"l`azzurro del cielo" fu scritto da georges bataille nel 1935 ma non fu pubblicato perche` ritenuto dall`autore troppo limitatamente personale (usci` nel 1957 grazie al consiglio di alcuni amici dell`autore). il romanzo porta i "segni premonitori" di una tragedia storica imminente, rappresentando i mali che sarebbero dilagati con la guerra. predominano il colore nero del lutto dei paramenti funebri per la morte di dolfuss e il rosso delle bandiere con la svastica di hitler. ma e` da un tormento privato che la vicenda prende avvio, ispirandosi a incontenibili pulsioni scandite in "mostruose anomalie". londra, parigi, barcellona disegnano una topografia della perdizione, una cornice nella quale il protagonista troppman, attraverso sbronze, notti in bianco e strani riti, si avvicina a una nuova forma di purezza, alla comunione con la morte grazie allo scoperta illuminante del sordido.
"quella penna che non ho visto e` l`emozione piu` forte e la curiosita` intellettuale piu` intensa della lunga giornata. e quando rientriamo in albergo sento di avere in mano il capo di una lenza che a tirarla, piano piano dall`europa mi fara` passare la porta verso la russia". "quella penna" e` la penna che goethe dono` a puskin, e della quale non si trova traccia. parte cosi`, da un filo sottile che si dipana, da una traccia d`inchiostro fantasma, una "indagine narrativa" tra viaggi e ricordi, letture e suggestioni, incontri e ricordi familiari, nel mito della grande russia. alla ricerca "di un dono, di un omaggio, di un`eredita` poetica, di un sentimento, di una scintilla vitale".
inventori improbabili, teorici di lingue universali e creatori di incaute cosmogonie vengono minuziosamente antologizzati da chambernac-queneau: la loro teoria attraversa il frenetico agitarsi della genia dei lemon (figli dunque del limo, materia biblica per eccellenza). la vicenda, che si disarticola tra parigi e alcune cittadine di villeggiatura tra la fine della prima guerra mondiale e la frenesia degli anni trenta, mette a confronto il brulicare mediocre di una societa` di bottegai, feticisti e fascistoidi, e l`umanita` precaria ma autentica dei .
che la letteratura argentina abbia dato nuovo spazio vitale a un glorioso genere narrativo quale il racconto fantastico, e` cosa nota. dopo borges, julio cortazar ha avuto, in questo, un ruolo preminente. la caratteristica del suo modo di narrare e` la precisione realistica in cui la trasfigurazione visionaria affonda le radici, dando vita a una galleria quasi metafisica di personaggi invisibili, dove il misterioso e l`irrazionale prendono corpo tra atmosfere popolari e ambienti altolocati, sullo sfondo di una buenos aires multiforme. a cent`anni dalla nascita del grande scrittore argentino, una raccolta completa dei suoi racconti: un`introduzione all`opera di cortazar, un "bestiario" di ossessioni, figure immaginarie, nate da una fantasia attica, eppure descritte con dolorosa determinazione.
il libro si propone di approfondire l`analisi della crisi della liberta` italiana nel cinquecento, individuandone le cause nell`organizzazione del potere politico. il carattere monografico della ricerca si riflette nel piu` generale problema della crisi italiana del cinquecento e nell`affermarsi di una coscienza nobiliare che per due secoli improntera` di se` la societa` italiana.
. laura pariani. una piccola comunita` dell`altipiano di asiago e` uscita stremata dalla grande guerra: ovunque macerie, poverta`, disoccupazione. chi non emigra all`estero ha davanti a se` come unico lavoro possibile quello del : battere la montagna alla ricerca dei residui bellici da rivendere per pochi centesimi. giacomo, il protagonista del romanzo, apprende il mestiere fin da bambino: quando una giornata di recupero significava un concreto aiuto al magro bilancio familiare, o un piccolo svago domenicale. al seguito del padre e nel silenzio dei monti, impara a dialogare con i soldati scomparsi, ma anche a conoscere la natura, ad amarla, a decifrarne il linguaggio segreto. quello che rigoni stern racconta e` un mondo ancora integro, dominato da un forte senso della comunita`, sapiente nella sua conoscenza e nel rispetto della natura e dei suoi ritmi: una civilta` armoniosa che oggi appare travolta da un degrado irreversibile. l`autore ce la restituisce con poetica semplicita` in un libro che e` testimonianza appassionata, narrazione di memoria e di profonda verita` umana. cronologia della vita e delle opere a cura di giuseppe mendicino.
con la sua voce inconfondibile e il suo stile essenziale, il passo deciso e la chitarra come compagna, johnny cash ha riscritto le regole della musica americana. e stato un ponte tra generi e generazioni, tra la musica tradizionale e la protesta sociale, tra l`uomo comune e la star immortale. ma dietro l`icona si nascondeva una figura profondamente tormentata, complessa, spesso in conflitto con se stessa e con il mondo. "johnny cash. l`uomo in nero" ripercorre con passione e rigore la parabola di un artista straordinario, capace di toccare corde profonde dell`animo umano. le sue canzoni - dalla potenza cruda di folsom prison blues alla dolcezza spirituale di hurt - non sono solo musica: sono confessioni, sfoghi, richieste di perdono. i lati oscuri di cash non sono secondari, ma parte integrante della sua arte. l`abuso di alcol e pillole, le fughe nel deserto e gli arresti, il dolore per la morte del fratello jack e il senso di colpa che lo accompagno per tutta la vita. la sua relazione tormentata con la religione - oscillante tra devozione autentica e smarrimento - si rifletteva in una vita sempre in bilico tra la caduta e la rinascita. eppure, proprio nei suoi eccessi e nei suoi errori, cash ha trovato la sua voce piu autentica. ha cantato per i reietti, per i carcerati, per i dimenticati - perche sapeva bene cosa significasse sentirsi fuori posto. ha amato con intensita travolgente e ha vissuto ogni esperienza con una fame di verita, anche a costo di distruggersi. questo libro esplora senza censure, ma con profonda empatia, tutte le sue contraddizioni: l`uomo fragile dietro la leggenda; l`artista che ha fatto della sua inquietudine una forza creativa; il ribelle che ha saputo trovare, a modo suo, la strada verso la redenzione.