l`immediatezza della vita e delle umane passioni, l`ansia di verita` e di liberta`, l`affermazione insistente della "bellezza della condizione umana", pur nella sofferenza di tante sfide, che percorrono le numerose lettere scritte nell`arco di una vita fragile e intensa, suggeriscono, meglio di qualsiasi contributo critico, la dimensione profondamente umana del conflitto esistenziale di joyce, sempre in difficile equilibrio tra la ricerca di una quotidiana, rassicurante normalita` e la consapevolezza esasperata della propria eccezionale diversita`. e proprio questo conflitto, espressione complessa della sua visione del mondo e di quello che si cela dietro la superficie delle cose, che ci restituisce james joyce e i suoi scritti come nostri contemporanei, dando voce alle certezze, alle fragilita`, alle aspettative, al disagio di oggi. da qui la scelta particolare del tessuto narrativo di james joyce, la vita, le lettere. l`intento e` quello di catturare la simpatia del lettore medio sul piano, appunto, della dimensione quotidiana - profondamente umana e familiare - del ritratto suggerito dalle lettere, quasi un altro ritratto, che va a integrare quello di james joyce, uomo e artista difficile e contraddittorio, sottratto a volte dai suoi stessi esegeti alla ricezione di un pubblico piu` ampio, in nome dell`antico privilegio dei marginalismi specialistici.
nell`ambito della storia culturale del giappone, il periodo nara (710-794) ha svolto un ruolo di fondamentale importanza per la maturazione materiale e spirituale del paese. la lontananza temporale e le difficolta` di ordine linguistico relative alle fonti hanno contribuito a relegare la cultura del periodo nara ai margini della riflessione critica degli studiosi giapponesi e occidentali. l`intento di questo libro e` di fornire uno strumento agile e scientificamente valido che permetta, ai piu` attenti estimatori della civilta` giapponese ma anche a una fascia di lettori piu` ampia, di avvicinarsi e comprendere diversi aspetti della vita culturale del giappone dell`viii secolo: dalla letteratura alla storia, dalla giurisprudenza alle conoscenze scientifiche, dalla linguistica al pensiero filosofico, dall`archeologia alla storia del costume. i saggi qui riuniti sono frutto delle ricerche condotte da studiosi italiani e giapponesi in occasione del milletrecentesimo anniversario (nel 2010) della fondazione della citta` di nara, l`antica heijoky. scritti di: giorgio fabio colombo, naomi hayashi, shinobu kuranaka, antonio manieri, susanna marino, hiroyuki masuno, andrea maurizi, maria chiara migliore, giuseppe pappalardo, virginia sica.
chi racconta di papa` goriot? a chi appartengono le voci che raccontano di edward waverley, di emma bovary o del lettore di se una notte d`inverno un viaggiatore? i narratologi strutturalisti hanno affermato che in ogni narrazione letteraria dobbiamo distinguere la persona storica dell`autore dall`istanza testuale del narratore e questa distinzione e` rimasta al centro della narratologia. ancora oggi, mentre crescono le narratologie postclassiche, essa resta valida e necessaria per la maggioranza degli studiosi. questo saggio sostiene invece che distinguere a priori autore e narratore non consenta di rendere conto di interi periodi della storia del romanzo e che la questione teorica - chi racconta in una narrazione letteraria? - debba essere posta su un terreno ermeneutico e storicista. idee diverse di romanzo erano presenti a scott e balzac, a flaubert e ai modernisti o a calvino e ai postmodernisti. a queste diverse idee e alle opere che le espressero deve corrispondere una visione complessa, che integri le categorie teoriche con una riflessione ermeneutica e storicista sulle opere e sul genere del romanzo.