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(bert ho?lldobler, edward o. wilson)

nove uomini, in diverse eta` della vita, dall`adolescenza alla vecchiaia. un continente, l`europa oggi - da cipro alla croazia, dalle fiandre alla svizzera -, fotografato in una luce cruda, quasi senza ombre. i nove fanno quasi tutte le cose che i maschi sono soliti fare: inseguono donne, le abbandonano, tentano un affare improbabile, cercano un luogo dove vivere un esilio decente, chiacchierano, sognano un`altra vita. e se a ogni capitolo tutto - protagonista, ambiente, atmosfera - cambia, fin dal primo stacco le nove storie sembrano una sola. all`inizio stentiamo a riconoscerlo, il paesaggio che david szalay ci costringe a esplorare, finche`, per ogni lettore in un punto diverso, cio` che abbiamo davanti si rivela per quel che e`, in tutta la sua perturbante evidenza: il nostro tempo, quello che viviamo ogni giorno, in forma di romanzo.

"un contagio visionario" percorre il greenwich village dei primissimi anni sessanta la terra di nessuno fra la beat generation e i figli dei fiori. e proprio nel cuore del village, mentre "un bizzarro delirio aleggia nell`aria", una coppia di studenti, imprigionati in una livida ossessione d`amore, sprofonda giorno dopo giorno in un allucinato inferno coniugale. sotto le loro finestre macdougal street e` "un carnevale demente", scandito da elvis presley e allen ginsberg; e intanto la loro folie a` deux, "impigliata nel suono delle proprie urla", precipita fatalmente verso un esito devastante. ispirato alla storia vera del suicidio della prima moglie di leonard michaels, "sylvia" e` uno di quei romanzi che, terrifici nella loro profonda verita`, si insinuano quasi inavvertitamente nella mente del lettore e vi rimangono per sempre.

colpo di teatro e` il sesto numero di cose spiegate bene, la rivista di carta del post realizzata in collaborazione con iperborea. qualcuno dice che il teatro e` , definizione che rende teatro gran parte delle nostre vite quotidiane: e il teatro poi ci si infila, nelle vite quotidiane, a forza di modi di dire, citazioni d`opera, ma anche accogliendole nei suoi palcoscenici e sulle sue poltroncine. come e` vero anche per la parola , di cui si occupo` il primo numero di cose spiegate bene, noi chiamiamo sia il contenuto che il contenitore, e le due cose insieme hanno molto da raccontare: gli aspetti economici, l`organizzazione delle stagioni e delle compagnie, le architetture, le vite degli attori, le storie degli autori, le professioni di chi pianta chiodi e di chi promuove gli spettacoli sui social network, il pubblico e i suoi comportamenti, e quello che e` successo in questi anni al teatro, sempre raccontato come fragile e sempre capace di riempire i suoi . con testi di malika ayane, marco baliani, matteo caccia, andrea de rosa e della redazione del post.

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