joe hinterhand, scrittore sfuggito alla germania di hitler, sconta nell`esilio americano una pena per aver ucciso la moglie, che lo ha tradito per anni con un politico fascista. il passato, gli affetti, le persone amate si rivelano di colpo diversi da cio` che sembravano. una vita illuminata dal successo si trasforma in un gioco di illusioni senza fondamento. hinterhand si trova di fronte alla disperata impresa di ridare senso a un`esistenza che scopre improvvisamente estranea.
il libro parte dalla constatazione che la differenza tra i sessi e` un "oggetto filosofico", nonostante che nella tradizione filosofica sia ben presente l`amore da un parte e l`eros dall`altra. a questi temi classici sono dedicati i primi due capitoli. poi l`autrice avanza l`ipotesi della differenza tra i sessi come principio nascosto della possibilita` stessa di pensare; l`ipotesi di una differenza tra i sessi come mezzo di scambio del pensiero; l`ipotesi infine di una "storicita`" della differenza stessa. questa tesi della storicita` della differenza tra i sessi e` al centro degli ultimi tre capitoli che portano alla conclusione della necessita` di un pensiero dell`alterita` sessuale in termini di soggetto e oggetto.
nell`isola delle conchiglie, abbandonata da cinquant`anni, lontana da ogni rotta e infestata da topi grossi come conigli e cattivi come iene, si raduna un gruppo di ribelli, guidati da un bizzarro antiquario-ballerino che si fa chiamare comandante zane cope, per progettare un colpo di stato. non si tratta di cospiratori politici ne` di fanatici integralisti islamici e tanto meno di rivoluzionari della domenica, ma di una variopinta comunita` di irregolari e balordi, di anarchici e sognatori, di pazzi e fuggitivi. il progetto del colpo di stato, i contatti internazionali, le fasi dell`offensiva e la battaglia finale contro le forze governative che assediano l`isola, danno vita a un romanzo vorticoso come una rumba sulla spiaggia in un`afosa notte d`estate.
una donna monumentale, antonia, avvolta in un caffettano rosso. una scultrice avanti con gli anni, grassa e malata. una donna giovane, aspirante scrittrice, accetta di scriverne la biografia ed entra in rapporto con lei, un rapporto difficile, che genera incontri e conversazioni registrate. un file che man mano si riempie, un file chiamato matrioska, perche` antonia assomiglia a una bambola russa con i pomelli rossi e gli occhi bistrati, una bambola che ne contiene altre, sempre piu` piccole. i ricordi della scultrice, le storie d`amore, la relazione appassionata con un giovane gay si intrecciano con altre storie, con la quotidianita` della giovane biografa, con la sua vita di madre, con le sue aspirazioni a scrivere davvero in modo creativo.
questo volume presenta tre inediti teatrali di carlo gozzi tra i piu` rilevanti: una commedia che si colloca molto al di qua della cronologia teatrale nota e una piccola "farsa" in un atto, accompagnata da un prologo metateatrale, in cui e` direttamente messa in scena la compagnia di antonio sacchi. il primo testo - "le gare teatrali" - precede di dieci anni il suo debutto come drammaturgo. disperde, anzi, i tratti leggendari che circondano l`andata in scena, la sera del 25 gennaio 1761, de "l`amore delle tre melarance" al teatro san samuele, e che, per volonta` d`autore, narrano l`avvio della sua lunga carriera teatrale da una scommessa e da una casuale risoluzione per la scrittura scenica. il testo mostra, viceversa, un gozzi che anni prima trasforma in commedia la rivalita` commerciale tra goldoni e chiari, gia` intenzionato a prendervi parte come terzo incomodo e gia` desideroso di unire le proprie sorti a quelle della compagnia sacchi. una breve agnizione ricongiunge "la cena mal apparecchiata a le convulsioni", una farsa veneziana a uno spaccato della vita di una compagnia comica, ormai nel 1763, quando gozzi rimane sostanzialmente il solo "autore" di qualche rilievo presente sulla piazza teatrale veneziana.
un progetto di umanesimo moderno e` effettivamente esistito nel secondo dopoguerra, oppure l`attribuzione della qualificazione di umanistica all`architettura moderna di quel periodo e` in realta` propria della storiografia piu` recente, a noi contemporanea? il quesito, sotteso a questo studio, consente di costruire percorsi che si svolgono fra scritti sull`architettura di circa due decenni, quando lo sguardo critico verso il passato si focalizza soprattutto sul quattrocento e sulla sua capacita` di rifondazione culturale della societa` attraverso le arti. senza cadere nella riproposizione formale e anacronistica di modelli del passato, gli architetti confermano, in questa stagione, la loro opzione per la modernita` nella tensione a valori fondanti di una filosofia umanistica. i principi di un nuovo umanesimo trovano allora possibilita` di esprimersi in una progettualita` che riesce a evidenziare il primato del metodo, il proprio ruolo didattico e le ragioni culturali e sociali dell`architettura europea.
un antico e misterioso documento scritto da uno scienziato e rinvenuto per caso; il sogno di giungere al centro della terra; la lotta con un rivale privo di scrupoli; la spaventosa solitudine degli abissi; l`incontro con animali preistorici; un oceano immenso che condurra` i protagonisti al centro della terra e a una soluzione imprevedibile.
L'arroganza dell'uomo provoca una catena di eventi che è la causa dell'intelligenza delle scimmie e di un cambiamento nel nostro ruolo di specie dominante il pianeta. Caesar, la prima scimmia intelligente, viene tradita dagli uomini e si ribella per condurre la propria spettacolare razza alla libertà e alla resa dei conti con l'Uomo.
quando pensiamo al medioevo, automaticamente ci vengono in mente immagini di spade, castelli e armature. quasi ogni cosa che ricordiamo di questo periodo storico ha a che fare con battaglie, duelli o assedi. mai come nei mille anni dell`eta` di mezzo, la guerra ha occupato uno spazio cosi` centrale nella vita degli uomini. in queste pagine troveremo tutte le battaglie piu` famose, da hastings ad azincourt, da poitiers a bouvines, ma piu` volte ci stupiremo inoltrandoci in luoghi lontani, sconosciuti e affascinanti: dalle umide pianure indiane alle gole del tagikistan, dalle acque del giappone fino alle inesplorate valli dell`impero azteco, dai ghiacci del baltico fino al profondo deserto d`arabia. ciascuno di questi 21 `fatti d`arme` diventa un prisma attraverso il quale conosciamo gli avanzamenti dell`?arte della guerra`, ma anche uomini, culture, contesti. un libro che piacera` a tutti gli appassionati di storia militare e che ha l`ambizione di proporre uno sguardo nuovo, capace di coinvolgere tutti coloro che amano la storia.
"edipo re" e` uno dei momenti piu` alti del pensiero greco. il re tebano che inconsciamente uccide il padre e sposa la madre, e che poi lentamente scopre i propri misfatti, non e` solo il protagonista di un dramma scenico tecnicamente perfetto, ma altresi` il simbolo dell`oscura vicenda dell`uomo, creatura di enorme e nessun valore. ma quando poi "edipo a colono" riprende la storia e presenta il protagonista che, a distanza di anni, con l`unico sostegno della figlia antigone, approda ad atene per morirvi, il delitto e la sventura hanno trovato nella sofferenza la catarsi. dopo la morte di edipo, e` antigone a pagare il suo gesto di pieta` nei confronti del fratello polinice trasgredendo le leggi civili in nome di quelle divine. completano il volume un`introduzione generale, un saggio esplicativo che precede ogni singola tragedia e un apparato di note.
"la linea che giuseppe fiori segue nel ricostruire passo per passo la biografia gramsciana consiste nel vederne le radici e le scaturizioni psicologiche e culturali nel massimo della profondita possibile, la dove biografia ed ethnos traggono alimento reciproco. e proprio per questo che si puo dire che questa e una "vita" autentica, non un casellario di idee fatte calare dall?alto." (dall?introduzione di alberto asor rosa) giuseppe fiori da avvio al ritratto di gramsci "a figura intera, con i tuffi del sangue e della carne". pubblicata per la prima volta nel 1966 e tradotta in molte lingue, questa biografia sconvolse l?ortodossia comunista, che di gramsci vedeva o voleva far vedere solo "la testa", e da allora non e mai invecchiata.