chi siamo e perche` siamo diventati quelli che siamo? come interagiscono le nostre funzioni cognitive, emotive e motivazionali? oggi sono le neuroscienze, e in particolare la neurobiologia, a offrirci le risposte piu` convincenti. raccogliendo i risultati di oltre vent`anni di ricerca, joseph ledoux ci guida in un viaggio alla scoperta del se`. non solo le nostre attivita` mentali sono il frutto di processi fisici che avvengono nel cervello, ma questi plasmano l`intera nostra esperienza, e viceversa. e infatti l`estrema plasticita` delle connessioni sinaptiche che per ledoux costituisce la base dell`apprendimento e della memoria, e permette di chiarire l`emergere di quel senso di continuita` necessario alla costituzione del se` e della personalita`.
re clodoveo ritorna dalla guerra ed e` ansioso di rivedere la figlia verbena, ma intorno alla sua citta` e` cresciuta un`inestricabile foresta, e il re si ritrova a vagare in un labirinto di radici che sembrano rami, di rami che si confondono con le radici. e come lui si perdono la bella verbena e il giovane mirtillo, l`infedele matrigna e il ministro traditore, tanto che tornare a palazzo sembra impossibile, e bisogna cercarsi e inseguirsi alla luce delle torce, finche` il mistero della foresta-radice-labirinto non verra` risolto... torna, dopo vent`anni, la fiaba "dimenticata" di uno dei piu` grandi scrittori italiani: una storia singolare, complessa e affascinante che grandi e piccoli potranno leggere insieme. eta` di lettura: da 6 anni.
con il crollo dell`unione sovietica nel 1991, le cinque repubbliche dell`asia centrale fino ad allora controllate da mosca ottengono l`indipendenza. nel corso di settant`anni di regime sovietico, turkmenistan, kazakistan, kirghizistan, tagikistan e uzbekistan, i paesi che, dalle catene montuose piu` alte del mondo al deserto, segnavano un tempo la rotta della via della seta, sono in qualche modo passati direttamente dal medioevo al ventesimo secolo. e dopo venticinque anni di autonomia, tutte e cinque le nazioni sono ancora alla ricerca della loro identita`, strette fra est e ovest e fra vecchio e nuovo, al centro dell`asia, circondate da grandi potenze come la russia e la cina, o da vicini irrequieti come l`iran e l`afghanistan. a unirle sono i contrasti: decenni di dominio sovietico convivono con le amministrazioni locali, la ricchezza esorbitante data da gas e petrolio con la poverta` piu` estrema, il culto della personalita` con usanze arcaiche ancora vitali. e mentre le steppe si riempiono di edifici ultramoderni e ville sfarzose abitate dai nuovi despoti, continuano a sopravvivere la passione per i tappeti e i bazar, l`amore per i cavalli e i cammelli, e innumerevoli tradizioni che rendono una visita alla regione e ai suoi abitanti indimenticabile. nel suo reportage sui paesi alla periferia dell`ex unione sovietica, erika fatland unisce un approfondito lavoro di ricerca e analisi geopolitica al gusto dell`avventura.
torna in libreria la prima delle antologie con i protagonisti dei gialli editi da questa casa editrice, investigatori professionali e dilettanti che non sono solo macchine per risolvere enigmi, ma personaggi letterari a tutto tondo: colti nel loro contesto ambientale, muniti di una spiccata personalita delineata da pensieri, ideologie e contraddizioni, di ognuno di essi si potrebbe scandagliare nel profondo la psicologia. riesce ovvio pensare addirittura che una parte del grande successo delle loro storie e dovuta al legame che questi eroi hanno stretto nel tempo con noi lettori. in un natale in giallo petra e fermin, enzo baiamonte, primo detto terzo, amedeo consonni, massimo e i vecchietti del barlume, martin bora e lorenzo la marca, fanno i conti con la solitudine o con la chiassosa compagnia, con le tenebre del delitto o con le troppe luci di un giorno di festa. e il natale dei nostri detective, e come lo trascorrono e la storia che racconta questo libro.
la navigazione a bordo di una baleniera del `padre` di sherlock holmes. prima di creare il suo personaggio piu` famoso, conan doyle, appena ventenne e laureando in medicina, si imbarco` per piu` di cinque mesi su una baleniera, la s.s. hope, per un viaggio nell`artico. un`esperienza che lascera` tracce significative anche sulla sua opera letteraria successiva. insieme a melville, doyle parlo` infatti della caccia alla balena avendola praticata direttamente. l`amore per l`artico, l`incanto del ghiaccio sotto un cielo infinito, lo segneranno per sempre. dalla lettura di questi diari emerge l`assoluta centralita` formativa degli anni trascorsi in mare, e quanto tali avventure al polo abbiano lasciato non solo un segno sulla vita dell`uomo, ma anche dell`artista. come disse doyle, "divenni adulto a 80 gradi di latitudine nord".