LP. «Coin Collection 3» è l’album conclusivo della trilogia «Coin Collection» di Spencer Cullum (2021, 2023) – una serie che ha caratterizzato la sua carriera solista, nata dal bisogno di riconnettersi con il luogo da cui proviene e con le influenze che hanno plasmato la sua identità odierna; una piattaforma dedicata tanto al suo talentuoso entourage quanto al suo stesso genio.
Una collezione caleidoscopica di folk, jazz e pop, Coin Collection 3 è stata realizzata con registrazioni sul campo su nastro, note vocali su iPhone e registrazioni grezze in studio effettuate in tutto il mondo, il tutto assemblato su cassetta dalla comodità della sua casetta da giardino appositamente costruita.
Per dare un senso a tutto, dalla crisi climatica al capitalismo in fase avanzata, il musicista si è rivolto al folklore della sua nativa Inghilterra. Ha trovato conforto – e persino risposte – nei racconti dal sapore occulto di antiche reliquie e riti di mezzanotte piuttosto che nelle visioni cristiane estreme che tendono a distorcere la sua patria adottiva nel Sud degli Stati Uniti. “Mi sentivo più a mio agio in questo”, dice delle narrazioni folk che oggi hanno trovato spazio nella sua musica. “Adoro leggere delle pietre erette e delle vecchie storie popolari su come gli uomini venissero attirati nei boschi e uccisi da una sorta di strega. Lo adoro, è geniale.”
Fondate su un senso di riverenza, e quasi di paura, nei confronti della natura, queste storie hanno offerto a Cullum uno sfogo attraverso cui esprimere la sua frustrazione nei confronti del mondo moderno e creare un piano più giusto al di là del qui e ora. Diversi brani dell’album, come “Gavon’s Eve” e “Old Paul Hill”, sono scritti attraverso questa lente folk in cui la natura prevale sui mali dell’umanità. Come dice lui stesso: “Ho realizzato il mio film horror alla A24.”
Membro della band di accompagnamento di Miranda Lambert di giorno, Cullum è diventato anche uno dei musicisti di supporto più affermati del panorama musicale, con una richiesta trasversale ai generi che non conosce limiti. Ha prestato il suo talento alla pedal steel a tutti, da Angel Olsen a Caitlin Rose, da Dolly Parton a Kesha. L'artista ha imparato molto dalla realizzazione della sua Coin Collection, compreso come sentirsi a proprio agio nella vulnerabilità di essere un frontman, nonché come rimanere fedele alla propria arte.
2LP. Mike Zito torna a casa con *Outside Or The Eastside*, il suo quarto album da solista in studio per la Gulf Coast Records. Un disco personale per Mike, plasmato dai ricordi, dai luoghi e dal rinnovamento. Passeggiando per le strade della sua città natale, St. Louis, Zito si riconnette con i suoni, le storie e le dure lezioni che hanno forgiato il suo caratteristico mix di blues animato dal soul e narrazione senza compromessi. Tredici anni dopo Gone to Texas, questo album sembra un momento decisivo, che segna un nuovo capitolo per Mike, la sua famiglia e una vita riconquistata nella città dove tutto è iniziato.
Le canzoni dipingono vividi istantanee della vita cittadina e della resa dei conti personale, dal rimpianto notturno e dall’autocoscienza ai ritratti crudi della sopravvivenza di quartiere e della verità di strada. Brani come “Downtown at Midnight” e “Grand Avenue” catturano la grinta, la tentazione e le conseguenze del passato con onestà incrollabile, radicando l’album nell’esperienza vissuta e nel peso emotivo. La scrittura di Zito è diretta e cinematografica, e accoppia una riflessione dura con la compassione e la saggezza conquistata a fatica.
In fondo, Outside Or The Eastside è una celebrazione delle seconde possibilità, un album dedicato ai giorni migliori, alla famiglia, all’amicizia, all’amore e alla gioia che si trovano nei momenti quotidiani. I percorsi imprevedibili della vita aprono porte che non ti saresti mai aspettato, e per Mike Zito, questo disco abbraccia quella verità con calore, umorismo e spavalderia. È un disco che parla di scegliere la connessione piuttosto che il caos e di andare avanti con gratitudine, determinazione e il volume alzato.
2LP. Tra il 1996 e il 2003, Jack West ha pubblicato cinque album straordinari con la sua band in continua evoluzione, i Curvature. Ancora oggi fresco e affascinante, ciascuno di questi dischi vede West alla chitarra acustica a 6 o 8 corde in un piccolo ensemble prevalentemente acustico che include strumenti quali la marimba, una seconda chitarra acustica, il sassofono, le percussioni o la pedal steel. Essential Curvature è una raccolta dei migliori brani tratti dai cinque album dei Curvature. Tutti i brani sono composti da Jack West (tranne uno che ha co-scritto). La musica di West viene regolarmente descritta dalla stampa come “sbalorditiva”, “mozzafiato” e ‘straordinaria’, mentre NPR ha riassunto la sua musica come “un sottogenere di jazz completamente nuovo”. Ma si può anche dire che la sua musica con i Curvature sia un nuovo genere di musica acustica americana influenzata in egual misura da jazz, rock, folk e funk, e caratterizzata da uno straordinario modo di suonare la chitarra acustica.
LP. Smoke And Mirrors dei Green Seagull è un viaggio luminoso nel mondo del pop psichedelico barocco, un disco che unisce la sensibilità melodica degli anni ’60 a una acutezza e una sicurezza di sé tipicamente contemporanee. Fin dai primi secondi di «Millions Of People», il quartetto crea un universo ricco di armonie stratificate e chitarre tintinnanti. Le linee di chitarra intrecciate di Dan Davies e Paul Nelson intrecciano un jangle raffinato e la complessità del chamber-pop, mentre la sezione ritmica composta dalla batteria di Elian Dalmasso, dal basso di Paul Milne e dalle tastiere di Sarah Gonputh fornisce una base vivace ma solida. Un disco con molti rimandi al passato, ma fresco e godibilissimo.