agli inizi degli anni `70, un`e`quipe di psicologi e neurofisiologi americani della menninger foundation invita uno swami a sottoporsi a una serie di esami di laboratorio, per documentare gli straordinari poteri di controllo sul corpo raggiunti dagli yogin con la meditazione. il fascino che emana dall`imprevedibile personalita` di swami rama, un`insospettabile combinazione di saggezza e straripante vitalita` infantile, spinge l`e`quipe a spostarsi nei luoghi sacri del gange, per incontrare swami, baba, yogin, contribuendo cosi` a gettare un ponte tra le due culture, quella americana con il suo laboratorio portatile di bio-feedback e quella indiana, con il suo messaggio d`eternita`. l`autore, all`epoca dello studio assistente personale dello swami, prosegui` poi le sue ricerche antropologiche e culturali in india, e offre in questo libro un ritratto appassionante del meraviglioso mondo indiano, con attenzione, obiettivita` e senso dell`umorismo.
fosse vissuta sei o sette secoli fa, nelle terre umbre dov`e` nata, patrizia cavalli sarebbe stata senz`altro una delle grandi mistiche di quel periodo. le sue esatte visioni verbali avrebbero narrato i misteri piu` sensibili della divinita`, e le sue estasi, i suoi terrori e le sue ebbrezze sarebbero stati registrati e trascritti con devozione dai fedeli amici intorno a lei. nei nostri tempi, invece, patrizia cavalli si e` proposta il compito, piu` arduo, di dare parola ai misteri profani di cui tutti facciamo esperienza: all`indicibile nostalgia di settembre, che ogni anno, regolarmente, ci trafigge; al pulsare frenetico della , quando insegue e controlla ogni lieve mutamento del corpo; alla felicita` che scende, come rugiada dal cielo, se una certa luce pomeridiana si mostra all`improvviso. in ogni verso, il ragionare poetico di patrizia cavalli non cerca, ma trova. il suo ardente, ostinato desiderio conoscitivo non chiede altro che arrendersi, infine, dinanzi allo stupore e all`evidenza dell`apparizione poetica. "vita meravigliosa" rappresenta una summa della poesia di patrizia cavalli, attraverso le ossessioni ricorrenti, i temi e i molteplici registri stilistici che la caratterizzano. insieme ai molti fulminei epigrammi, comici o filosofici (spesso le due cose insieme), compaiono i monologhi ipocondriaci, quasi teatrali, oltre alle tante poesie d`amore, non prive di ferocia descrittiva, e un breve poemetto, "con elsa in paradiso", dove la promessa - o la minaccia? - della vita eterna apre al poeta la possibilita` terrestre di . poco importa che il poeta dica sempre `io`: quell`io e` talmente dilatato, talmente elastico da includere nella sua lingua ogni cosa, purche` esista e viva.
nel 1947 le edizioni mermod di losanna proposero a colette di inviarle con regolarita dei bouquet di fiori. l`autrice avrebbe dovuto lasciarsene ispirare, per scriverne poi dei brevi ritratti. da questa idea nacque uno degli ultimi scritti di colette, per un erbario (1948), composto da ventidue testi - tra cui la rosa, il giglio, il monologo della gardenia, le abitudini del glicine, l`orchidea. per ogni fiore e pianta, colette si concede piccole digressioni nella sua sensibilita, creando piccoli testi ricchi di lirismo e acume. solo tre anni dopo ne venne realizzata una nuova e lussuosa edizione, in cui agli scritti fanno da contraltare gli splendidi acquerelli di raoul dufy. ne nacque una preziosa opera d`arte che l`autrice amava sfogliare e risfogliare. edizione inedita in italia.
Nel corso della sua lunga attività, esercitata con l’energia di un ventenne, e la curiosità di chi vuole conoscere, imparare e sperimentare come tutti si impegnano continuamente in una genesi sempre calcolata, Ennio Morricone ha più volte ridefinito la figura del compositore e il significato attribuitogli dalle accademie, dalla critica e dal pubblico.