eve green e` una giovane donna che sembra avere raggiunto la felicita`: ha accanto a se` un uomo che ama e presto gli dara` un figlio. ma il suo passato cela dolorose cicatrici e proprio mentre e` in attesa del suo bambino, eve inizia a ricordare. racconta cosi` di quando a sette anni, dopo la morte della madre, venne mandata in galles presso i nonni, in un villaggio scosso dalla scomparsa della piccola rosie. immersa in quest`atmosfera inquietante, eve trova alcune tracce del proprio passato, e decide di scoprire quale segreto circondi la sua nascita. rievocando quella sua prima estate in galles, tra la caccia al rapitore di rosie, le maldicenze dei compaesani e la ricerca dell`identita` del padre, eve giunge finalmente a comprendere cosa significhino la fiducia, la colpa, la sopravvivenza, l`amore.
quando la giovane donna che ha chiesto udienza (e che lui ha accettato di ricevere nonostante l`ora tarda) entra nel suo ufficio, il consigliere del ministero degli interni ha una bizzarra reazione: una "delirante, tremenda ilarita` si diffonde nelle sue membra come un formicolio". e cosi` che deve ridere il diavolo, pensa l`alto funzionario, "allorche` si rende conto che, sia pure in modo deforme e orribile, il suo volto assomiglia a quello di dio". perche` la splendida creatura che gli sta di fronte e` il doppio perfetto di un`altra: colei che molti anni prima, nella penombra di una stanza, gli aveva chiesto, con voce lievemente roca, citando lord lyttelton: "tell me, my heart, if this be love?". poco tempo dopo quella donna si era uccisa, e per amore di un altro. e adesso e` tornata, pensa l`uomo: adesso che lui ha quarantacinque anni, e comincia a sentirsi vecchio; e proprio oggi, quando ha appena controfirmato un documento che gettera` il suo paese nella tragedia della guerra. ma la giovane seduta davanti alla sua scrivania dice di venire dal nord e di chiamarsi aino laine: un nome che in finlandese significa unica onda. che cosa vuole? una borsa di studio, dice, un permesso di soggiorno... ma forse non tutto e` cosi` limpido, e il consigliere di stato lo scoprira` al termine di una lunga notte in cui quella donna, comparsa all`improvviso nella sua vita come un gabbiano planato da lontananze boreali, si mostrera` piu` enigmatica e indecifrabile di quanto avesse immaginato.
gia` a vent`anni, lacey faceva il suo ingresso nell`aula con l`esuberanza di una stella di broadway. la seguivamo con gli occhi fino in fondo al corridoio, dove si sistemava sulla sedia gettando la testa all`indietro con aria esperta. quando lasciava una stanza era come se tutti noi tirassimo il fiato, un ritorno alla normalita`. era chiaro che lacey avrebbe fatto strada, a costo di seminare qualche vittima lungo il cammino. se una delle sue amiche era in crisi, lacey si precipitava a distribuire secchiate di comprensione. nel nome del sostegno morale, era capace di tranquillizzare o spronare: "tesoro, lascialo perdere" o, al contrario, "tesoro, fagliela pagare". ogni suo piccolo consiglio era fonte d`ispirazione. le emozioni dei maschi, invece, erano un altro paio di maniche. i ragazzi non erano che futili scocciature, piccoli uragani di sabbia ai suoi piedi. aveva la dote innata di spezzare i cuori, ma spesso la sua vitalita` portava la gente a perdonarle le peggiori malefatte amorose. adesso, pero`, aveva quasi quarant`anni, e farsi perdonare non era piu` cosi` facile come quando aveva la pelle che profumava di rose. l`attore steve martin offre qui una satira appassionata di un mondo tanto patinato quanto misterioso, uno studio analitico sulle personalita`, le leggi e i tabu` che lo governano e, infine, la storia buffa e tragica di un amore destinato al fallimento.
"la legge e` davvero uguale per tutti? in senso letterale lo e`, ma nella sostanza l`interpretazione varia da caso a caso, da un giudice all`altro. `i fiori di marta` racconta una vicenda giudiziaria o forse solo l`illusione della giustizia. col trascorrere degli anni mi sono convinto che la certezza del diritto sia, appunto, un`illusione che transita, come tante altre, nella nostra vita. scrivendo, ho provato a riflettere anche su altri transiti quali l`amore, la liberta`, il senso delle cose."
lei e` una "principessa" di quasi vent`anni, lui un "orco" di poco meno di cinquanta. diversi fino al punto di somigliarsi, s`incontrano in uno dei labirinti disegnati dal caso e da li` in poi sono costretti a cercare la loro via d`uscita, presi in ostaggio da un`attrazione folle e violenta, da un amore insidioso e straniante che a poco a poco si fara` rivoluzione, obbligandoli ad esplorare territori di se` fino ad allora sconosciuti. la morbosa attrazione fra i due protagonisti e` il filo conduttore di un viaggio nelle loro menti torbide e nei loro sentimenti agitati, attraverso tappe di ogni genere, dall`amore incondizionato e quasi paterno al piu` crudo e brutale erotismo, dalla paura della morte all`eccesso di vita, fino ad arrivare all`unica destinazione possibile. nelle pagine di "amore privato" ci sono musica e poesia, immensa gioia e profondo dolore, luce e buio, ma soprattutto ci sono favole che vanno a braccetto con la realta`, nelle quali tutti potranno trovare una piccola ombra che somiglia alla forma dei loro desideri.
in una new york fervida e sontuosa vivono quattro ragazzi, ex compagni di college, che da sempre sono stati vicini l`uno all`altro. si sono trasferiti nella metropoli da una cittadina del new england, e all`inizio sono sostenuti solo dalla loro amicizia e dall`ambizione. willem, dall`animo gentile, vuole fare l`attore. jb, scaltro e a volte crudele, insegue un accesso al mondo dell`arte. malcolm e` un architetto frustrato in uno studio prestigioso. jude, avvocato brillante e di enigmatica riservatezza, e` il loro centro di gravita`. nei suoi riguardi l`affetto e la solidarieta` prendono una piega differente, per lui i ragazzi hanno una cura particolare, una sensibilita` speciale e tormentata, perche` la sua vita sempre oscilla tra la luce del riscatto e il baratro dell`autodistruzione. intorno a jude, al suo passato, alla sua lotta per conquistarsi un futuro, si plasmano campi di forze e tensioni, lealta` e tradimenti, sogni e disperazione. e la sua storia diventa una disamina, magnifica e perturbante, della crudelta` umana e del potere taumaturgico dell`amicizia.
e giustizia per tutti e` il quarto numero di cose spiegate bene, la rivista di carta del post realizzata in collaborazione con iperborea. avvocati, magistrati, indagini, tribunali, giurie, carceri. sentenze di primo grado, separazione di carriere, carcerazioni preventive. presunzione di innocenza, prove del dna, prescrizione. nelle vite di tutti si affacciano per i motivi piu` diversi le pratiche e le parole di quella che chiamiamo , che poi e` solo un affannoso tentativo delle nostre istituzioni di rincorrere un`idea della giustizia stessa. puo` capitare che siamo costretti ad averci a che fare, capita piu` spesso ancora che le storie, le conversazioni, il dibattito che ci circondano facciano riferimento a tutte queste cose, senza che vengano mai ben spiegate. sono parte della vita delle nostre comunita`, del nostro stato, e delle vite delle persone, e sono pero` raccontate con linguaggi oscuri e gergali, dando per scontate questioni delicate e complesse. e intanto noi discutiamo al bar e sui social network se qualcuno debba essere giudicato colpevole o innocente, spesso senza neanche conoscere i fondamentali: questa e` una guida ai fondamentali. con testi di marianna aprile, carlo blengino, carlo lucarelli, lisa noja. a cura di arianna cavallo e luca sofri, con la consulenza di carlo blengino. illustrazioni di giacomo nanni.
il dizionario di retorica e stilistica raccoglie oltre 1600 voci dedicate alla terminologia specifica delle discipline che studiano generi, forme e strutture del linguaggio letterario: un percorso tematico che attraversa diacronicamente e sincronicamente la storia della lingua e della letteratura, da "abusio" fino a "zingaresca". in 500 pagine sono cosi` racchiusi tutti i termini specialistici della retorica, della stilistica e della metrica e i loro relativi usi nella letteratura di ogni tempo a formare un dizionario costruito con definizioni rigorose e precise ma, allo stesso tempo, chiare e accessibili a tutti.
ha solo undici anni, gopi, quando muore la madre. per zia ranjan lei e le due sorelle maggiori non sono che "selvagge". cosi` ha detto al padre di gopi: sottintendendo che non rispettano le regole della comunita` indiana a cui appartengono. e aggiungendo che per dargli una mano e` pronta a prendersi in casa una di loro. per il momento, pero`, il padre pensa che le figlie abbiano bisogno di appassionarsi a qualcosa che le accompagni poi "per tutta la vita" - e decide che sara` lo squash. non funzionera` per tutte: l`unica che diventera` sempre piu` brava, e continuera` caparbiamente a cercare di scoprire, fra le quattro pareti del campo (ma non solo), che cosa fare dei suoi sentimenti, della sua vita, delle persone che incontra, e a quali traguardi puo` aspirare, sara` gopi. ed e` lei stessa a raccontarci quell`anno di lutto e di rinascita - l`anno in cui sperimenta il dolore e l`assenza, ma anche la tenerezza e la determinazione, i cambiamenti del corpo e le sue potenzialita`, le regole e la necessita` di trasgredirle - con una voce insieme pacata e audace, sommessa e perentoria. in questo suo primo romanzo, con mano insospettabilmente sicura, e con uno stile essenziale, preciso, allusivo, la scrittrice angloindiana chetna maroo ci apre le porte di un mondo che ci era ignoto - e non e` esattamente questa, come ci ha insegnato kundera, la funzione del romanzo?
la vicenda narrata in questo libro e` semplice: un`escursione in barca sull`evre, piccolo fiume che si getta nella loira. paesaggi, campi, scogliere, boschi, ginestre accompagnano un tragitto familiare, ripetuto nelle diverse stagioni della vita, che qui trascende in viaggio iniziatico nel cuore stesso della creazione letteraria. e a pelo d`acqua si attiva la memoria, si accendono fantasticherie associative che collegano in un`unica costellazione i diversi astri del personale firmamento artistico di gracq: il profilo di un castello sulla riva richiama alcuni versi di nerval, e su quelli si innerva un immaginario poetico in un magistrale mescolarsi di ricordo e percezione, esperienza e chimere. sono pagine esigenti, che subito ripagano con l`ineffabile bellezza di un tramonto dopo un giorno di pioggia, di un odore terroso, di un vento d`aprile. la prosa vi scorre sinuosa, ora limpida ora piu` torbida, sempre incantatoria come le acque dell`amato evre. forse mai quanto in questa densissima reverie il grande scrittore francese si e` rivelato cosi` compattamente pervaso dalla sua caratteristica ispirazione, in grado di fermare il tempo con la limpida forza dello stile.