franca rame e` stata compagna di vita e d`arte di dario fo, premio nobel e come amava ripetere con una punta di civetteria. la sua attivita` di ordinatrice, curatrice e organizzatrice della compagnia e delle opere del marito, l`ha portata sempre a spostarsi dal palcoscenico a un dietro le quinte, voluto e mai rinnegato. ma la rame era nata attrice e il suo protagonismo di primadonna a teatro, al cinema e in tv, ha saputo trasferirlo, con sagacia, ironia e abnegazione, nel quotidiano e nel suo esser donna. e proprio la condizione di donna, per giunta bellissima e di grande successo, le ha procurato spesso antipatia e odio, fino al feroce sequestro e stupro che, con grande coraggio, avra` la forza di raccontare a modo suo in uno dei monologhi piu` recitati. delusa dall`esperienza di senatrice, si dimettera` con un indimenticabile j`accuse all`intera classe dirigente del paese. ancora una volta donna, persona e non personaggio, mai doma, per l`appunto scomoda militante e strega consapevole.
"le lettere di berlicche" hanno reso il nome di lewis noto a milioni di lettori in tutto il mondo. per un`ispirazione improvvisa, all`uscita di una chiesa, una domenica mattina d`estate, si configuro` nella mente dell`autore qualcosa che, per dirla con le sue stesse parole, "potrebbe essere sia utile sia divertente... e consisterebbe in una serie di lettere che un vecchio diavolo in pensione invia ad un giovane diavolo che ha appena cominciato a lavorare sul suo primo `paziente`. l`idea sarebbe quella di mostrare tutta la psicologia della tentazione dall`altro punto di vista". il testo venne scritto velocemente, comparve a puntate su un periodico nel 1941 e l`anno seguente in forma di libro. da quella lontana primavera le riedizioni non si contarono e lewis stesso non riusciva a spiegarsi un tale favore del pubblico, se non per il fatto che le tentazioni descritte avevano un riscontro nella sua personale esperienza.
una donna esce da un cancello. e quello del carcere, dove ha passato lunghi anni della sua vita. li` dentro c`e` stata una storia, e fuori ad attendere maria ce ne deve essere per forza un`altra. che direzione prendera` adesso la sua vita che la reclusione ha spezzato a meta`? maria prova a riprendere il filo della propria esistenza con testardo abbandono. dormire, mangiare, lavorare: attivita` banali, che si rivelano terribilmente difficili in un mondo che conosce la punizione ma non il perdono, che chiude gli occhi sulle creature ai suoi margini e in cui le persone come maria semplicemente . eppure maria ci prova, anche quando tutto sembra rotolare, quando persino amare e` difficile in tutta quella liberta` in cui gli esseri umani si muovono, quasi sempre inconsapevoli di quanto sia arduo imparare a nuotare senza nessuno che te lo insegni, tenendoti sospesa sull`acqua. alberto schiavone tratteggia una figura di donna tenera e feroce, e la pone nel campo di azione piu` contraddittorio, quello in bilico tra giusto e sbagliato, tra liberta` e prigione. rovesciandoci addosso una domanda: ad attendere maria c`e` davvero la liberta` a lungo sognata, o solo un altro recinto? ma soprattutto: quando la gabbia viene aperta, e` davvero possibile spiccare il volo?
