la forma del pamphlet si addiceva a john maynard keynes, autore per lo piu` di interventi brevi e spesso polemici, nei quali combatteva le opinioni prevalenti ed esplorava nuovi punti di vista. era sostanzialmente un lungo pamphlet "le conseguenze economiche della pace", il libro con cui nel 1919 aveva preso le distanze dalla "follia" del trattato di versailles, sostenendo profeticamente che avrebbe provocato una nuova guerra "a confronto della quale sarebbero apparsi trascurabili gli orrori di quella appena finita". e sarebbe stato un lungo pamphlet la stessa "teoria generale dell`occupazione, dell`interesse e della moneta", con cui nel 1936 avrebbe rovesciato le dottrine invalse e trasformato per sempre la teoria economica. per questo i saggi qui radunati propongono keynes nella sua forma migliore e piu` stimolante. scritti fra il 1923 e il 1942, nascono dall`insofferenza di un uomo di genio per le idee correnti, dalla sua ricerca di vie non ancora battute, e costituiscono insieme lo sfondo culturale e la premessa della rivoluzione che si attuera` con la "teoria generale". keynes vi affronta le contraddizioni di fondo del capitalismo, che per `funzionare` deve magnificare uno dei grandi vizi dell`uomo, l``auri sacra fames`, l`avidita` di denaro` riferisce cio` che ha visto nella russia comunista, di cui analizza con precisione la forza e le debolezze; coglie il tramonto del laissez-faire.
quando, nel 1661, luigi xiv assunse le redini del governo, annuncio` che da quel giorno niente doveva essere piu` fatto in francia se non dietro suo ordine. per nobili, cortigiani, intellettuali e intellettuali-cortigiani, come racine, si tratto` allora di adeguarsi o perire. una "terza via" fu pero` adottata da alcuni che riuscirono a defilarsi, sia pure a prezzo di "scomparire dalla storia". l`autrice riporta alla luce le vicende di personaggi - ora famosi come la fontaine che si fingeva svanito, ora meno noti, quali l`indovino e avvelenatore primo visconti - accomunati dall`aver adottato quelle "tattiche di fuga" dall`oppressione regale nelle quali si conservo` una parte dello spirito di francia.
una donna viaggia per tre giornate nel segreto di una verita` sempre cercata e sempre perduta. ogni vecchia speranza sembra vinta. ma ecco che un`altra energia, la disperazione, pare comparire all`orizzonte. essa restituisce forse al futuro una delicatezza che la corruzione, la volgarita` e la logica stessa vogliono cancellare. sospinto dalla donna, lo stesso dio fugge dal paradiso, invaso dal male, e si rifugia sulla terra, dove ancora esiste, fra le stragi, qualche lievito di tenerezza.
il nuovo, sorprendente gioco di tullio pericoli: trentasette "ritratti sonori" di toni servillo.
Il saggio/romanzo di Quammen ha uno strano fascino, forse perché estremamente ben documentato e preciso, forse perché incute una certa angoscia nel lettore. Nocciolo del testo è il concetto di Spillover, che in gergo tecnico indica quel salto di qualità che un virus tenta per passare da un animale all'essere umano. I virus sembrerebbero i protagonisti di questo romanzo medico di straordinaria voluminosità, forse gli antagonisti di una lotta che ha foggiato l'esistenza di noi esseri mortali.
dice al giovane miron l`amico staszek. e il 1? agosto 1944, e per le strade affollate di varsavia, da cinque anni sotto l`occupazione dell`esercito tedesco, la gente e` in subbuglio: si parla di soldati nazisti ammazzati, di , e le detonazioni dei pezzi d`artiglieria echeggiano ben presto piu` forti e vicine di quelle che gia` da qualche giorno provengono dal fronte, dove avanzano i sovietici. e l`inizio di una delle vicende piu` atroci e controverse della seconda guerra mondiale, che ancora oggi e` come una ferita aperta nella coscienza e nella memoria della polonia. organizzata dal movimento di resistenza nazionalista, l`insurrezione di varsavia, nata con finalita` antitedesche ma anche con un significato apertamente antisovietico, si rivelera` un catastrofico errore politico e militare: 25.000 insorti e 200.000 civili rimarranno uccisi, la citta` sara` letteralmente rasa al suolo, e molti dei reduci, bollati dalla propaganda stalinista come , scompariranno nei gulag. solo a distanza di oltre vent`anni miron bialoszewski riuscira` a scrivere di quella tragedia, che prima non e` stato in grado di raccontare se non . e, anche sulla pagina, il racconto e` un "parlato" concitato, frantumato ed erratico, in un libero flusso di ricordi: l`unica forma capace di testimoniare una verita` lontana da quella delle opposte propagande. e capace, nel percussivo alternarsi di immagini e suoni, odori e sapori, di costringere il lettore a un`immedesimazione assoluta.
si puo` essere persone femministe e cattoliche nello stesso tempo? michela murgia, cattolica, pensa di si. e questo audace pamphlet, colto e popolare, sfida il senso comune, e con lucidita` e ironia ci spiega perche`. . come fai a tenere insieme la tua fede cattolica e il tuo femminismo? e una domanda che michela murgia si sente rivolgere di continuo. e la stessa che si pongono le persone credenti lgbtiaq+ e che si pone chiunque debba fare compromessi tra la propria coscienza e i precetti dottrinari, per esempio in merito ad aborto, eutanasia, fecondazione assistita. per rispondere e` necessario capire quali aspetti della vita e della fede siano davvero in contraddizione, e soprattutto se certi insegnamenti non siano semplicemente un`eredita` storica da ridiscutere ogni giorno alla luce del vangelo e della propria intelligenza. d`altronde, lo stesso dio dei cristiani e` contraddittorio: e` divino ma anche umano, e` uno ma anche trino, e` onnipotente ma e` morto in croce. partendo dalla rilettura del "credo" e attingendo alla propria esperienza personale - la se` bambina piena di dubbi, ma anche la nonna, la madre, la zia, le donne con le quali ha incontrato la fede - michela murgia fornisce gli strumenti per affrontare alcune di queste antinomie, e mostra come la pratica della soglia, che rigetta l`appartenenza a un unico recinto, cioe` la queerness, sia una pratica cristologica. accettarla come tale significa riconoscere che
Scritto dopo La vegetariana e definito dalla stessa autrice «quasi un suo lieto fine», L’ora di greco si insinua ? avvolto in un bozzolo di apparente semplicità ? nella mente del lettore, come un «assurdo indimostrabile», una voce limpida e familiare che arriva da un altro pianeta.
eta di lettura: da 4 anni.
profumo di vaniglia e semi di papavero, un vassoio nichelato con sottili mezzelune lasciate dal fondo dei bicchieri, piccoli tram azzurri, gialli e verdi che si rincorrono tintinnando, il cancello di un parco dietro il quale spuntano cervi e cerve, "come ragazzini di buona famiglia di ritorno dalla lezione di piano". all?inizio di questo romanzo c?e un pullulare di sensazioni, una nube tattile, olfattiva, onirica, che si sposta in una cauta esplorazione del mondo, come l?occhio del bambino andreas, il narratore. la parola "morte" trafigge questa nube, e un numero fatale stampato sul buio. e il bambino gioca con il sonno, gli tende agguati, in preparazione alla grande lotta con la morte. aveva deciso di "assistere un giorno consapevolmente alla venuta della morte e cosi vincerla", e nell?attesa voleva sorprendere l?angelo del sonno. intorno ad andreas, vediamo la sorella anna, che piange la sera perche il giorno e finito e non torna piu; e la madre marija, seduta davanti a una imponente macchina da cucire singer di ghisa nera. e soprattutto vediamo, seppure soltanto in apparizioni imprevedibili e balzane, il padre eduard sam, ispettore delle ferrovie a riposo, ma in realta trickster decaduto, che non dispone piu di molti poteri, eppure e ancora aureolato di eventi prodigiosi e irrisori. autore di un orario delle comunicazioni tranviarie, navali, ferroviarie e aeree che, arricchendosi di edizione in edizione, si trasforma in opera interminabile, come una mappa che volesse coincidere con il territorio rappresentato, eduard usa mostrarsi con bombetta e redingote imbrattata, e sfida l?iniquita del mondo dietro occhiali con montatura metallica, stringendo in pugno un bastone. compreso della sua vocazione di mistificatore, non e mai se stesso, ma il nebbioso ricordo di qualcos?altro, e il giovane andreas, fantasticatore selvaggio, percepisce in lui la compresenza di molte vite: "ed eccolo, mio padre, seduto nel carro accanto a una giovane zingara dalle poppe rigonfie, maes
