"dovunque arrivassi, mi sono trovata a dover convivere con questo mio doppio. non si limitavano a mandarmelo al seguito, succedeva anche che mi precorresse. benche` sin dall`inizio io abbia scritto sempre e soltanto contro la dittatura, il mio doppio continua fino ad oggi a battere la sua strada per i fatti propri. si e` reso autonomo". solo dopo insistenti richieste e ripetuti tentativi nel 2004 herta muller ha potuto visionare il suo doppio, ovvero il fascicolo che la securitate di bucarest aveva costruito ai suoi danni. nome in codice "cristina", novecento pagine di un dossier incompleto, sottoposto ad accurata "pulizia" da parte dei nuovi servizi rumeni, quelli non piu` comunisti. e seguendo il fascicolo l`autrice ha scritto questo, da lei stessa definito "racconto autobiografico". lucida testimonianza letteraria sull`arma piu` micidiale in mano al potere opaco, che domina mediante il possesso esclusivo dell`informazione: l`arma della disinformazione. piu` sottile della semplice calunnia che agisce soprattutto tra i nemici, la disinformazione invece punta a distruggere le vittime nel campo degli amici, seminando quei dubbi e sospetti che proprio gli amici debbono temere. herta mu`ller ne fu vittima, perche` tedesca in terra rumena e perche` scrittrice "ai margini".
gli archivi ritrovati e le memorie del fotografo personale di jfk, jacques lowe (1930 - 2001) conobbe john kennedy nel 1958 e instauro` con lui un legame di profonda amicizia. nei cinque anni seguenti ebbe un accesso privilegiato alla famiglia kennedy: non solo fu il fotografo ufficiale della campagna per la presidenza di john, ma divenne anche, dopo le elezioni, il suo fotografo personale, l`unico di stanza nello studio ovale. nel 1990 jacques lowe mise il suo archivio di 40.000 negativi in una cassetta di sicurezza all`interno di una camera blindata del world trade center. i negativi sono andati distrutti nell`attacco terroristico dell`11 settembre. grazie alla tecnologia moderna, tutte le stampe da lui selezionate e conservate nel suo appartamento sono state scannerizzate dalla figlia e preservate insieme ai provini di contatto. queste immagini costituiscono una testimonianza unica di una delle figure politiche piu` affascinanti dell`eta` moderna.
Jill Barber riscopre le sue radici folk con il suo nuovo album,
Homemaker, che presenta dieci canzoni molto profonde sulle
complessità della maternità, del matrimonio e della lotta per sentirsi a proprio agio con sè stessi, tematiche che riescono ad interessare l’ascoltatore, in particolar modo al femminile. Registrato in Canada a Vancouver, il disco vede per la prima volta il suo apporto anche come produttrice, oltre alla partecipazione di alcuni dei migliori session men locali.
chi siede per la prima volta a una tavola coreana rimane incantato dal tripudio di profumi e di colori, dalla varieta` di portate e ciotole fumanti. corea. il ricettario restituisce tutta la ricchezza e la diversita` del patrimonio gastronomico della penisola attraverso oltre trenta sezioni che corrispondono ai piatti fondamentali: riso e kimchi, zuppe e grigliate, ravioli, noodles e dolci... a condurre questo viaggio dalle mense dei monaci ai grattacieli di seul, gli chef junghyun park e jungyoon choi, capaci di guidare il lettore alla preparazione di piatti squisiti, incentrati sulla leggerezza, sull`alternarsi delle stagioni e sul rispetto profondo di tutti gli ingredienti.
"se rabelais fosse stato un soldato nella prima guerra mondiale, non avrebbe potuto fare niente di meglio di celine. piu di ogni altra cosa, lo spazio narrativo cosi ristretto, nel quale i personaggi appaiono e scompaiono ciclicamente come i pupazzi di una giostra, esalta la sua straordinaria capacita di caratterizzare e rendere indimenticabili i singoli esseri umani ... celine e stato piu di ogni altra cosa un superbo ritrattista, un impareggiabile anatomista della singolarita umana. il suo stesso senso del comico e del grottesco nasce dalla constatazione, cosi fertile di conseguenze poetiche, che ognuno, in quel grande circo che e il mondo, recita la sua parte a modo suo, destinato a rimanere incomprensibile agli altri". (emanuele trevi). con una premessa di francois gibault.