LP. Dalla nebbia, direttamente nei nostri cuori, arriva Alela Diane con il suo ultimo album “Who’s Keeping Time?”. L’artista originaria di Portland ci accompagna in un viaggio stravagante attraverso melodie dalle sfumature folk e testi introspettivi che vi faranno riflettere sulle domande più profonde della vita, come ad esempio: “Perché ieri sera ho mangiato l’intera vaschetta di gelato?”. La voce ammaliante di Diane tesse un arazzo di emozioni, attirandoci come il richiamo di una sirena. Con brani come “Albatross” e “Slipped”, mette in mostra la sua capacità unica di coniugare una strumentazione delicata con testi crudi e sentiti che arrivano dritti al cuore. Ma non lasciatevi ingannare dall’aspetto sognante dell’album: c’è una vena ribelle che attraversa queste canzoni e che vi farà mettere in discussione l’autorità e ballare come se nessuno vi guardasse. “Who’s Keeping Time?” ci ricorda che a volte va bene lasciarsi andare e abbracciare il caos. Quindi prendetevi una tazza di tè, indossate il vostro cardigan vintage preferito e lasciate che Alela Diane vi accompagni con la sua musica in uno stato di beata contemplazione. Chi tiene il tempo, vi chiederete? Che importa, quando la musica è così bella. Un grazie ad Alela Diane per averci ricordato che a volte va bene perdere la cognizione del tempo e lasciarsi semplicemente trasportare dalla musica.
Era dal 2013, da About Farewell, che Alela Diane non faceva un disco nuovo. Cusp, scritto ed inciso dopo la maternità, è un disco intenso, pianistico e profondo. Alela non ha mai usato tanto il pianoforte, nè esposto la sua figura di donna e di madre in modo così presente. Un disco personale, ma anche un lavoro che scava all'interno della persona ed espone un quadro completamente diverso dell'autrice.