nel 1373 francesco petrarca aveva ormai visto la sconfitta di una battaglia politica condotta con una lunga e inesausta passione, quella per il ritorno a roma della sede pontificia. ma l`idea di roma non ammetteva sconfitte: cosi` il grande intellettuale trasforma l`occasione di una polemica personale in un manifesto di quell`ideale. le pagine dell`invettiva definiscono e ricreano il mito di roma, con rabbia ed entusiasmo, con pieta` di cristiano e rigore di storico, e lo consegnano come conquista storiografica e modello culturale, al rinascimento europeo.
l`epistolario americano di garcia lorca alla famiglia, relativo al soggiorno negli stati uniti e cuba (1929-1930) e poi al viaggio a buenos aires e montevideo (1933-1934), comprende 58 lettere, di cui 32 inedite anche nel testo spagnolo. ci restituisce l`immagine di un lorca che, in contrasto con la denuncia dei libri americani, indossa la maschera dell`allegria e della sicurezza. il carteggio del 1933-1934, concernente il viaggio a buenos aires vede il trionfo del poeta e del drammaturgo acclamato dalle folle teatrali. ma quando l`eco degli scontri politici in spagna viene a turbare la grande euforia del momento, le ultime lettere chiariscono le idee repubblicane del poeta che sente l`imminenza della guerra civile. due anni dopo morira` a granada.
un pantalone morigerato e austero e` chiamato in scena a dimostrare "come dee un prudente padre reggersi in quelle cose che nel governo di una famiglia sono di maggiore sostanza". viene a tal fine catapultato "fra quelle congiunture che sono le piu` forti nella vita dell`uomo", dando vita a una "commedia piu` morale assai che ridicola". alle prese con quelli che parrebbero i fisiologici problemi della routine domestica, si ritrova a fronteggiare i torbidi disordini che l`esile superficie della normalita` domestica lascia, in un crescendo inquietante, affiorare. un happy end di cartapesta non varra` a restituire legittimita` e fondamento alla "prudenza" del protagonista e alle sue "massime giudiziose e gravi".
matricidio. nella catena dei delitti che trascinano nel sangue la famiglia degli atridi, e` questo il nodo cruciale, davanti al quale l`antica giustizia familiare e` costretta ad arrestarsi. agamennone sacrifica la figlia ifigenia, clitennestra uccide agamennone; a oreste, figlio di agamennone, spetta il compito di vendicare il padre uccidendo clitennestra. ma clitennestra e` sua madre. la necessita` della vendetta e l`empieta` del delitto, i diritti del padre e la pieta` per la madre, stringono il figlio di agamennone e di clitennestra in una morsa da cui ne` la coscienza, ne` gli dei potranno liberarlo. la speranza, con cui si chiude la tragedia, e` in un assoluzione affidata alla giustizia umana, che segnera` l`avvento di una nuova era.
"sembra quasi pleonastico dire che nell`immenso e misterioso "libro" che pessoa ci ha lasciato il centro piu` riposto, e certo piu` imperioso, e` l`eteronimia. eteronimia intesa non tanto come metaforico camerino di teatro in cui l`attore pessoa si nasconde per assumere i suoi travestimenti letterario-stilistici; ma proprio come zona franca, come "terrain vague", come linea magica varcando la quale pessoa divento` un `altro da se`` senza cessare di essere se stesso. l`eteronimia di pessoa rimanda semmai alla capacita` di vivere l`essenza di un gioco; non ad una finzione, pertanto, ma ad una metafisica della finzione, o ad un occultismo della finzione; forse ad una teosofia della finzione." (antonio tabucchi)
tewje e` una delle figure piu` note e piu` vive della letteratura ebraica. vende latte e latticini di casa in casa, in un distretto russo di fine secolo, ed intrattiene con i suoi clienti un rapporto fatto di riflessioni sagge, di storpiate citazioni bibliche e di comprensione per il dolore altrui. "piccolo eroe positivo" vive la sua odissea quotidiana a contatto con le brutture della vita e della storia, che e` quella della diaspora ebraica ma anche quella dell`uomo contemporaneo di fronte al disordine che lo circonda. eppure tewje non si scoraggia e affronta con humor arguto tutte le difficolta`, forte di uno stoicismo che trova nel senso comico la sua grande forza. con prefazione di gad lerner.
dopo un`esistenza spesa al servizio della famiglia, con tanti figli e nipoti, ma piena di delusioni, nanda kaul si e` ritirata in scontrosa solitudine sulle pendici dell`himalaya, in una casa con giardino circondata da una boscaglia perennemente minacciata dal fuoco. l`arrivo indesiderato di una bisnipote e la visita di una vecchia amica d`infanzia infrangono la cortina del suo risentimento e la costringono, forse per la prima volta, a riconsiderare se stessa. a poco a poco una sottile fascinazione avvolge l`anziana e disincantata vedova e la stramba adolescente. fuori, il paesaggio, osservato da nanda ed esplorato dalla nipote, e la sensazione di una una catastrofe imminente che sovrasta tutti dall`inizio.
due giornalisti, autori di importanti inchieste sulle filiere agro-alimentari, ci raccontano un mondo che e` parte integrante della vita di ognuno di noi. e che la influenza molto piu` di quanto pensiamo. da dove arriva il cibo che compriamo al supermercato? chi ne decide il prezzo e la disposizione sugli scaffali? chi paga davvero il costo delle offerte promozionali? quali le conseguenze sulla qualita` dei prodotti che mangiamo?
nel cielo dei sette regni, travolti da una guerra devastatrice, compare una cometa dal sinistro colore di sangue. e l`ennesimo segno di immani catastrofi che si stanno preparando? l`estate dell`abbondanza sembra ormai definitivamente passata, e ben quattro condottieri si contendono ferocemente il trono di spade. intanto al di la` del mare caldo l`orgogliosa principessa in esilio daenerys targaryen e` pronta a rischiare tutto per la corona che le appartiene di diritto. solo per lei, forse, la cometa di sangue non e` un presagio di tragedia ma l`araldo della riscossa... mentre lo scontro continua, qualcuno tesse un`inesorabile tela di morte. all`estremo nord, oltre la barriera, forze oscure vanno facendosi sempre piu` minacciose. in una terra di sinistra magia e violenza, ma anche di eroismo e passione, e` ambientato il secondo volume delle "cronache del ghiaccio e del fuoco".
in spettrali campi di battaglia e tetre fortezze in rovina, fra citta` tramutate in cimiteri e terre ridotte a ossari, la guerra dei cinque re volge al termine. la casa lannister e i suoi alleati appaiono vincitori. eppure, nei sette regni, qualcosa si agita. mentre corvi in forma umana si raccolgono per un festino di ceneri, nuovi complotti vengono orditi e nuove alleanze prendono forma. in questa apparentemente consolidata "pace del re" forze inattese sono pronte a sferrare attacchi cruenti. guidati dal famigerato occhio di corvo, gli uomini di ferro, eredi di un culto guerriero dimenticato da secoli, si sono lanciati all`invasione del sud-ovest del reame, costringendo la regina cersei e il trono di spade ad affrontare un`inedita prova di forza. e dalle brume di una memoria lasciata a lungo sepolta, una sinistra profezia potrebbe minacciare la regina. non sembra esistere una fine al banchetto dei corvi. e, forse, l`ora del destino sta per scoccare per le prede piu` inattaccabili.
"edipo re" e` uno dei momenti piu` alti del pensiero greco. il re tebano che inconsciamente uccide il padre e sposa la madre, e che poi lentamente scopre i propri misfatti, non e` solo il protagonista di un dramma scenico tecnicamente perfetto, ma altresi` il simbolo dell`oscura vicenda dell`uomo, creatura di enorme e nessun valore. ma quando poi "edipo a colono" riprende la storia e presenta il protagonista che, a distanza di anni, con l`unico sostegno della figlia antigone, approda ad atene per morirvi, il delitto e la sventura hanno trovato nella sofferenza la catarsi. dopo la morte di edipo, e` antigone a pagare il suo gesto di pieta` nei confronti del fratello polinice trasgredendo le leggi civili in nome di quelle divine. completano il volume un`introduzione generale, un saggio esplicativo che precede ogni singola tragedia e un apparato di note.
amico personale di federico fellini per piu` di quarant`anni, il critico cinematografico del "corriere della sera" ricostruisce il profilo biografico del regista anche negli aspetti privati. testimone oculare, kezich racconta il cinquantennale matrimonio con giulietta masina e la conseguente unione artistica, particolari riguardanti la nascita e la lavorazione dei film, rievocati uno per uno. particolare attenzione e` offerta al contraddittorio rapporto di fellini con le scienze occulte e lo spiritismo di cui fu, per un periodo, scettico ma impressionabile praticante.