quando nel 1990 la lituania proclamo` l`indipendenza, l`autore di questo libro chiese all`archivio dell`ex kgb di vilnius, divenuto accessibile, copia del dossier numero 51879. grazie a quelle carte egli ha potuto ricostrire il calvario vissuto sessant`anni fa de alexej alexandrovic, ufficiale di antica famiglia aristocratica, arrestato la notte del 26 settembre 1939 e scomparso per sempre negli impenetrabili meandri de sistema repressivo sovietico. non e` una vicenda passata alla storia, non ha i tratti della grande tragedia politica. alexej alexandrovic e` un qualunque onest`uomo, ma nobile e dunque nemico di classe, e i suoi inquisitori, che lo incamminano alla morte, non sono che piccoli burocrati dalle dita sporche d`inchiostro.
"nell`agosto del 1910, a murnau in baviera, vasilij kandinskij termina `lo spirituale nell`arte`. non e` una dichiarazione di poetica, non e` un trattato di estetica, non e` un manuale di tecnica pittorica. e un libro di profezie laiche, in cui misticismo e filosofia dell`arte, meditazioni metafisiche e segreti artigianali si sovrappongono e si confondono, nel presentimento di un`arte nuova. l`aurora della pittura, che kandinskij crede di annunciare, si riverbera anche sulle sue pagine, che ci appaiono insieme incerte e perentorie, divise tra ombra e chiarore. non esiste testo teorico delle avanguardie in cui non si avverta una condizione di giovinezza, di nascita. `chiamiamo a raccolta la gioventu` e, come giovani che hanno in se` il futuro, vogliamo conquistarci liberta` d`azione e di vita`, dicono gli espressionisti della briicke. `ci si incammina verso un`arte completamente nuova`, scrive apollinare. il grido di marinetti: `i piu` anziani di noi hanno trent`anni`, riecheggia in quello dei futuristi: `noi siamo i primitivi di una nuova sensibilita``. l`idea di larionov che `la vera liberazione dell`arte incomincia oggi` ritorna nelle parole di malevic: `ora l`arte e` arrivata a se stessa`. `ci sono uomini oggi che vedono danzare i millenni davanti a se`, come i primi cristiani`, leggiamo in marc. e i dadaisti parleranno della `porta di un mondo imprevisto`..." (elena pontiggia)
negli ultimi decenni, grazie all`instancabile lavoro della critica, l`arte di munch ha rivelato una pluralita` di aspetti, tali da trasformarla da "urlo" in parola, da angoscia inarticolata a discorso compiuto. tuttavia questo processo, lungi dall`approdare a una visione compiuta del corpus artistico, ne ha svelato la sostanziale inesauribilita` di significati. infatti, in virtu` di questa incessante donazione di senso, i lavori dell`artista norvegese appaiono come un prisma dalle mille facce, un enigma, al pari degli stati d`animo a essi sottesi. per tentare di scioglierlo, riteniamo inevitabile prendere le mosse dalla piu` classica delle equazioni, quella tra malattia mentale e creativita`, tra sofferenza esistenziale e produzione artistica.
i testi propongono una lettura critica delle opere, fornendo gli strumenti necessari per penetrare nello spirito dell`autore e coglierne i rapporti con la cultura di questo secolo. il volume presenta, oltre alla cronologia parallela iniziale, un profilo della sua vita, un`analisi approfondita delle sue opere, gli orientamenti della critica, la bibliografia ragionata, e chiude con l`indice dei nomi e delle opere.
il volume indaga sui significati assunti nel tempo dalla metafora del "naufragio" attraverso un itinerario tematico che vuole ricollegare la poesia piu` recente ai suoi padri letterari. nelle opere di alcuni poeti venuti alla ribalta nella seconda meta` degli anni settanta, colpisce l`insistenza di un motivo ricorrente: il naufragio. l`ossessivo ricorso al motivo del naufragio rievoca influssi e connessioni con una tradizione letteraria del passato, della quale citiamo coleridge, poe, baudelaire, rimbaud e leopardi. lo studio viene condotto sui testi di autori quali montale, quasimodo, ungaretti, nonche` dei poeti dell`ultima genrazione (de angelis, cagnone), analizzando il tema non come struttura fissa, ma come metafora, stilema, climax, antistrofe ecc.