"non importa quanto la vita vi sia rimossa, imitata, distorta, presa in giro, esagerata. se l`opera letteraria non dice qualcosa ai viventi e` muta". piero boitani introduce il lettore alla grande letteratura in un viaggio di conoscenza ricco di suggestioni, come un cammino attraverso il vivere.
arthur conan doyle scrisse una trentina di racconti del fantastico e dell`orrore nel corso di quaranta anni, nei quali traspare il suo grande interesse per il soprannaturale. in questo volume sono raccolti "il parassita" del 1894, "scherzare col fuoco" e "l`imbuto di cuoio", entrambi scritti nel 1900.
sono le 22,00 del 29 luglio 1900. siamo a monza e il re umberto i sta salendo in carrozza dopo aver premiato i ginnasti della societa` "forti e liberi". ad aspettarlo c`e` il revolver di gaetano bresci, l`anarchico venuto dall`america. pochi istanti dopo l`italia intera entrera` in una nuova epoca.
dopo la strepitosa passeggiata nei boschi degli appalachi, bill bryson e` partito per l`australia: l`isola piu` estesa del mondo e che e` anche un continente, l`unico continente che e` anche una nazione, l`unica nazione che e` nata come una prigione. armato di tanto tempo, del suo immancabile diario di viaggio e di inesauribile ironia e curiosita`, bryson ha attraversato in treno l`interno desertico, ha guidato nelle citta` e lungo le strade costiere, ha camminato e navigato, e si e` fermato a parlare piu` o meno con tutti quelli che ha incontrato. ayers rock e la grande barriera corallina, il bush e la spinifex, i serpenti velenosi e i canguri, sydney e canberra, gli aborigeni, i vecchi hippy e i surfisti in cerca della grande onda... il "catalogo australiano", insomma, e` completo, e non poche saranno anche le sorprese. tutto raccontato con la partecipazione emotiva, l`allegria stilistica e l`umorismo che hanno fatto di bryson lo scrittore di viaggi piu` letto, e divertente, al mondo.
"c`e` una parola che sembra la piu` conveniente a definire la fase in cui viviamo e che intendo far mia per orientare alla scrittura e alla lettura. e la parola percezione. questa parola difficile e` diventata ultimamente una pacifica protagonista del lessico giornalistico e della cronaca d`ogni giorno. nella realta` `virtuale` che ci penetra e ci avvolge, conta quello che uno `percepisce` non il fatto in se stesso, e sembra anzi grazioso far spallucce al `fatto in se``. i fatti con cui abbiamo a che fare sono - sarebbero - le nostre percezioni. viviamo come se veri fossero, quindi sono veri per noi. se e` cosi`, allora e` andata proprio in questo modo. per `loro` - un buon numero di uomini e di donne, per diverse generazioni, fino a noi - l`italia c`era, era vera, come spazio pubblico del loro anche individuale esserci e vivere. raccontero` questo, una storia dell`italia via via percepita e raccontata nell`otto e nel novecento". e da questa prospettiva, dalla testimonianza di intellettuali, patrioti e politici che hanno partecipato alla costituzione della nazione, dai testi che hanno costruito il romanzo collettivo della nostra identita`, che mario isnenghi tesse la storia d`italia, a partire da alessandro manzoni fino alla cronaca degli ultimi decenni.
incontri tra popoli, culture e civilta del mediterraneo: questo e "fantastico medioevo", narrazione avvincente ma rigorosa di un passato che parla al presente e orienta il futuro. al crinale tra medioevo e modernita, la costituzione di federico ii fu dettata per il regno di sicilia, ma divenne immediatamente un vigoroso manifesto del potere imperiale.