nella sua introduzione gianni vattimo traccia un profilo del filosofo di grande perspicuita, e fa il punto della fortuna de la scrittura e la differenza nel pensiero piu recente. non e improprio considerare questo libro di derrida come un vero classico dei nostri anni: uscito in francia nel 1967, e comparso nella versione italiana (quella che qui si ristampa) nel 1971, il libro ha aperto prospettive inedite, ha proposto temi per discussioni intense e appassionate, ha determinato sviluppi culturali in aree che sembravano estranee alle idee di derrida (valga la fortuna del "decostruzionismo" a dimostrarlo). la creativita del testo, il modo di discutere con foucault come con levi-strauss indicando aperture e ipotesi, l`incrociare fenomenologia, strutturalismo e letteratura, le pagine su artaud e bataille, l`esame delle idee di nietzsche, freud e heidegger, ma anche le ricognizioni da platone a descartes a hegel, hanno costituito uno stimolo decisivo e hanno proposto uno stile (e una scrittura) che hanno inciso profondamente, e continuano a suggestionare non solo un pubblico di specialisti.

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