornale" da lui fondato e diretto fino al `94 e raccolti in questo libro. i "pezzi" del famoso giornalista non solo documentano la cronaca che si fa storia, ma ci restituiscono anche il sapore di questi anni e rappresentano la chiave per leggere e comprendere, oltre al recente passato italiano, questo confuso presente.
il "bestiario" e` la rubrica tenuta da giampaolo pansa sull`espresso. questo volume raccoglie, in ordine cronologico, il meglio dei suoi interventi apparsi tra il 1994 e gli inizi del 2004. lucido e disincantato, polemico e graffiante e` un libro che fotografa l`italia e i suoi protagonisti in un periodo che si e` rivelato cruciale per le sue sorti e per il suo futuro. il lettore trovera` gli eventi e le figure dominanti di un decennio che ha cambiato il volto della nostra vita politica. dalla discesa in campo di siivio berlusconi alla sua prima effimera vittoria, dal quinquennio dominato dall`ulivo di romano prodi sino al nuovo successo berlusconiano e alla travagliata fase d`avvio del governo di centrodestra.
nel suo libro newton sostiene che la luce solare non e`, come tramandato fino ad allora da una tradizione consolidata, semplice, omogenea e pura, ma una mescolanza eterogenea di tutti i colori dello spettro. una concezione che suscita immediatamente clamore e critiche tali da costringere newton a ritirarsi per un lungo periodo dalla scena pubblica. franco giudice ripercorre questo cammino lungo un trentennio, dalla prima pubblicazione alla formulazione definitiva nell` "ottica" del 1704, rintracciando la storia della scoperta di newton attraverso gli scritti giovanili, la fervida attivita` sperimentale, gli interventi degli oppositori.
il volume indaga le famiglie nobili e borghesi napoletane dell`ottocento ripercorrendo una quantita` di fenomeni e comportamenti: le scelte testamentarie e il connesso problema della continuita` dei patrimoni familiari; la conseguente diseguaglianza all`interno dei nuclei coniugali e degli aggregati parentali, che produce la gerarchia dei primogeniti e dei cadetti, dei maschi e delle femmine, dei coniugati e dei celibi. il quadro che emerge, costruito attraverso una quantita` di microstorie familiari e di rapidi flash biografici, mette in luce la contraddittorieta` dei processi di modernizzazione e il persistere di modelli familiari di antico regime, d`origine aristocratica, anche in gruppi sociali piu` modesti.
in psicoanalisi la relazione oggettuale indica il modo di relazione del soggetto con il mondo. ma il mondo del soggetto non e` la realta` grezza bensi la realta` filtrata dal fantasma. fantasma che si costruisce nell`interrelazione tra il soggetto e i suoi oggetti pulsionali, ma anche nella relazione con quelle persone che hanno per il soggetto un ruolo fondamentale: in primis la madre. per questo motivo la madre e` un personaggio chiave del seminario. iv in questo seminario lacan critica la posizione dei postfreudiani. sappiamo infatti che, sebbene freud la citi, la relazione oggettuale non fa parte del suo apparato concettuale. che cosa critica lacan? critica il fatto di porre come centrale l`oggetto oppure la relazione con la madre. sia perche` l`oggetto e` la cosa piu` variabile nella pulsione sia perche` la madre, nel suo legame con il bambino, si presenta gia` in rapporto con una mancanza che e` costitutiva del suo essere donna. lacan insegna quindi che non e` l`oggetto ma la sua mancanza, elaborata nelle sue diverse modalita` castrazione, frustrazione, privazione - e secondo i diversi registri immaginario, simbolico, reale - a essere fondamentale per ogni soggetto che viene al mondo. questo seminario sulla relazione oggettuale e` dunque, in realta`, un seminario sulla relazione che il soggetto ha con la mancanza di oggetto.
il volume raccoglie diversi saggi che approfondiscono i temi affrontati nella "banalita` del male" e nella "vita della mente", e in primo luogo la responsabilita` personale durante le dittature. il lungo saggio centrale e` una riflessione sull`inadeguatezza delle tradizionali verita` morali come metro per giudicare cio` di cui siamo capaci, e riconsidera la nostra capacita` di distinguere il bene dal male, il morale dall`immorale. nella seconda parte i temi teorici vengono applicati nel particolare con alcune considerazioni sull`integrazione razziale, il watergate, la sconfitta in vietnam, i processi ai criminali nazisti.
un saggio che arriva al cuore della fisica moderna, che solleva dubbi sul maggiore contributo di einstein (il continuo dello spaziotempo) ma che propone anche una soluzione a uno dei piu` grandi paradossi della scienza contemporanea: la distanza tra la fisica classica e la fisica quantistica. barbour sostiene che l`unificazione della relativita` generale di einstein con la meccanica quantistica puo` determinare la fine del tempo. il tempo non avra` piu` un ruolo centrale nei fondamenti della fisica. in questo testo rivoluzionario si aprono squarci affascinanti sui misteri dell`universo: i mondi multipli, i viaggi nel tempo, l`immortalita` e, soprattutto, l`illusione del moto.
jurgen habermas affronta in questo saggio il tema controverso dell`ingegneria genetica e cerca di rispondere alla "controdomanda" suscitata dagli sviluppi della genetica: puo` la filosofia intromettersi nel dibattito senza rinunciare alle convinzioni del pensiero postmetafisico?
il disordine e la felicita` della narrazione nella "histoire de ma vie", ma anche le cadute, le tergiversazioni, i palpiti, le ire, le aporie e i dubbi saturnini di un libertino "sentimentale", analizzati secondo i canoni della critica letteraria.
la ricostruzione storica e letteraria del piu` famoso e controverso caso clinico di freud, ovvero come un clamoroso fallimento interpretativo e terapeutico si trasforma in pietra miliare della teoria e tecnica psicoanalitica.
presente da quasi un secolo su tutti i giornali del mondo, assente da qualsiasi storia del giornalismo, del costume, della lingua, il cruciverba e` l`inavvertito elefante che siede nel salotto della comunicazione del novecento. molti lo ritengono piu` antico di quello che e`: eppure non poteva che nascere nella new york degli anni dieci, contemporaneamente a tutto cio` che ha costituito l`orizzonte del moderno, dalla catena di montaggio al cubismo, dal giornalismo dei reportage alla musica jazz. vuoto, il cruciverba e` una griglia ortogonale di caselle; pieno, e` un caleidoscopio alfabetico in cui si frammentano e si ricompongono le parole della lingua e i nomi del mondo, dando la possibilita` ai lettori di verificare le proprie conoscenze in una sfida con se stessi, circoscritta a una percorrenza in metropolitana o a una sosta in poltrona durante il weekend. la storia del cruciverba e` un romanzo. i suoi personaggi sono tutti straordinariamente eccentrici (e apparentemente tutti "normali"), i suoi dialoghi collegano definizioni indiziarie e soluzioni congetturali, la sua ambientazione e` la metropoli, con i suoi giornali, i suoi grattacieli, i suoi mezzi di trasporto.
"immaginiamo una messina in mezzo al mediterraneo cosi` come shakespeare se la poteva immaginare: esotica, viva, crocevia di magheggi, che avrebbero fatto di una festa nuziale il complicato intreccio per una giostra degli intrichi. immaginiamola seguendo con le orecchie la parlata di quei personaggi che, nel vivo di un dialetto carico di umori e ambiguita`, dipana le trame di una vicenda originariamente semplice, ma dai risvolti complicatissimi. immaginiamo che tutto cio` sia il frutto di un carattere tipicamente mediterraneo, se non propriamente siciliano, ed ecco che potremo anche credere, anche solo per una volta, che william shakespeare, di stratford, sia potuto essere quel tale michele agnolo florio crollalanza partito in fuga da messina. poiche` non c`e` nulla di piu` meravigliosamente siciliano che il poter complicare, da un dato semplice, una vicenda fino a farla diventare surreale. ecco, questo `troppu traffici ppi nenti` e` il modello eterno di un carattere terribilmente semplice, come quello siciliano, che ama complicarsi l`esistenza in un continuo arrovugliarsi su se stesso."
nel corso del 2004 luca de gennaro ha seguito il tour di vasco rossi come osservatore privilegiato e co-protagonista. torinese, 45 anni, da 25 attivo sulla scena dei club e delle radio come dj e come critico musicale, de gennaro ha fatto i bagagli rischiando la crisi coniugale e ha raccolto due giradischi, un mixer, una valigia piena di dischi "e un`altra piena di passioni" e ha accettato di aprire i concerti di vasco. in questo libro il dj torinese racconta la sua avventura con una prosa ironica ed emozionante.
a vederlo da lontano, belcolle sembra un paese da cartolina, una barca arenata su una montagna verde, e sullo sfondo il mare di cefalu`. ma da vicino e` ben altra cosa: d`inverno e` gelido e nevoso, e per tutto l`anno e` abitato da persone taciturne e diffidenti, "genti di montagna". son cinque anni che il maresciallo antonio brancato, "un omo preciso al quale piaciva che tutto stava al posto indovi doviva stare", e` a capo della stazione dei carabinieri di questo isolato paesino siciliano. cinque anni non facili, ma durante i quali il maresciallo brancato e` riuscito a guadagnarsi la confidenza e la stima dei belcollesi. forse addirittura troppo, infatti ormai tutti lo cercano, anche a sproposito, per ogni problema...
in un mondo che sembra improntato all`utilitarismo e indifferente ai principi etici, che pone al vertice dei suoi valori il successo, comunque ottenuto, ha ancora senso parlare di virtu`? la risposta e` racchiusa in una legge della storia: quando una realta` viene a mancare, si torna a sentirne la nostalgia e la necessita`. proprio di tale necessita` si fa interprete gianfranco ravasi che, sulla scorta degli innumerevoli pensatori che nei secoli hanno affrontato questo tema, ha voluto ricostruire una piccola storia della virtu` per riaffermare l`esigenza di riportarla nel cuore oltre che nei discorsi degli uomini. nell`itinerario tracciato da ravasi la storia della filosofia si incrocia con la teologia, l`etica laica con la morale religiosa, l`antropologia con la storia dell`arte, in un cammino verso una pienezza di vita che travalica i confini della fragile natura umana.
nella roma decadente e crudele dell`epoca di nerone, centro del mondo e del crogiuolo di tutte le razze e religioni dell`antichita`, il giovane patrizio vinicio si innamora della timida licia, figlia di un re svevo, allevata a roma e educata alla religione cristiana. una passione drammatica e tormentata su cui la storia rovescia tutta la folle ferocia della prima grande persecuzione contro i fedeli del nuovo culto. introduzione di witold gombrovicz.
i racconti di tolstoj scandiscono, anno dopo anno, tutta la sua lunghissima vita artistica. vi si susseguono senza soluzione di continuita`, intrecciandosi ai grandi romanzi, ai drammi, ai trattati: dal 1850 al 1910, dagli esordi del ventiduenne aristocratico "nichilista", timido, vizioso, fino al tolstoj patriarca, fondatore di religioni, rivoluzionario temutissimo. e anno dopo anno, capolavoro dopo capolavoro, registrano e rispecchiano come un diario le tante "fasi di crescita" tolstoiane, cosi` radicalmente diverse l`una dall`altra, contraddittorie, continuamente sorprendenti, in quella sua vocazione per le scommesse definitive, per il mettere in gioco tutto se stesso, ogni volta, in ogni trama, a ogni pagina.
la grandiosa epopea della ricerca del sacro graal, mito archetipico della cultura europea, la magica vicenda immortalata dai romanzieri e dai mistici medioevali, raccontata come un romanzo.
il graffitista keith haring ha tenuto un diario per tutta la sua vita, fino a un mese prima di morire a causa dell`aids, nel 1990. l`adolescenza, le prime esposizioni, i murales nelle metropolitane, l`amicizia con warhol e burroughs, fino alle grandi mostre e al successo. un diario che mostra il lato personale e professionale dell`artista scomparso. premessa di david hocney, introduzione di robert farris thompson.
il libro x dell`"istituzione oratoria" contiene una vera e propria storia della letteratura greca e latina e fissa canoni di riferimento destinati a influenzare i secoli a venire. l`xi racchiude un excursus sulle tecniche di memorizzazione: dopo i brevi capitoli dedicati all`argomento da cicerone nel "de oratore", le parole di quintiliano sono la trattazione piu` ampia che possiediamo sull`argomento. al suo interno, un lungo capitolo e` dedicato alla recitazione e, piu` in generale, ai vari aspetti concernenti l`attivita` dell`oratore: il tono della voce, la gestualita`, l`abbigliamento. infine il libro xii riassume le doti del perfetto oratore, che deve essere colto, esperto di filosofia, diritto e storia, eloquente e con una salda morale.
il volume contiene le seguenti raccolte poetiche di pirandello: mal giocondo, pasqua di gea, elegie romane.
l`autobiografia di mark twain, scrittore, litografo, pilota fluviale, minatore e cercatore d`oro, giornalista, viaggiatore instancabile, e` ricca di avvenimenti come quella di pochi altri scrittori. il racconto non segue un ordine prestabilito, ma si muove in un`atmosfera che varia dal comico al burlesco, all`umorismo velato di nostalgia, al sarcasmo, al tragico.
e impossibile, leggendo i `racconti orientali` qui raccolti, non finire irretiti negli scabri avamposti di un impero britannico ormai presago della fine. un mondo nostalgico e artificiale, in perenne contrappunto con una giungla evocata da rapidi tocchi eppure incombente e foriera di sciagura; un mondo che penetriamo con l`occhio disincantato ma insaziabilmente curioso di maugham, sospinti ogni volta verso un inesorabile finale - spesso tragico, ma quasi mai catartico. e nel frattempo avremo visto andare in pezzi le identita` apparenti dei protagonisti, intrappolati in lividi e rovinosi rapporti gerarchici, furenti ricatti incrociati, colpevoli idilli lavati col sangue. ancora una volta i sapienti congegni narrativi di maugham, qui celati nell`evocativo scenario della malesia, del borneo o delle hawaii, compongono intrecci perfetti e storie crudeli - che ci consentono di attraversare, rimanendo indenni, le passioni umane piu` fosche.
"in questo libro il "misterioso" oriente e il "selvaggio" west emanano ancora i bagliori di un itinerario nel meraviglioso, ma la narrazione e` una macchina modernissima, dal percorso gia` deciso, inscritto in un meccanismo perfetto. al viaggio che e` rischio, scoperta, mutamento, si contrappone - con uno sguardo profondo sul futuro - il viaggio che e` calcolato sfruttamento del teatro di esperienze del mondo." (gian mario villalta).
sono cresciuti nelle strade di brooklyn, i tre fratelli rico; e li` hanno cominciato, ciascuno a modo suo, a lavorare per l`" organizzazione ": tony, il minore, si limita a guidare le macchine, gino e` diventato un killer e eddie, il maggiore, un piccolo boss di provincia. eddie vive in florida, ha una bella casa, una bella moglie, tre belle figlie. ha il controllo di un intero settore, dove tutti lo rispettano, dai gestori di sale da gioco agli sceriffi. e soddisfatto della sua vita, ed e` certo di essersela meritata. e non gli e` mai importato, neanche da ragazzino, che gli avessero affibbiato quel soprannome vagamente sprezzante, il ragioniere. perche` eddie ha sempre fatto bene i suoi conti, non ha mai parlato troppo ne` ha mai mirato troppo in alto: ha sempre rigato dritto, insomma. tutti lo sanno: i suoi capi come i suoi fratelli. cosi`, quando gli dicono che il fratello minore ha sgarrato, perche` si e` sposato senza chiedere il permesso e, dopo aver partecipato a un sanguinoso regolamento di conti, e` scomparso dalla circolazione, e si sospetta che abbia deciso di collaborare con la polizia, eddie non esita un istante a mettersi in viaggio per cercarlo. loro gli hanno detto di suggerire a tony di cambiare aria per un po`, di andarsene in europa, dai parenti siciliani. e lui ci ha creduto. in ogni caso, ha deciso di crederci. anche se non puo` non sapere che loro lo stanno seguendo, e che il destino di tony e` segnato.
e` oggi universalmente riconosciuto che lo sviluppo della fisica nell`ultimo mezzo secolo ha assunto un ritmo via via piu` vertiginoso. il suo peso si e` enormemente accresciuto in quasi tutti i settori della vita moderna. "il paradiso perduto" ripercorre le fasi cruciali di questo sviluppo mostrando come l`ingresso dell`idea di aleatorieta` (del caso) nel cuore stesso della ricerca abbia spazzato via il vecchio concetto di legge naturale e portato alla ribalta un intreccio disciplinare che ancora si stenta a valutare appieno. di qui la comparsa di un`immagine di scienza completamente nuova.
noi moderni lettori dei vangeli siamo immensamente rozzi e limitati, se ci paragoniamo a un sacerdote ebreo o a un fedele cristiano del primo secolo. cogliamo soltanto una minuscola parte dell`infinita ricchezza di citazioni e allusioni, rinvii interni ed esterni e sensi segreti con cui veniva composto un vangelo. leggere un testo e` un`arte che abbiamo quasi dimenticato. con infinita pazienza e umilta`, pietro citati ripercorre il cammino fatto da quei primi lettori: ricostruisce la trama di rimandi e riferimenti nascosti, legge gli indizi, ricompone gli intarsi, mostrandoci come la storia, gli eventi della vita di gesu` si sono compiuti con simboli immaginati molti secoli prima. tutto il racconto evangelico - dal misterioso tema della nascita verginale di gesu` fino alle parole finali sulla croce: "mio dio, mio dio, perche` mi hai abbandonato?" - e` fittamente intrecciato con il testo dell`antico testamento, con le leggende ebraiche che formano una specie di fondale, di eco e di conferma alle verita` della nuova fede. al di la` del ricchissimo tessuto della tradizione, pero`, citati cerca con tutte le sue forze di cogliere la novita`, il respiro profondo della rivelazione cristiana. la modestia, il candore, la dolcezza di maria non trovano riscontro nei testi antichi. e nemmeno la misteriosa immagine del "bambino nella mangiatoia", uno dei segni fondamentali in cui si riconoscevano i nuovi fedeli.
questo libro e` l`incontro tra due spiriti bizzarri: uno, oltre cinque secoli fa, scrisse un poema eroicomico quando con l`epica non si scherzava, e come eroe si scelse l`antieroico morgante, che affronta gli infedeli al fianco del paladino orlando, ma armato solo di un possente batacchio. l`altro, ai giorni nostri, e` uno scrittore parmigiano, fine e attento lettore dall`apparenza distratta. quando il suo sguardo si posa come per caso sul capolavoro del pulci, da quell`incontro scaturiscono scintille e meraviglie, e la storia di orlando, margutte, astarotte, re carlo e i paladini si intreccia con mille altre storie, dal monsieur jourdain di moliere, innamorato della sua marchesa, all`eugenio onegin di puskin, da "charlie hebdo" ai discorsi di oscar luigi scalfaro. "voglio dire che il "morgante", oggi, per una stranissima combinazione temporale, e` come l`esplosione di quella lingua li`, regionale. dialettale. di quartiere e nello stesso tempo comprensibile a tutti." paolo nori sfoglia il "morgante", e luigi pulci si rivela un ilare maestro di contemporaneita`.
i "frammenti" lasciati da pascal dopo la sua morte vennero pubblicati per la prima volta nel 1670, solo in parte, disposti secondo un ordine e con un titolo - "pense`es sur la religion" - assolutamente arbitrari. oggi sappiamo che il disordine in cui furono trovati e` solo apparente, e dunque questa edizione li ripropone nell`ordine voluto dall`autore stesso, rispettando quello che almeno in parte doveva essere il piano del libro al quale pascal stava lavorando e che non fu mai compiuto. una volta completata, l`opera avrebbe dovuto costituire una sorta di difesa della cristianita`, ma pascal non era un teologo, bensi` un uomo di scienza, un moralista capace di penetrare il pensiero umano, un grande letterato. quel libro si sarebbe dunque potuto definire la sua autobiografia spirituale. questa edizione e` corredata di un ricco apparato filologico che sottolinea le numerose varianti del testo pascaliano, mentre il testo francese a fronte permette al lettore di comprendere lo sforzo compiuto per rispettare, nel tradurre, il ritmo e la struttura vorticosa della lingua di pascal.
il volume prende in esame le opere relative agli artisti della scuola veneta suddivisi per localita`: venezia, padova, vicenza, verona, e zone di influenza extraterritoriali quali brescia, bergamo, belluno, udine, mantova e treviso. tra gli autori spiccano personalita` celeberrime: bellini, con le sue struggenti madonne, i paesaggi di bellotto, la venezia di canaletto e guardi, crivelli con la famosissima "madonna della candeletta", i sorprendenti ritratti di lorenzo lotto, tiepolo, tiziano e veronese. in ambito padovano spicca il "cristo morto" di andrea mantegna; a brescia moretto, romanino e savoldo. ulteriori informazioni negli allegati.
l`opera si propone come la catalogazione completa della collezione di dipinti di proprieta` del cimac, civico museo di arte contemporanea di milano, ufficialmente nato nel 1984, erede delle raccolte civiche esposte per la prima volta nel 1978 presso il salone dei giardini pubblici ed evolutosi grazie al collezionismo privato lombardo. circa 400 le opere esposte nel museo e riprodotte nel volume: una prima sezione ospita i dipinti realizzati da fine ottocento agli anni cinquanta (campigli, carra`, sironi, de pisis); seguono le opere dagli anni sessanta a oggi (burri, capogrossi, schifano, tadini), a cui si sono aggiunti di recente i pezzi della collezione jucker (le`ger, braque, mondrian, matisse, kandinsky, klee, picasso).
nata dalla "general history of astronomy", edita dalla cambridge university press, questa storia dell`astronomia ripercorre oltre 5000 anni, dal 3500 a.c. alle soglie del 2000, di curiosita`, superstizioni, scoperte e rivoluzioni, coniugando la completezza e l`accuratezza di un testo scientifico con uno stile semplice e comprensibile a tutti. dalle credenze preistoriche e dai dogmi di aristotele all`astronomia moderna - basata sulle osservazioni e non su idee filosofiche o religiose -, all`astrofisica, la scienza che studia la natura fisica dei corpi celesti. da ipparco e tolomeo a copernico, da hubble alla cosmologia dei molti universi, dai grandi monumenti megalitici europei alle misteriose figure del deserto di nazca in peru`, fino ai fondamenti dell`astronomia cinese e di quella islamica. un`opera, frutto dei contributi di sei grandi studiosi internazionali, che giunge fino alle scoperte piu` recenti: la ricerca sulle nebulose, l`espansione dell`universo, lo sviluppo della radioastronomia e i nuovi potentissimi strumenti d`osservazione a terra e nello spazio.
alla fine, ridotti all`essenziale, non siamo che anima e corpo. il corpo e` diventato la nostra ossessione vitale, sessuale e sanitaria. e l`anima e` il nostro rifugio leggiadro nella vaghezza, testimonial di dediche e canzoni, ombra emotiva, ottimo titolo per cd, libri e terapie. il corpo viene "alla" luce, l`anima viene "dalla" luce. l`anima e` il nostro cielo, il corpo e` la nostra terra. in queste pagine, leggerai una breve storia di ambedue, una sara` universale e impersonale, l`altra sara` intima e puerile. poi entrerai nel cuore dell`anima e delle sue passioni e t`inoltrerai come un visitatore nel tuo corpo, raccontando dal vivo la sua scoperta e i suoi ricordi. quindi cercherai nell`amore la sintesi di anima e corpo e avrai eros come guida. viceversa troverai nella morte la loro separazione, quando verranno a prenderci i nostri cari perduti. la connessione anima la vita, la separazione la spegne. tornando alla vita di ogni giorno, affronterai questa diffusa stanchezza di vivere, questa sfiducia nel mondo, nel futuro, in dio, negli altri e in noi stessi... questa perdita di luce e d`incanto, questo scivolare nella china dell`epoca e questo incenerire continuo di vita, progetti e passioni. se tutto fuori crolla, muta, si spaesa, l`ultima casa che ci resta, la piu` esile e la piu` duratura e` l`anima, rifugio estremo, spalancato sul precipizio dello svanire. queste pagine s`interrogano su quel che resta di cio` che vivi e che fai, e cosa portare in salvo...
a freud e a jung fanno capo due dei piu` importanti indirizzi di ricerca sulla psiche umana. ma mentre la matrice freudiana ha dato origine a numerose controversie teoriche, quella junghiana pare ferma sulle posizioni originarie. nei saggi che compongono questo volume, trevi si interroga su questa staticita` e conduce un originale tentativo di sbloccare la situazione, attraverso una rilettura critica dell`opera di jung che ne liberi le potenzialita` latenti.
questi saggi letterari sono stati scritti da foucault tra il 1962 e il 1969, e quindi accompagnano tutto l`arco di tempo della sua produzione piu` importante. se "le parole e le cose" contengono il "sistema" di pensiero di foucault sotto il profilo teorico piu` generale, gli "scritti letterari" contengono l`esemplificazione realizzata di tale "sistema". "le parole e le cose" e le altre opere sono ancora discorsi sulla follia, sulla merce, sulla societa`, sulla cultura e sulle opere: sono, per dirla con foucault, "archeologia". gli "scritti letterari" sono essi pure discorsi sull`autore, sulla letteratura e sulle opere, cioe` sono anch`essi "archeologia", ma con qualcosa in piu`: sono essi stessi opera letteraria.
mara e` una giovane di monteguidi, piccolo paese della val d`elsa, che all`indomani della liberazione conosce il partigiano bube, eroe della resistenza, e se ne innamora. questi, tornato alla vita civile imbottito di precetti di violenza e vendetta, ha commesso un delitto e, dopo un periodo alla macchia, viene catturato e condannato a quattordici anni di carcere. mara, maturata proprio grazie alla forza del sentimento per bube e divenuta ormai donna, decide di aspettare l`amato con animo fedele e ostinato. con questo romanzo - pubblicato nel 1960 e seguito nel 1963 da una celebre versione cinematografica interpretata da claudia cardinale - cassola si aggiudica il premio strega e raggiunge il successo anche internazionale. "la ragazza di bube" segna una profonda cesura nella narrativa italiana del dopoguerra: benche` ispirato a una vicenda realmente accaduta, il romanzo si arricchisce di elementi psicologici e lirici superando le istanze neorealiste, tanto per il linguaggio quanto per il rifiuto dei dogmatismi ideologici. "il romanzo" sostiene infatti cassola "viene prima di ogni interpretazione della realta`, e` la ricerca continua della verita` degli uomini."
le vicende del giovanissimo huck, che discende il mississippi su una zattera insieme allo schiavo fuggiasco jim, rispecchiano le ansie di una giovanissima nazione: i problemi razziali, l`incombere di un`assurda guerra civile, le laceranti divisioni di classe. con questo romanzo twain ha lasciato un contributo fondamentale nella storia della letteratura statunitense e non solo, facendo del racconto picaresco uno strumento di analisi sociale e del "bildungsroman" un`epopea universale che riecheggia i temi antichissimi del viaggio e dell`iniziazione alla vita. ma soprattutto consegnando nelle mani della "generazione perduta" e degli scrittori novecenteschi un eccezionale strumento espressivo: la lingua americana con tutti i suoi slang. introduzione di franca cavagnoli e con un saggio di norman miller.
donna dall`eccentricita` indomabile, leonora carrington fu una delle del surrealismo, dal quale pero` non smise mai di tenersi a debita distanza, anche negli anni in cui viveva con max ernst. i suoi quadri, enigmatici e beffardi, sono oggi celebrati e ricercati, ma non meno rivelatrice e` la sua opera in prosa - e in particolare questi racconti, nei quali gia` breton riconosceva un vertice dello (definizione che a lui risale). qui il lettore potra` incontrare per la prima volta le sue creature predilette, esseri dalla natura sempre mutevole e indecifrabile, oscillanti tra l`aria ingannevole della nursery - deposito di sogni e relitti infantili - e l`orrore puro. come nel racconto da cui prende il titolo la raccolta, dove una giovane debuttante, per evitare di partecipare al ballo organizzato dalla madre in suo onore, chiede a una iena il favore di sostituirla: con conseguenze feroci e esilaranti. tutti , su cui sentiamo aleggiare la risata rauca e affettuosamente crudele della carrington. per lei, cio` che per altri fu la scoperta della surrealta`, era la normalita` stessa - come constato` sin dall`infanzia passata in una magione goticheggiante, che si poteva trasformare facilmente in un`allucinazione.
nel giro di pochi giorni, nel marzo del 1927, un furto di denaro e gioielli ai danni di una svaporata e fantasiosa vedova, la contessa menegazzi, e poi l`omicidio della ricca, splendida e malinconica liliana balducci, sgozzata con ferocia inaudita, incrinano la decorosa quiete di un grigio palazzo abitato da pescecani, in via merulana, come se una l`avesse d`improvviso investito - una vampa di cupidigia e brutale passione. indaga su entrambi i casi, forse collegati, francesco ingravallo, perspicace commissario-filosofo e segreto ammiratore di liliana: ma la sua livida, rabbiosa determinazione, il suo prodigioso intuito per il che ogni delitto nasconde e le pressioni di chi pretende a ogni costo un colpevole da dare in pasto alla non basteranno ad aver ragione del disordine e del male. l`inchiesta sui torbidi misteri del gli concedera`, al piu`, la medesima, lacerante cognizione del dolore di gonzalo pirobutirro. giallo abnorme, temerario, enigmatico, frutto della irresistibile attrazione che su gadda esercitavano il romanzo e i crimini tenebrosi ma insieme di una tensione conoscitiva che finisce per travolgere ogni possibile plot, il pasticciaccio e` anche il ritratto di una citta` e di una nazione degradate dalla follia narcisistica del tiranno, dove si riversa a ondate tumultuose una realta` perturbata e molteplice - e dove, a rappresentarla, sono convocate, in uno sforzo immane, tutte le risorse della nostra lingua, dei dialetti, delle scienze e delle tecniche.
Con "Il signore di San Francisco" ha inizio la pubblicazione, incentrata sui temi dell'amore e della morte, dei racconti di Ivan Bunin, narratore e poeta russo ingiustamente negletto e distrattamente ricordato unicamente in quanto primo scrittore russo a vincere il premio Nobel per la letteratura, nel 1933
. siamo la specie dominante sulla terra, abbiamo fatto progressi sorprendenti da quando i nostri antenati sono scesi dagli alberi. ma come siamo riusciti a camminare in posizione eretta, a diventare superpredatori e a popolare il mondo? e in che modo abbiamo sviluppato la civilta` fino a produrre un`economia globalizzata? nell`eta` del legno, roland ennos mostra per la prima volta che la chiave di
l`amicizia fra benjamin e scholem spicca, nel novecento, come una tra le piu` affascinanti e vitali. e quando nel 1980 scholem pubblica questo carteggio, che copre gli ultimi otto anni della vita di benjamin, vuole rendere giustizia a un rapporto complesso e non privo di contrasti, ma improntato a una profonda fedelta`. grande studioso della qabbalah e della mistica ebraica, scholem e`, nel 1932, gia` da tempo in palestina e ormai a un passo dalla cattedra; la vita di benjamin, cabbalista in incognito e profondo innovatore del pensiero, attraversa invece la sua fase piu` tormentata: ospite di volta in volta a ibiza, parigi, sanremo e in danimarca, e` costantemente alla ricerca di una base di sussistenza. tra i due, fortemente segnati dalla formazione nella berlino di inizio secolo e subito attratti dalle ricerche l`uno dell`altro, si sviluppa un confronto incessante che investe l`attualita` politica, i libri letti, le comuni conoscenze (da buber a bloch, da brecht ai francofortesi), e che trova il suo fulcro nei densissimi scambi a proposito di kafka. un dialogo a distanza - se si esclude il breve incontro parigino dell`inverno del 1938 - e non di rado drammatico, intessuto com`e` anche di malintesi, puntute allusioni, eloquenti silenzi, ma che resta una prova convincente delle parole con cui benjamin defini` il suo rapporto con scholem: .
opera monumentale, la "storia romana" di cassio dione costituisce un unicum nel panorama della storiografia antica. esortato dalla profonda conoscenza del potere e degli uomini che lo esercitavano, cassio dione concepisce la propria narrazione come uno studio delle grandi personalita che hanno plasmato la gloria di roma. in questo volume sono presentati i libri xxxvi-xl, i primi cinque pervenutici quasi integralmente, attraversati da conquiste territoriali, lotte di potere e ambizioni dei protagonisti della tarda repubblica. grazie al nuovo apparato introduttivo e di note al testo possiamo rileggere eventi tra i piu celebri della storia di roma: dai successi di pompeo contro i pirati e sullo scenario orientale alla congiura di catilina, dal consolato di cesare alle guerre galliche, dalla fine del i triumvirato allo scoppio della guerra civile tra cesare e pompeo. riviviamo in queste pagine momenti e ragioni del declino della repubblica, con uno sguardo alla storia e ai suoi protagonisti sotto una nuova, a volte sorprendente, angolazione, quella di colui che crede che la grandezza di roma, nonostante le crisi, non avrebbe trovato fine.
mentre si trova a praga con katherine solomon, studiosa di scienze noetiche e sua compagna, robert langdon si ritrova all?improvviso in un incubo: katherine e sparita dalla camera d?albergo senza lasciare traccia. e non si tratta di un banale rapimento: forze occulte, attive dall?alba della storia, sono responsabili della scomparsa. tra antichi castelli, grandi cattedrali e labirinti sotterranei, langdon si trova a esplorare il lato oscuro della citta, deciso a portare alla luce segreti rimasti celati per secoli. ma la sfida che gli si para davanti si rivelera diversa, e ancora piu difficile, di quelle che ha vinto in passato. una sfida per salvare non solo la propria vita e quella di katherine, ma il destino dell?umanita intera. a otto anni dal suo ultimo libro, origin, dan brown torna con un thriller di grande forza.
a cinquant?anni esatti dalla prima pubblicazione americana, aboca presenta la nuova edizione italiana del tao della fisica, opera capitale e celeberrima di fritjof capra, uno degli intellettuali piu influenti e originali del nostro tempo. l?intuizione che sta al fondo di questo grande libro, cosi significativo e rilevante per almeno due generazioni di lettori nel mondo, e che ogni vivente sia portatore di energia, in accordo con il flusso vitale ininterrotto che attraversa il mondo e lo modella. l?idea che ogni forma vivente partecipi alla "danza" della vita e che non esaurisca la sua funzione di singolo se non nel vortice dell?esistente che lo circonda e il frutto sorprendente e attualissimo del lavoro di avvicinamento che capra ha compiuto tra la fisica dei sistemi complessi e il misticismo orientale, alla ricerca di un migliore equilibrio tra culture e identita diverse. dopo mezzo secolo, per l?occasione ritradotto in italiano e corredato da nuovi capitoli d?autore, questo libro cosi rivoluzionario e suggestivo continua a ispirare il pensiero internazionale piu libero e ardito, ed e ormai stabilmente al centro della riflessione ecologista che vede il mondo come una complessa, vastissima rete di rapporti e relazioni.
miklos szentkuthy, saggista, memorialista, romanziere - paragonato a borges per l`erudizione e a joyce (ne aveva tradotto l`ulisse) per l`inventiva linguistica -, ha lasciato un`opera labirintica e proteiforme, ancora oggi completamente sconosciuta. il centro di questo labirinto e un ciclo di dieci volumi, inclassificabili per forma e contenuto, che l`autore ha voluto raccogliere sotto l`etichetta paradossale e sottilmente blasfema di breviario di sant`orfeo. quello che qui presentiamo, "a proposito di casanova", e il primo pannello, dove le memorie del celebre avventuriero settecentesco servono da spunto e contrappunto per parlare di tutto, perche l`unico vero lusso, secondo szentkuthy, e tutto cio che esiste. da venezia alla musica di mozart, dagli exploit erotici al gioco d`azzardo e alle tentazioni religiose, da uno squarcio sulla susanna e i vecchioni di tintoretto a uno stupefacente excursus sulla storia di abelardo e eloisa, ogni cosa, sfiorata dallo sguardo superstizioso e infantile di szentkuthy, assume nuove sembianze, in un perenne gioco di metamorfosi. una sorta di catalogo segreto, dove fatti metafisici, mezze verita o deliri razionali convergono nella pagina, rivelando l`intento di cogliere "le pieghe nascoste della realta" e uno scrittore che non teme confronti e non ha paragoni. vertiginoso e sfuggente, proprio come casanova.