harry e` un ragazzo come tutti gli altri. o meglio, quasi come tutti gli altri. a renderlo diverso dai suoi coetanei e` un potere che somiglia piu` a un incubo che a un dono. infilandosi per gioco in un vecchio locale in disuso, si e` visto scorrere davanti agli occhi la scena dell`omicidio di una donna, avvenuto alcuni anni prima. chi in paese non ha sentito parlare di quella vicenda? harry, pero`, la rivive come se si stesse verificando sotto i suoi occhi e gli sembra anche di scorgere il volto del colpevole. da quel giorno, l`unica preoccupazione di harry e` dimenticare il dono che lo ossessiona, ma proprio quando, anche grazie all`amore, sembra riuscirci, assiste, come in un film dell`orrore, a una scena di violenza inaudita, che ha fra i protagonisti il padre della sua ragazza. un nuovo, terribile trauma, che harry potra` affrontare solo con l`aiuto di kayla, una vecchia fiamma ora entrata in polizia che ha anche lei dei demoni di cui vuole sbarazzarsi: insieme, andranno a fondo, alla ricerca della verita`.
ticinese, autore di importanti saggi su dante, petrarca, pascoli e montale, traduttore del goethe lirico, giorgio orelli e` uno dei maggiori poeti in lingua italiana del secondo novecento. dopo l`esordio nel `44 con "ne` bianco ne` viola" - prefato da gianfranco contini -, s`impone all`attenzione della critica nei primi anni cinquanta, quando le sue poesie sono accolte, insieme a quelle di sereni, risi e altri, nella "linea lombarda" di anceschi, e con quelle di zanzotto, pasolini e cattafi nell`altrettanto "storica" "quarta generazione" di piero chiara e luciano erba. qui, tuttavia, sono gia` evidenti le premesse di un percorso poetico autonomo, che ha saputo mantenere negli anni un originale equilibrio tra fedelta` alla tradizione e motivato sperimentalismo. come osserva pier vincenzo mengaldo, nel succedersi delle principali raccolte i versi di orelli dimostrano una straordinaria aderenza agli "oggetti" e alla realta`, alla vita e alle "occasioni" come privilegiate fonti di poesia: da "l`ora del tempo" (1962) a "spiracoli" (1989), passando per la tappa fondamentale di sinopie (1977), questo poeta capace di alternare grazia ironica e forte preoccupazione etica e civile approfondisce quella dimensione epigrammatico-narrativa che lo contraddistingue e che giunge a compimento con "il collo dell`anitra" (2001), per offrire una prova ulteriore nel laboratorio inedito del suo "quinto" libro, "l`orlo della vita". introduzione di pier vincenzo mengaldo.