genova, 22 luglio 2001. il giorno dopo, nella scuola diaz tutto e` rimasto come la notte precedente, quella delle botte e degli arresti. di nuovo, c`e solo un cartello: "per favore, non lavate questo sangue". a distanza di cinque anni dalle terribili giornate del g8, quel sangue e stato ripulito: ci sono stati l`11 settembre e il terrorismo internazionale, tentativi ostinati di affossare la verita`, inutili comitati d`indagine e, infine, il colpo di spugna dell`indulto. il paese, che per tre giorni si era ritrovato catapultato negli anni settanta, costretto ad assistere a una nuova morte di piazza, ha cercato di dimenticare. ma la ferita non si e` rimarginata.
nino motta, tipografo, abbandona milano e la famiglia (una famiglia disperata e ostile) e torna a messina, sotto le mentite spoglie del giornalista, per "indagare" sulla sua infanzia in collegio che, da sempre, e` rimasta intrappolata da una memoria "a macchie", incerta, segnata da un misterioso trauma. una volta in loco non ha difficolta` a far parlare quelli che tanto tempo prima sono stati i suoi compagni, anzi il suo invito a parlare li trasforma in generosi narratori orali. e cosi` le molte testimonianze si incrociano affollandosi intorno a due immagini che hanno accompagnato la vita di nino motta: il cappello del padre appeso in corridoio e la figurina della madre marietta che sale verso il collegio nel suo cappottino striminzito...
scritte dallo stesso imperatore augusto, queste res gestae divi augusti vennero scoperte nel 1861 su di una iscrizione bilingue, latina e greca, conservata nel tempio di roma e augusto di ancira (capitale della galazia). in esse si raccontano, in trentacinque capitoli, vita e imprese di augusto, dall`atrocita` delle guerre civili e dal colpo di stato con cui si conclusero, alla creazione di un impero duraturo e possente.
otto racconti brevi, intensi, che esprimono con grande forza e coraggio un desiderio di liberta` e riscatto. da "la pancia", sulla maternita` illecita, ad "angeli", dove il sarcasmo pungente di salwa al-neimi mette alla berlina la rispettabilita` presunta del matrimonio. o, uno per tutti, "pisolino", inno alla liberta` di decidere di vivere la propria vita sessuale in maniera libera e senza inibizioni. nel raccontare di un uomo e una donna che si incontrano a un convegno sul ruolo della donna nei paesi arabi, salwa al-neimi e` abilissima, sottile e ironica nell`accostare la sensualita` dell`approccio dei due alle voci dei massimi esperti che si affannano a dimostrare come la donna araba non possa avere un ruolo di responsabilita` nella societa` perche` non e` in grado di gestirlo. otto racconti dove salwa al-neimi critica e sbeffeggia le impalcature che circondano le strutture sociali e le oscurano con una facciata di falsita` e buonismo. otto storie pervase di una femminilita` piacevolissima, di una bellezza primitiva e irriverente. con una scrittura poetica velata da una sottile e malinconica ironia, salwa al-neimi racconta l`illecito: nell`amore, nel matrimonio, nella famiglia, nella vita delle donne arabe. lo sguardo lucido e illuminato di una donna che vive senza inibizioni, ne` proibizioni, la sua sessualita`, la sua femminilita`, la sua vita, scegliendo e prendendo cio` che vuole per se stessa.
alessandro robecchi firma una delle avventure piu` coinvolgenti di carlo monterossi. in un intrigo che lascia senza fiato, coniuga suspense e passione letteraria e racconta una storia lontana, dal passato, di poesia e liberta`, amour fou e resistenza. un inchino al movimento surrealista parigino.
, cosi` greene definiva il mondo dei suoi sogni. . il taccuino sempre sul comodino accanto al letto, graham greene aveva l`abitudine di appuntarsi i sogni appena fatti (un`eredita` di antiche sedute con lo psicanalista) per poi ricostruire la mattina dopo. poco prima di morire, dall`enorme materiale, ne scelse alcuni, raggruppandoli in categorie. il risultato, un mondo tutto mio, e` l`ultimo suo libro. e non e` soltanto la testimonianza, la memoria della sua vita onirica, con tutti i collegamenti che questa poteva avere con una vita da sveglio complicata e strabiliante quale la sua (tra viaggi, spionaggio, noia e depressione, amori, guerre, scommesse con la morte), e con tutti gli scambi con la creativita` geniale di uno dei piu` originali scrittori del novecento. si legge come un libro estremamente avvincente prendendolo proprio come racconto, come pura narrativa. vuoi perche` dai suoi sogni greene traeva continuamente contenuti: , scrive vittorio lingiardi nella sua nota, . vuoi perche`, raccontando sogni, era come se toccasse il punto ideale dello scrivere: descrivere una storia totalmente fantastica, inventata, del tutto separata dalla realta`, avendo pero` un ancoraggio oggettivo, una sua realta` al di la` delle intenzioni di chi la scrive. come si legge nella postfazione di domenico scarpa:
tornano alcuni personaggi de "la banda dei brocchi" e di "circolo chiuso": benjamin e lois trotter e i loro amici, che ritroviamo qui ormai alle prese con le grane dell`eta` che avanza. ma l`attenzione del nuovo tragicomico romanzo si concentra sui membri piu` giovani della famiglia trotter, come la figlia di lois, sophie, ricercatrice universitaria idealista, che dopo un matrimonio poco probabile fatica a rimanere fedele al marito, soprattutto da quando le rispettive idee politiche si sono fatte sempre piu` distanti. intanto la nazione sfrigola e questioni come il nazionalismo, l`austerita`, il politicamente corretto e l`identita` politica incendiano il dibattito e gli animi.
"il signor pirandello e` desiderato al telefono". cascais, 1935. un attore che interpreta pessoa (o pessoa stesso?) telefona a piran-dello, perche` ha l`anima in pena e "a lui interessano le anime in pena". un dialogo a una sola voce, un gioco del rovescio costruito su continue rifrazioni che danno l`illusione di una poetica polifonia. "il tempo stringe" e` un duello mancato. enrico usa le parole come fendenti, contro un avversario che si e` gia` sottratto allo scontro, poiche` giace morto su un letto di ospedale. tra il disperato e il grottesco, una surreale resa dei conti tra un uomo e un fantasma, simbolo della novecentesca solitudine dell`io. "i dialoghi mancati" di tabucchi sono a ben vedere due monologhi, perche` si articolano con interlocutori che non possono rispondere. e l`umano portato sulla scena attraverso il personaggio, maschera cava costruita per far risuonare l`anima dell`attore: la sua voce. "marconi, se ben mi ricordo". radio londra, 1935. lo speaker guida in una vivacissima trasmissione un gruppo eterogeneo di ospiti, tra cui un professore patriottico, orwell, la sua chiromante, un anarchico italiano e madame liberte`. con una tipica capriola tabucchiana, si finisce per commemorare non tanto marconi, quanto gli anarchici "scacciati senza colpa" da lugano proprio nel 1895. in un radiodramma polifonico, scritto per i cento anni della radio, tabucchi tesse un inno alla liberta` e scaglia un duro monito a non dimenticare la storia, oggi valido piu` che mai.
da puskin a mandel`stam a brodskij, la letteratura russa ha continuato a sognare, evocare, scoprire l`italia. e nessuno meglio di pavel muratov - che vi giunge nel 1907, subito avvertendo un , e fra il 1911 e il 1912 pubblica, con enorme successo, - puo` svelarci le ragioni di questa . a venezia, spiega, . e gli artefici del rinascimento gli appaiono , , un antidoto all`, a dostoevskij e tolstoj. non a caso nel 1923, invitato a roma per una serie di conferenze, lascera` per sempre la russia. ricorda l`amico sciltian . ma non e` la sconfinata cultura che apprezzavano savinio e de chirico, de pisis e longhi a rendere, ancor oggi, la lettura di muratov una rivelazione. ne` l`influsso di pater, stendhal e gogol`. semmai, il suo procedere per folgorazioni lungo un pellegrinaggio che diventa (petrowskaja); la sua capacita` di trasmetterci delle opere d`arte; lo sfavillio delle ecfrasi e l`incanto di una lingua in virtu` della quale una guida si trasforma in un ; l`inclinazione a restituire atmosfere ed epoche attraverso la letteratura: da casanova alla , da gozzi a webster, miracolosamente prossimo alla del cinquecento.
l`immenso serbatoio del sapere proverbiale greco e romano e` stato fissato, dall`eta` arcaica greca fino al rinascimento, in raccolte ora attribuite a figure leggendarie di filosofi e sapienti (pitagora, focilide, epicarmo, catone, varrone), ora frutto di compilatori per noi quasi sconosciuti (i "paremiografi"). pur senza uno statuto autoriale definito, queste raccolte hanno costituito per secoli un punto di riferimento importantissimo per la cultura e per il pensiero occidentale. se ne propone, per la prima volta al mondo, una traduzione completa che abbraccia oltre duemila anni di storia, con numerose traduzioni di testi inediti: dai sette sapienti ai filosofi ellenistici, dai monostici di menandro alle sentenze di appio claudio, dai proverbi della bibbia greca alla raccolta di publilio siro, dai papiri con le raccolte private di massime morali ai sentenziari bizantini, dai proverbi popolari del medioevo greco alle raccolte latine dei monaci d`occidente, fino alla piu` cospicua silloge paremiografica, quella di michele apostolio, del xv secolo, base indispensabile degli adagia di erasmo da rotterdam, pubblicati sempre in questa collana, dei quali questo volume costituisce la naturale premessa. nel saggio introduttivo emanuele lelli ripercorre la storia e la funzione del proverbio in grecia e a roma, da omero al medioevo. un`indice lemmatizzato di oltre trentamila proverbi e sentenze chiude il volume. con i testi greci e latino a fronte.
nostradamus visse nel cinquecento, in un`epoca di intolleranza e di conflitti, di fanatismi e di intrighi. il secolo che attraverso` gli fu prodigo di attacchi e umiliazioni, facendogli conoscere, oltre agli onori e alla gloria alla corte di caterina de medici, la persecuzione e la crudelta`... la sua intera vita, segnata da misteriosi poteri, rivive ora nel romanzo di valerio evangelisti: saga sulla magia, l`enigma, la profezia.