il presente volume ripropone un saggio uscito vent`anni fa, approfittando della ricorrenza dei 150 anni dalla nascita di d`annunzio, costruito sull`intento di rivendicare l`importanza del tutto primaria che narrativa e teatro hanno avuto nell`opera del vate, non secondari alla produzione in versi. una vana e inutile disputa tra i vari generi si supera riconoscendo che c`e` in lui una emissione primaria non ancora caratterizzata nell`un senso o nell`altro. all`inizio di tutto si riscontra una indifferenziata onda energetica, quasi il big bang dell`astrofisica, che d`annunzio e` pronto a modulare a seconda dell`estro e delle esigenze del momento, salvo poi rituffarsi, come atto finale, nel notturno, ritrovando lo scorrimento omogeneo e lineare di partenza. in secondo luogo, il ricorso smodato di d`annunzio al piacere dei sensi e agli amori a ripetizione va collegato al grande insegnamento freudiano che ci invita a recuperare cariche energetiche dal polo dell`eros, fonte continua di innovazione e di creativita`. infine, anche l`ostinato impegno dannunziano sui temi della politica ha consonanze del tutto attuali, perfino interpretabili in termini positivi, come ha dimostrato l`impresa fiumana, un`operazione non certo priva di ambiguita` e di ombre, in cui pero` la migliore critica recente ha intravisto un presentimento della successiva rivoluzione del 1968.
a settant`anni dalla morte - e a oltre cento dalla nascita - questo libro diventa l`occasione per riprendersi la figura di charlie parker, sequestrata da troppi cliche. parker attraversa la storia americana del novecento e tutte le arti: la musica, certo, ma anche letteratura, cinema, teatro, pittura, scultura, graphic novel, danza, moda. la storia di parker va riletta come uno scrigno di tesori "culturali" dove si trovano capolavori di creativita: romanzi di julio cortazar, percival everett e james ellroy, graphic novel di munoz & sampayo, dipinti di basquiat, il teatro di leo de berardinis, il cinema di clint eastwood, le coreografie di alvin ailey e l`opera di tanti altri artisti. lo sfruttamento dell`icona prevede anche la comparsa come "santino" nei testi di canzoni dal punk all`hip-hop, dai red hot chili peppers agli steely dan. dietro la "maschera" di bird si cela la dicotomia tra l`artista e l`uomo, il maledetto e il borghese. charlie "bird" parker (1920-1955) occupa un posto speciale nella short list di chi ha cambiato il corso del jazz. insieme a dizzy gillespie e stato il maggior artefice di un linguaggio avanzato, ribelle, cool come il bebop. la sua brillantezza solistica ha generato una schiera infinita di imitatori, la vita dissoluta ha segnato le cronache del dopoguerra. il primo bootleg della storia ha catturato il suono del suo sax alto. parker e un modernista della statura di picasso, dirompente come hendrix: una figura ancora pulsante per i contemporanei. origina un vortice culturale che tiene insieme jack kerouac e langston hughes, miles davis e igor stravinskij, sonny rollins e stefan wolpe, bob dylan e i manhattan transfer, leonard feather e lester bangs, walter winchell e lenny bruce, popeye e i film western, i manganelli e la benzedrina. in questo libro, "bird" e riletto in tutti i modi possibili e anche in quelli impensabili: viene ripercorsa la sua vita da romanzo tramite fonti alternative (e qualche raro documento d`epoca), con chicche da