per descrivere una societa` giusta, che preveda il pluralismo dei valori, il confronto e la diversita`, non servono molte parole. salvatore veca ne ha scelte dodici, sufficienti a delimitarne i confini e a stabilirne i punti fermi. termini - quali liberta` e giustizia, democrazia e laicita`, tolleranza e rispetto - che denotano anche principi fondamentali, ai quali si ispirano le nostre scelte politiche oltre che morali. oggi siamo sollecitati da questioni finora sconosciute o rimaste in ombra, che mettono in discussione i nostri tradizionali quadri di riferimento, suscitando a volte scontri e polemiche: i problemi del multiculturalismo; i dubbi, sorti come effetti del progresso scientifico, riguardanti il nascere, il morire e l`applicazione di tecniche nuove nei processi della vita; l`esigenza di ripensare regole, diritti e istituzioni stabilite localmente, nell`ambito delle nazioni. nei momenti critici, quando i criteri del giudizio sul giusto e sull`ingiusto risultano incerti, quando i concetti appaiono confusi il richiamo a definizioni rigorose e ad analisi coerenti e` un buon punto di partenza per rinforzare la nostra consapevolezza di cittadini. queste riflessioni, che si muovono sul piano della filosofia per interpretare e discutere i nodi politici della convivenza, costituiscono un esercizio irrinunciabile per chi e` convinto che la democrazia richieda una costante opera di manutenzione e che la riflessione filosofica debba individuare i tratti di un mondo piu` degno di essere abitato.
dalla frastagliata costa della scozia alla germania dell`est post comunista, all`anonimia di un terreno in vendita in una citta` indefinita, rachel seiffert (autrice della camera oscura), traccia una carta geografica dei sentimenti, con picchi di gelosia, avvallamenti di solitudine, morbide colline di speranza e distanze inevitabili. sono storie delicate e feroci allo stesso tempo, che sottolineano il perenne bisogno di contatto, la difficolta` di creare relazioni.
sono qui raccolte le note stese da tocqueville nel corso di tutti i suoi viaggi. quello famoso compiuto con l`amico gustave de beaumont nel 1831-32 negli stati uniti per indagare sul locale sistema penitenziario che, trasformatosi in una vera a propria inchiesta sulla societa` americana, fornira` gli elementi di conoscenza diretta che stanno alla base di "la democrazia in america"; ma anche un giovanile viaggio in sicilia, i viaggi in inghilterra e in irlanda del 1833 e del 1835, il viaggio in svizzera del 1836 e i viaggi in algeria del 1841 e del 1846.
da quando, con l`eta` elisabettiana, il viaggio in italia entra di diritto nella formazione delle classi dirigenti europee, marine e citta`, vallate e rovine riempiono innumerevoli carnet di disegni, tele e incisioni, oltre che diari, resoconti, corrispondenze. , l`italia offre allo sguardo dei tourists - siano nobili o ricchi borghesi da affinare, artisti o letterati in veste professionale - la mutevolezza della natura e la grandiosita` dell`antico, gia` avviate a fissarsi in icone esportabili. il maggiore studioso italiano del grand tour raccoglie qui nuovi capitoli di questa storia di viandanti d`eccezione e di ritrattisti di vedute, sul duplice tracciato degli itinerari e del modo di raffigurare paesaggi urbani e naturali. il canone topografico roma-napoli-venezia si arricchisce di mete prima eluse (e` il caso di firenze, che solo nell`ottocento sara` in auge, e non per tutti, se potra` apparire ancora a zola ), e la stessa citta` mostra a distanza di tempo volti alterni: la roma classica di goethe non e` il gioiello medievale che gregorovius cerca inutilmente di sottrarre alla devastazione di fine ottocento, la napoli di papworth espelle il pittoresco a favore della modernita` neoclassica. il vedutismo, nel settecento genere emergente, con thomas jones predilige scorci anomali come muri e suoli campani, mentre viene rivoluzionato da canaletto, bellotto e guardi, che reinterpretando la serenissima destinano le a enorme fortuna.
l`ispettore arjona viene incaricato dai servizi informativi d`infiltrarsi in un gruppo di delinquenti sospettati di connivenze presso alcuni malvisti intellettuali. per rendersi credibile questo "leale e devoto servitore della polizia" cambia aspetto e si spaccia per un giovane disoccupato, sbarcato a parigi e in cerca di un lavoro nel mondo della musica, si iscrive a un corso di hip hop e si sforza di utilizzare "rivoltanti barbarismi che gli straziano la bocca e il cervello". il gruppo incriminato lo adotta e lui, per non dar adito a sospetti, finisce per "consumare in loro compagnia notevoli quantita` di droga illecita". il nostro ispettore a poco a poco completa la sua metamorfosi finendo per trasformarsi in cio` che egli e` davvero.