questa non e` precisamente la classica autobiografia di un maestro, ma la precisa volonta` di mimmo rotella di annotare su pagina (lui che pure era conosciuto per un`incredibile memoria) pochi anni di una vita che per un po` gli e` sembrata scorrere troppo in fretta: dalla meta` degli anni sessanta (quando gia` e` riconosciuto tra i grandi del nouveau re`alisme) alle ultime pagine scritte a milano durante la preparazione del festival organizzato in occasione del decimo anniversario del nouveau re`alisme (novembre 1970). in mezzo c`e` tutto il suo mondo, le sue donne, i suoi pensieri, le distrazioni, le amicizie di un giorno e quelle di una vita, galleristi e artisti, le serate a saint-germain e quelle nello studio di rue cle`ment, le incursioni a milano, i ricordi romani, qualche visita nella natia calabria e i viaggi a new york, londra, tunisia, india, nepal... l`edizione e` identica alla prima edizione sugar del 1972, ma rivista graficamente e arricchita di una novantina d`immagini dall`archivio della fondazione mimmo rotella che riguardano il periodo narrato nel libro.
in un mondo in cui l`intelligenza artificiale genera volti, voci e presenze capaci di simulare empatia, il se digitale esplora il cuore di una mutazione antropologica in atto. partendo dalle neuroscienze dell`embodiment e dall`ormai classica teoria della simulazione incarnata, vittorio gallese costruisce un nuovo paradigma per pensare la soggettivita contemporanea. dai neuroni specchio alla soggettivita algoritmica, questo libro traccia un itinerario originale e multidisciplinare che attraversa neuroscienze, filosofia, estetica e media theory per ripensare il se come realta incarnata, relazionale e tecnologicamente modulata. il se digitale propone una nuova onto-fenomenologia del soggetto, capace di integrare le trasformazioni dell`esperienza introdotte da dispositivi interattivi, intelligenze artificiali e ambienti digitali immersivi. il corpo non e escluso, ma riconfigurato; l`alterita non e annullata, ma resa ambigua da nuovi simulacri affettivi. culmine teorico del volume e la proposta di un`estetica radicale: una politica del sentire, che restituisca intensita, opacita e imprevedibilita alla relazione in un mondo dominato da interfacce trasparenti e algoritmi predittivi. in un tempo in cui l`alterita rischia di diventare funzione, e il ripiegamento nella solitudine un progetto, l`urgenza e tornare a pensare il corpo, non come nostalgia, ma come condizione generativa di ogni possibile futuro. un saggio necessario per comprendere le metamorfosi del se nell`era del codice.