glory boughton ha trentotto anni qando` una delusione amorosa la riporta nella natia gilead per occuparsi del vecchio padre e della consunta casa avita. il fratello jack ne ha qualcuno di piu` allorche`, pochi mesi piu` tardi, bussa alla stessa porta in cerca di un approdo per il suo spirito tormentato. le braccia del patriarca si aprono ad accogliere il piu` amato dei suoi otto figli, il piu` corrotto, il piu` smarrito. ma il suo cuore e la sua mente faticano a fare altrettanto. nella versione robinsoniana di quella che l`autrice definisce la piu` radicale delle parabole evangeliche - capovolgendo, come fa, le nozioni di merito e ricompensa -, l`accento cade sul momento successivo a quello della festosa accoglienza: il momento del perdono, della piena reintegrazione nella casa del padre, laddove il limite umano si fa piu` invalicabile. il terzo romanzo di marilynne robinson ci ripropone un mondo familiare: l`immobile cittadina agraria di gilead, "fulgida stella del radicalismo" nella sarcastica rivisitazione di jack; la meta` degli anni cinquanta, con i loro scontri razziali e la loro sedata quiescenza; il venerabile pastore presbiteriano robert boughton, ormai troppo stanco, e i suoi due figli piu` interessanti, la dolente glory e l`oscuro jack. stesso luogo, tempo, personaggi del precedente "gilead", dunque (compagno contiguo anziche` sequenziale di questo "casa"), ma diversa prospettiva a illuminare da un`altra angolazione piu` trascendente e insieme il piu` terreno dei temi: `nostos`, il ritorno a casa.
un grande romanzo di memoria e identita. un viaggio attraverso frontiere invisibili, che separano e uniscono, tra calcutta e londra, infanzia e storia. un narratore senza nome, cresciuto nella calcutta del dopoguerra, ricostruisce i frammenti della propria storia familiare attraverso la figura magnetica di tridib, il cugino maggiore capace di trasformare ogni luogo in un territorio dell`immaginazione. e lui a insegnargli che il mondo non si scopre soltanto viaggiando, ma anche immaginando: che si puo conoscere un luogo senza averlo mai visto, purche lo si sappia desiderare davvero. intorno a questa lezione si intrecciano voci e generazioni - la severa nonna, la cosmopolita cugina ila, la musicista inglese may price - in un racconto che attraversa decenni e continenti. dalla calcutta degli anni sessanta alla londra bombardata degli anni quaranta, passando per dacca e i confini mobili del subcontinente indiano, il racconto compone un affresco di memorie che interrogano il significato stesso di casa, confine, appartenenza. con una scrittura luminosa e precisa, ghosh costruisce un romanzo di rara profondita, in cui le vicende intime si fondono con le grandi trasformazioni del novecento.