mentre stavano scrivendo la donna della domenica, fruttero & lucentini pubblicarono in tiratura limitata questa raccolta di poesie: un piccolo classico nascosto, dove ironie e poesia civile si alternano a meditazioni filosofico-narrative. il gocciolio del rubinetto, che l`idraulico non sistemera mai, diventa metafora dell`inevitabilita e della frustrazione della vita; una vacanza al circeo si trasforma in incubo consumistico; un turista cinese a milano osserva la rinascente come un arsenale del lusso; una gita con gli amici tra luni e forte dei marmi e l`occasione per riflettere su lucrezio, laplace e agostino. un percorso doppio e complementare, in cui f&l coniugano dettagli quotidiani e visione metafisica, inventando una nuova forma di scrittura a deux: laddove fruttero descrive il presente e l`ironia dell`esistenza moderna; lucentini attraversa col suo poemetto "classico" la storia, la filosofia, la cosmologia. un libro ingegnoso e modernissimo, che svela l`origine della coppia letteraria piu celebre del novecento italiano.

il giorno in cui decide di morire, filippo - ricercatore italiano a harvard - trova per caso l`ecografia di un bambino in un volume della widener library. quell`immagine di vita lo colpisce come uno schiaffo. gli sembra chiamarlo in causa, cosi inizia a cercare la donna che puo averla lasciata tra quelle pagine. la sua indagine si muove tra archivi e biblioteche, serate con gli amici, professori eccentrici e intuizioni improvvise. e in questo vortice che la vita continua. e quando filippo incontra amelia, tra loro nasce un legame instabile e fortissimo. lui studia i maya, lei gli ittiti, hanno entrambi un passato ingombrante e molti segreti, sono due calamite che si attraggono e si respingono senza sosta. sara uno scavo archeologico in anatolia a farli incontrare di nuovo: li dove il tempo si stratifica e riemerge, tutto puo succedere. perche eppure noi due e anche una caccia al tesoro in cui il tesoro si sposta e cambia forma: siamo tutti, e con tutte le nostre forze, alla ricerca di qualcosa. filippo scola e un ventottenne romano che studia archeologia a harvard. il romanzo si apre con il suo doppio e maldestro tentativo di suicidio: la sua esistenza e in stallo e ha deciso di farla finita. poi qualcosa cambia. mentre riordina i volumi della biblioteca del campus, trova un`ecografia tra le pagine di un libro: il viso di un bambino, gli occhi chiusi, un braccio che copre parte della guancia. sul retro, quattro parole scritte a penna: "nelle montagne senza fine". da quel momento filippo da inizio a una ricerca ostinata: vuole sapere a chi appartiene quell`ecografia e cosa significa quella frase, che - da studioso di cosmologie precolombiane - avverte da subito come una chiamata. aver trovato una traccia di vita nel giorno della sua morte non puo essere un caso, pensa oscuramente. e quella frase, poi, cosi strettamente legata ai suoi studi... attorno a filippo si muovono liam e james, i due coinquilini, i suoi migliori amici. ma e l`incontro con amelia - intelligente

la fantascienza e creatrice di mondi, ma quelli immaginati da philip k. dick hanno una caratteristica singolare: si sgretolano con estrema rapidita. cio vale tanto per il mondo reale quanto per i mondi artificiali. del resto, e ancora possibile distinguerli con certezza? che cosa ci garantisce di non muoverci gia all`interno di mondi falsi, artificiali quanto un parco di divertimenti - magari con biglietto d`ingresso? e se questi mondi sono costruiti integralmente a tavolino, chi ne controlla le apparenze? a chi appartengono? con quale scopo vengono prodotti? bombardandoci di realta artificiali, non si tenta forse di sottrarci il mondo - e il nostro rapporto con esso? e, se cosi fosse, come opporsi a queste imprese di spoliazione? mondi che cadono a pezzi fa collidere dick con deleuze, foucault, william james, ma anche d. h. lawrence e j. g. ballard, david lynch e robert rauschenberg, ludwig binswanger e gregory bateson, in un libro in cui filosofia e fantascienza "si incontrano, si scontrano e si alterano, arricchendosi a vicenda" ("la nacion"). la filosofia nasce con una domanda sul mondo. eppure, in un momento in cui il principio di realta sembra collassare su se stesso, trascinandosi dietro a ruota i principi sommi della ragion filosofica (identita, causalita, non-contraddizione), quell`idea di mondo inizia a vacillare. e in questo momento di crisi che il pensiero deve cercare nuovi strumenti di indagine, nuove prospettive teoriche. david lapoujade trova nell`opera di philip k. dick un prisma attraverso cui diventa possibile ripensare l`impensabile, una costellazione che mette alla prova i consueti criteri di verita. per lapoujade, come per dick, la fantascienza non e tanto prefigurazione di un futuro, ma soprattutto indagine sulle possibilita deliranti che infestano il presente. al centro dell`indagine che lapoujade conduce attraverso una variegata e fitta lettura dei romanzi di dick vi e dunque il problema fondamentale della filosofia: che cos`e la realta? ma

"un prete che indaga su un mistero. fa parte della vocazione, non credi?" all`apparenza, l`antica abbazia di sts philip and james e un luogo di pace e di preghiera. ma le sue mura secolari nascondono molti segreti. forse anche un assassino. il canonico daniel clement ha avuto momenti migliori nella sua vita e cosi, per riprendersi, decide di trascorrere un periodo di ritiro nel monastero in cui e stato novizio. ben presto si accorge che le tensioni non mancano neppure in quello che dovrebbe essere un santuario dedicato al raccoglimento e alla spiritualita. tra confratelli che covano sentimenti fin troppo mondani e rancori sgradevoli che riaffiorano dal passato, una morte improvvisa non puo che sembrare sospetta. e clement sente, in cuor suo, che si tratta di un omicidio. scoprire il colpevole sara, ancora una volta, suo dovere.

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