Primo album, pre-major. Contiene 17 prime versioni di cui 6 assolutamente inedite.
Frith, con Karoline Hofler, Bernd Settelmeyer etc
un colpo di pistola chiude la vita di un ricco imprenditore tedesco. e un incidente? un suicidio? un omicidio? l`esecuzione di una sentenza? e per quale colpa? la risposta vera e` un`altra: e` una mossa di scacchi. dietro quel gesto si spalanca un inferno che ha la forma di una scacchiera. risalendo indietro, mossa per mossa, troveremo due maestri del gioco, opposti in tutto e animati da un odio inesauribile che attraversano gli anni e i cataclismi politici pensando soprattutto ad affilare le proprie armi per sopraffarsi. che uno dei due sia l`ebreo e l`altro sia stato un ufficiale nazista e` solo uno dei vari corollari del teorema.
in questa raccolta ruffilli traccia una vera e propria fenomenologia dell`amore. non l`amore idealizzato di tanta tradizione poetica, ma l`erotismo come "campo di battaglia", come "corpo a corpo" tra due persone che vogliono nello stesso tempo vincere e perdere. due persone complete, fatte di carne, ossa e fantasmi. poesia di furore, violenza e crudelta` che fluisce in forma di canzonetta o di aria dapontiana, ma con sonorita` irregolari e sincopate, tutte novecentesche e contemporanee. pulsione alla fusione, egoismo, cannibalismo reciproco: l`amore e` rappresentato in questi versi come un insieme di contrari, dunque una situazione primigenia. la voce poetica che la esprime affonda a sua volta in un fluido magma di arditezze e di eleganza, del tutto originale anche nel percorso poetico precedente dell`autore.
Concerto inedito della grande cantante jazz, qui accompagnata da Lou Levy, Herb Ellis, Wilfred Middlebrooks e Gus Johnson. Registrato il 18 Febbraio 1961.
Si tratta di una registrazione dal vivo, inedita, del leggendario chitarrista jazz Wes Montgomery. Queste tracce ( scoperte di recente dal giornalista Usa Duncan Schiedt ) sono state registrate ad Indianapolis nel 1959. Wes Montgomery appare accompagnato dal trio del pianista Eddie Higgins, altra figura molto nota del jazz negli anni cinquanta. Oltre quaranta minuti di musica, con classici quali Stompin' At The Savoy, Lil' Darling e Prelude to A Kiss.
dopo cinque romanzi, ian fleming confesso` al suo amico eric ambler di avere finalmente capito quali fossero gli ingredienti base per una delle sue (delle loro) storie: , meglio se ospitate sulla stessa isola. di isole adatte al sesto episodio di 007 fleming ne aveva visitate parecchie, e la piu` attraente era senz`altro great inagua, nelle bahamas: colonie di uccelli rari protetti dalla audubon society, grandi paludi, mangrovie, granchi giganti assai temibili - e guano ovunque. anche la trama era gia` pronta, bastava prendere un trattamento per la televisione americana di qualche anno prima, mai realizzato, in cui fleming aveva ipotizzato che una misteriosa, potentissima organizzazione criminale possedesse apparecchiature in grado di deviare i missili intercontinentali americani. bisognava solo trovarle un capo, magari prestandogli qualche tratto di un cattivo per antonomasia, il dottor fu manchu, e il gioco era quasi fatto. cosa mancava? ah gia`, le ragazze nude, almeno una. be`, qui fleming giocava sul sicuro, tanto da potersi permettere di non aspettare gli arzigogolati rituali di accoppiamento del suo 007, presentandoci honeychile, appena uscita dall`acqua, nella stessa veste in cui, da allora, e` impossibile non continuare a immaginarla.
dalle prime fallimentari esplorazioni umane all`invasione e infine al declino: "cronache marziane" (1950) e` il resoconto della conquista e della colonizzazione di marte da parte dei terrestri. tutto avviene in meno di trent`anni, tra il 2030 e il 2057, quando lo scoppio di una guerra atomica costringe i terrestri a rientrare e marte, pianeta antichissimo, resta nuovamente abbandonato. sui suoi immensi mari di sabbia privi di vita passano i grandi velieri degli ultimi marziani, creature simili a fantasmi, ombre e larve di una civilta` che gli ingombranti terrestri venuti da un mondo sordo e materialista non hanno saputo vedere ne` comprendere. capolavoro della fantascienza, "cronache marziane" e` in realta` molto di piu`: in queste pagine ricche di inventiva e di poeticissime immagini, bradbury travolge i limiti della letteratura di genere, ritrovando l`universalita` simbolica della fiaba e dell`epos: scrive infatti nell`introduzione . ma non solo: bradbury sente l`urgente bisogno di parlare del mondo che lo circonda: il "suo" marte e` il ricettacolo dei fantasmi dell`epoca, un pianeta dell`immaginario americano degli anni quaranta che racchiude sogni, desideri, speranze di un paese partito alla conquista dello spazio che assiste allo sgretolarsi delle proprie ambizioni e illusioni. postfazione di tristan garcia.
LP. Ristampa rimasterizzata, Craft recordings, contemporary acoustic sound series. Mastering di Bernie Grundman, vinile 180 grammi.
Erato 1987. MINT.
nel luglio del 1940 l`unico modo per un americano di lasciare l`europa e` passare da lisbona, il solo porto neutrale rimasto nel continente. ma quanto puo` durare la neutralita` di un paese il cui dittatore, salazar, simpatizza per i nazisti? lo scopriranno i coniugi americani pete e julia winters, che aspettano di imbarcarsi sulla ss manhattan, la nave che dovrebbe riportarli sul suolo natio e a una vita tranquilla di cui non sentono molto la mancanza. mentre trascorrono le ore in un caffe` della capitale portoghese cercando di non pensare al lento disfacimento del loro matrimonio, incontrano edward e iris freleng, scrittori bohe`mien di romanzi polizieschi, anch`essi in procinto di partire. gli sguardi di pete e edward si incrociano, sfaldando ulteriormente le vite delle due coppie. le ore passano nell`attesa e i quattro, alloggiati in due hotel che portano lo stesso nome, come in un gioco di specchi si riflettono e si confondono nella passione sensuale che li intreccia e li divide, e nei segreti che ciascuno cela al rispettivo partner e al pericoloso mondo che li circonda. david leavitt ricostruisce un momento poco conosciuto della seconda guerra mondiale, realizzando un ritratto della decadenza di fronte all`imminente fine di un mondo. una storia sul potere della manipolazione e sui modi in cui, in circostanze eccezionali, le persone possono arrivare a non essere piu` le stesse.
in anni di pazienti ricerche presso rigattieri e antiquari, sylvain pons, vecchio musicista prigioniero di una maniacale passione per la buona cucina e le opere d`arte, ha messo insieme una raccolta di oggetti e dipinti di inestimabile valore: un quadro di sebastiano del piombo, raffinati servizi in porcellana di se`vres, preziosi orologi di boulle, il celebre ventaglio dipinto da watteau appartenuto alla pompadour. la sua collezione, che e` la vera protagonista del romanzo pubblicato nel 1848, scatenera` ben presto la rapacita` di parvenus ignoranti, astuti azzeccagarbugli, portinai impiccioni, tutti pronti a sordidi intrighi per entrarne in possesso. eccezionale documento dell`ultimo balzac e della societa` francese alla vigilia della rivoluzione del 1848, dove non c`e` posto per sentimenti disinteressati come l`amicizia e l`amore per l`arte perche` l`avidita` ha trasformato uomini e cose in merci da vendere e comprare, "il cugino pons" e` come scrive l`autore in una lettera a madame hanska: un tributo alla bellezza come valore assoluto contro l`idolatria del denaro che il grande scrittore francese ha raccontato in tante indimenticabili pagine della come`die humaine.
2 CD. Hungaroton, 1984, UK. Contiene duetti e cantate interpretate in italiano da Maria Zàdori (soprano), Paul Esswood (contro-tenore), Cseperke Falvay (violoncello), Péeter Ella (clavicembalo) e Pàl Németh (flauto).
2CD. Collins Classics, 1996, UK. Contiene l'oratorio sacro Esther nella sua versione originale del 1718, eseguita dal coro e orchestra The Sixteen Orchestra Of The Sixteen diretta da Harry Christophers con i solisti Lynda Russell (soprano I), Nancy Argenta (soprano II), Michael Chance (contro-tenore), Thomas Randle (tenore), Mark Padmore (tenore) e Michael George (basso). In conclusione la sonata Oboe Sonata in SOL minore (HWV 404) eseguita da Anthony Robson all'oboe.
2CD.
