da marc bolan ad alice cooper, da gary glitter a lou reed, dai roxy music ai new york dolls, da wayne county ai queen, dagli ultravox ai kraftwerk, dal rocky horror picture show a l`uomo che cadde sulla terra, senza dimenticare un`esauriente panoramica sugli strascichi del fenomeno: johnny rotten, kate bush, grace jones, prince, madonna, marilyn manson, lady gaga e kanye west, per fare solo alcuni nomi. a farla da padrone e` pero` david bowie. simon reynolds ne ripercorre la traiettoria personale e artistica a cavallo tra inghilterra e stati uniti - non a caso i due paesi d`origine del glam rock - con la vertiginosa e straordinaria profondita` analitica di cui e` maestro, senza tentazioni agiografiche ma con la passione di un fan sconvolto dalla sua morte improvvisa. ancora una volta la musica e` utilizzata come lente per leggere i periodi storici, tracciando nessi spesso coraggiosi tra le forme artistiche piu` disparate: oscar wilde diventa cosi` il , mentre l`ascesa del rock parodico negli anni settanta rientra nel concetto di delineato da oswald spengler nel tramonto dell`occidente. leggere reynolds significa (ri)scoprire interi universi musicali, raccontati con uno stile che da oltre dieci anni affascina un pubblico di lettori sempre piu` entusiasta.
nel marzo del 1967, il brasile e` governato da una dittatura militare che dura gia` da tre anni, e che ha appena messo al bando l`ultimo baluardo di opposizione democratica, denominato frente ampla. il malcontento popolare monta, pero`, ed e` il movimento studentesco ad avviare un`ondata di proteste, sistematicamente soffocate dalla repressione violenta della policia militar. nel 1967 esce anche il capolavoro dei beatles, sgt. pepper`s lonely hearts club band, che ha un impatto potentissimo su un gruppo di musicisti che gia` da alcuni anni cercano una sintesi tra la grande tradizione della samba e della bossa nova e le nuove possibilita` esplorate dal rock e dal pop britannici. sempre nel 1967, al festival organizzato dalla tv record, una sorta di sanremo brasiliano, i due esponenti piu` geniali di questo gruppo, gilberto gil e caetano veloso, salgono in scena con una band elettrica, ed eseguono rispettivamente e . la perplessita` iniziale degli spettatori si trasforma in ovazione. ne` gil, ne` caetano vinceranno il festival. ma hanno fatto molto di piu`. hanno appena decretato, in diretta televisiva, la nascita di quella rivoluzione estetica e musicale che prendera` il nome di tropicalismo. autentico esperto di musica e cultura brasiliane, pietro scaramuzzo non si limita a raccontare le origini, la nascita e lo sviluppo del tropicalismo, o le biografie dei suoi maggiori esponenti, ma ricostruisce un`epoca irripetibile della storia politica e culturale, nella quale alla ferocia di una dittatura sempre piu` spietata e di un apparato repressivo capillare si e` contrapposto un fervore artistico e una liberta` di sguardo e di voce che mantengono immutata, ancora oggi, la loro forza sovversiva.
cosa c`e` di piu` punk di una band che non e` mai cambiata, perforando per decenni i timpani dei suoi ascoltatori con pezzi brucianti di tre minuti? a quarant`anni dalla nascita del punk, il primo disco dei ramones lascia ancora stupefatti, fin da quell` con il quale si apre e che rappresenta il perfetto biglietto da visita di un album potente, denso di velocita` e umorismo. se il titolo della prima traccia, , con il suo richiamo inquietante alla guerra lampo scatenata dalla germania durante il secondo conflitto mondiale, incuriosi` testate del calibro di time e newsweek e alimento` una querelle sugli orientamenti politici del punk, per la stampa specializzata fu subito chiaro che i ramones erano diversi da tutto cio` che era venuto prima, e molto piu` astuti di quanto sembrassero. la band elesse giacche di pelle, jeans strappati e un taglio di capelli provocatorio a marchio di fabbrica, cambiando la cultura popolare e l`immaginario giovanile, e trovando sostenitori in ogni ambito, da john landis a stephen king. ancora oggi si discute su cosa sia stato il punk, su come sia iniziato e cosa volesse dire, se fosse intrinsecamente liberale o conservatore. rombes affronta queste domande rifuggendo da vuote teorizzazioni e raccontando i ramones non in quanto prototipi o grandi fondatori, ma semplicemente come gruppo, riportando il discorso sulle persone e sulla musica. e ci regala cosi` il ritratto originale e appassionato di una band e di un`epoca che continuano ad affascinare, turbare e soprattutto a divertirci alla follia.
la musica elettronica ci affascina cosi` tanto perche` promette il futuro: e` la musica di domani, oggi. questa storia personale e dizionario amoroso di mezzo secolo di musica elettronica - costruito attraverso profili, saggi e interviste - non poteva dunque che chiamarsi futuromania. simon reynolds eleva a titolo l`orgogliosa dipendenza dal nuovo, l`amore per tutto cio` che sembra arrivare alle nostre orecchie come un ambasciatore della forma sonora delle cose che verranno. ma il lungo percorso che dagli anni settanta di moroder, kraftwerk e eno porta al synth-pop, alla musica della cultura rave, a burial e ai tardi anni dieci della trap e della conceptronica nasconde un`inquietudine, se non proprio un paradosso: la sensazione che in qualche modo siamo andati oltre il futuro, e lo abbiamo lasciato alle spalle. , e le altre profetiche registrazioni del nostro avvenire pop iniziano a sembrarci memorie fantasmatiche di una modernita` e di un modernismo ormai finiti. i sogni elettronici sono quindi fatti della promessa e del ricordo del futuro, sono desideri e ossessioni insieme. futuromania e` una guida, informa e soprattutto spinge il lettore alla scoperta del nuovo, accompagnandolo in avventure sonore. perche`, come dice l`autore, .