elisa biagini accompagna il lettore attraverso il bosco e gli chiede di sapersi perdere per potersi poi ritrovare. il perdersi come condizione di stupore e di abbandono che permette a porte invisibili di aprirsi: un viaggio da fare in compagnia delle parole, con solo qualche sasso in tasca, come gretel. in una sezione del libro i protagonisti sono solo apparentemente noti - cappuccetto rosso, il lupo, la nonna -, in realta` sono profondamente cambiati (anche fisicamente); protagonista di un`altra sezione e` un feto un po` speciale che racconta il proprio "farsi" e che gia` si interroga sul mondo. una poesia caratterizzata da una costruzione piu` narrativa che lirica e da un`attenzione-ossessione per i corpi come sede di un`identita` misteriosa, spesso non comprensibile con la sola ragione.
va nella direzione di un turismo responsabile la proposta di questa nuova guida verde, raccontando una venezia appartata in cui perdersi nel dedalo di calli e campielli, sottoporteghi, rii e corti, con l`invito a estendere la visita alle isole da sempre integrate nell`organismo urbano lagunare. anche solo per osservare la citta` dall`acqua, ovvero dalla prospettiva secondo cui e` stata costruita.