"pur tra prolungate eclissi, la parola `democrazia` e sopravvissuta, nel corso di due millenni e mezzo, apparentemente uguale a se stessa. ma dietro quella facciata immobile sono transitati vari e assai diversi contenuti. fino all`attuale perdita di senso." se la storia delle parole e un indicatore dei mutamenti che accadono nella realta, cio e piu vero che mai nel caso della abusatissima e strattonata parola `democrazia`. il concetto che esprime e di per se dirompente: non a caso fu a lungo intesa come sinonimo di `rivoluzione sociale` e percio avversata. i tanti aggettivi che l`hanno accompagnata nei secoli hanno avuto e hanno come obiettivo quello di limitarne gli effetti, o invece di sottolinearli, o addirittura di farle dire il contrario di cio che essa esprime. nel corso del tempo, e - fenomeno straordinario - da un capo all`altro del pianeta, la parola `democrazia` ha creato passione tenace, allarme e, piu spesso di quanto siamo disposti ad ammettere, finta adorazione. insomma, `democrazia` non e mai un approdo stabile e conclusivo: e piuttosto una idea-forza, un obiettivo, un orizzonte. in queste pagine, una straordinaria sintesi storica e insieme una coraggiosa interpretazione.

la scuola italiana e troppo inclusiva. classi eterogenee, alunni migranti che non parlano la nostra lingua, studenti con bisogni speciali. per molti opinionisti di giornali e tv queste sarebbero le cause dei mali di un sistema scolastico malato. ma e una bugia. una bugia utile a chi vuole tagliare, semplificare, scaricare sugli insegnanti le colpe di un sistema sottofinanziato e trascurato. anna granata, una delle piu stimate pedagogiste italiane, racconta con rigore storico e urgenza civile una verita semplice e scomoda: la scuola di qualita in italia e sempre stata una scuola inclusiva. sono stati proprio i contesti piu difficili - le classi caotiche, i bambini senza famiglia, i figli degli immigrati, i ragazzi con disabilita - a spingere i migliori insegnanti verso le sperimentazioni piu avanzate: le scuole dell`infanzia di reggio children, nate tra le macerie del dopoguerra e diventate modello mondiale; il lavoro di anna maria melli ed ernesto codignola con gli orfani di guerra a firenze; il tempo pieno inventato dai maestri torinesi per i figli degli immigrati dal sud; le battaglie che hanno aperto le classi comuni ai bambini con disabilita; la televisione di alberto manzi per gli adulti analfabeti; la scuola di barbiana, dove don milani insegnava ai figli dei contadini a leggere il mondo. esperienze che hanno ispirato le grandi riforme degli anni sessanta e settanta e vivono ancora ogni giorno nelle aule di tutta la penisola. perche allora, di fronte a tante conquiste, si attacca la scuola pubblica, unico luogo di autentica integrazione, tagliandole i finanziamenti e mettendone in discussione i risultati e la stessa esistenza?

"le parole non sono innocenti: capire come `genere` si e trasformato in spauracchio globale significa capire molto di piu del mondo in cui viviamo." da termine grammaticale neutro e diventato un concetto filosofico, sociologico e politico tra i piu discussi del nostro tempo. come si e arrivati fin qui? vera gheno ripercorre la storia di questa parola - attraverso dizionari, trattati scientifici, documenti vaticani e dichiarazioni politiche - per mostrare come il suo significato si sia trasformato nel corso dei decenni, e perche oggi faccia cosi paura a molti. dall`antropologa margaret mead alla filosofa judith butler, dallo psichiatra robert stoller alle conferenze onu degli anni novanta, fino alle offensive retoriche dei movimenti anti-gender e alle politiche di trump, meloni e orban: "genere" ricostruisce con rigore e chiarezza il percorso che ha trasformato una categoria analitica in uno spauracchio globale. pagina dopo pagina, capiremo che non e del gender che dobbiamo avere paura, ma di chi usa questo termine come una minaccia.

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