Guy Davis è uno dei migliori musicisti blues della attuale generazione. Legato alle radici, non è uno che tradisce, anzi, si impegna sempre a ricordarci quale era il vero blues. D'altronde Guy è nato e cersciuto in una famiglia blues, con parenti del calibro di Ossie Davis e Ruby Lee, ed ha assorbito nel profondo i dettami della musica vera. Be Ready When I Call You è una lezione di classic blues, nel puro senso del termine, fatta da un musicista che ama profondamente quello che fa. Brani come Got Your Letter in My Pocket, Welcome to My World, I Thought I Heard The Devil Call My Name, Spoonful, I Got a Job in The City, lo testimoniano a fondo.
La cantautrice originaria del Kentucky ma oggi residente a Nashville firma un secondo album che odora di taverna e verità, con un pizzico di gotico sudista. Prodotto da Dan Auerbach dei Black Keys che ha messo in evidenza la splendida voce dell'autrice sospesa tra la purezza di Karen Carpenter e il tormento di Dusty Springfield, il disco è country privo di chirurgia estetica e di quella posticcia retorica rurale che infesta le classifiche. Ci sono David Rawlings alle chitarre e Paul Franklin alla pedal steel e All Dressed Up è un album sorprendente, tecnicamente inappuntabile e miracolosamente privo di ogni velleità di compiacere.