possiamo evadere? possiamo ribellarci? possiamo rivendicare una dimensione online libera e rispettosa del nostro tempo? le big tech hanno colonizzato tutti i territori della comunicazione, facendo leva sul bisogno umano di socialita e intrattenimento. le app come instagram e tiktok ci manipolano per trasformarci in forza lavo-ro ignara e non pagata. si nutrono del nostro tempo, dei nostri dati, delle nostre debolezze. quella delle piattaforme e una fortezza che pare inespugnabile, ma sulle sue mura si intravedono le prime crepe. l`insostenibilita del modello attuale ha causato un disagio che serpeggia sempre di piu tra l`utenza. abbiamo un`occasione imperdibile per rivendicare una dimensione digitale fondata sulla cooperazione invece che sulla competizione. assalto alle piattaforme analizza i meccanismi oppressivi del capi-talismo sul web e propone un percorso concreto per neutralizzarli. focalizzando lo sguardo critico sul concetto di content creation qui si tenta di svelare le trappole che si nascondono dietro il "successo" online e le dinamiche che trasformano le nostre passioni in catene. nel software libero, nel fediverso e nella relazione sociale diretta troviamo gli strumenti per cambiare tutto, da subito, senza chiedere il permesso. scopriamoli, rivendichiamo l`importanza politica del nostro corpo digitale e riprendiamoci internet.
viviamo nell`epoca del materialismo gotico. il tempo delle piattaforme e dell`ia, della guerra trasmessa in streaming, delle identita in pezzi, del lavoro che divora la vita, del confine ormai svanito tra carne e macchina, tra naturale e artificiale, tra verita e menzogna. tra vita e morte che, come nei romanzi gotici, si scambiano costantemente di posto: e il distopico ma seducente presente di chatgpt e del tecnocapitalismo. eppure e anche il mondo che mark fisher aveva previsto e raccontato vent`anni fa in questo libro profetico e inedito, ideale prequel di "realismo capitalista". un manifesto lucidissimo e visionario capace di illuminare, con decenni di anticipo, il nostro tempo oscuro. e se le macchine fossero vive? e questa la domanda che infesta come uno spettro le pagine di "materialismo gotico". a cui ne segue una ancor piu inquietante, che mette i brividi: e se fossimo noi a essere morti come le macchine? che senso avrebbe allora abitare un tempo dove tutto, la materia organica come quella inorganica, e morto? mark fisher ci trascina in un mondo che alla fine degli anni novanta sembrava soltanto un distopico futuro non troppo prossimo, immaginato da filosofi, scrittori e registi, e che e ormai invece diventato il presente nel quale tutti ci muoviamo confusi e sperduti. un mondo dove essere dotati di possibilita di azione non significa necessariamente essere vivi. il materialismo gotico delinea un orizzonte in cui la distinzione fra organico e inorganico, razionale e irrazionale, tra finzione e teoria, si e dissolta nell`aria cibernetica. universi ipermoderni, dominati dai prodotti scintillanti di un capitalismo tecnicamente sofisticato che pero ricordano cosi da vicino gli zombie e i demoni dei tempi arcaici. incubi popolati da corpi vuoti eppure capaci di agire, figure ambivalenti che fanno esplodere i confini della soggettivita: "blade runner", "terminator" e intelligenze artificiali. un`analisi filosofica, che si muove sfrenata tra deleuze e guattari, sp