"l`alleanza di dio con i poveri e gli umili e` in contraddizione con l`arroganza di ogni potere che condanna e elimina l`innocente scomodo. questo libro e` un`eco raccolta nel deserto, un colombo libero con un messaggio nella zampa, una bottiglia in mare con dentro un ammonimento... se dio investe qualcuno del carisma di denunciare le rilassatezze, gli agi, i raggiri, gli intrallazzi, gli ozi, i privilegi di una certa classe clericale, da costoro, ammantati di mistico zelo per apparire i difensori della santita` della chiesa, lui, il denunciante, deve attendersi una reazione altrettanto feroce."
John Mellencamp non ha mai pubblicato dischi dal vivo, se si eccettua un EP ( Life, Death, Live & Freedom). Questo è il suo primo Live ufficiale ed è un concerto del 2003. Strana scelta ?. Neanche tanto strana, vista la qualità del concerto, la forza della band ed il materiale presentato. Un concerto registrato durante il tour di Trouble No More: quindi una via di mezzo tra il suo rock più classico e la conversione roots del nuovo millennio, con un paio di ballate influenzate di Woody Guthrie. Un concerto magnifico, eseguito da una band superba. E John in gran forma. Valeva la pena di aspettare.
"da ragazzino volevo diventare un musicista, e mio padre, che era un appassionato di musica bandistica, mi aveva regalato una tromba, avevo cominciato a studiare quello strumento, ma dopo un po` avevo smesso: mi faceva troppo male la bocca, e mi ero reso conto che in realta` io volevo cantare, e cantare con quella cosa incollata alle labbra era impossibile... allora, poco prima che la chitarra diventasse lo strumento, avevo deciso di diventare chitarrista, perche` cosi` potevo suonare e cantare". "elvis e` stato un genio, e io l`ho sempre amato. compravo tutti i suoi dischi, da "blue suede shoes" a "heartbreak hotel", e li riascoltavo di continuo, fino a consumarli: impazzivo veramente per la voce di elvis". "da ragazzi andavamo a masturbarci a casa di nigel, a woolton. restavamo tutta la notte, ci sedevamo in poltrona, spegnevamo le luci, e ci masturbavamo alla grande. c`era sempre qualcuno che diceva: "brigitte bardot! oooh!", e quel nome ci manteneva l`eccitazione; poi qualcun altro, credo che fosse john, diceva: "winston churchill!", e a quel punto l`erezione svaniva all`istante". "avevo parecchia paura delle droghe, dato che avevo avuto una madre infermiera, percio` ci andavo sempre cauto. direi che sia stato un bene, visto come giravano le cose, perche` ti capitava di ritrovarti in posti in cui qualcuno ti chiedeva: "vuoi sniffare un po` di eroina?", al che io rispondevo: "si`, ma solo un po`"... mi muovevo sempre come se stessi attraversando un campo minato"...
una melodia suonata da un violino. poi le pagine sfogliate di un libro, una porta che si apre. e la leggenda di maldoror si risveglia... ai confini di un`europa sconvolta, mentre infuria la rivoluzione, cinque ragazzi incrociano le proprie strade accomunati da una strana minaccia. da vienna a odessa, da kiev alle pianure siberiane, vengono inseguiti dalla polizia segreta e braccati da un atamano crudele e tirannico. legati da un`amicizia e da un destino piu` grande di loro, avanzano alla ricerca di un regno scomparso... il regno di maldoror. i ragazzi della leggenda e` il primo tomo della trilogia maldoror, un`epica avventura venata di fantasy e ritmata dalle ammalianti note della musica slava. eta` di lettura: da 9 anni
Prodotto da Ian Brennan. Con Nels Cline, Tunde Adebimpe, Corin Tucker e tanti altri.