Dopo il popolare The Oustiders, almeno in Usa, molto ben accolto dalla critica, Eric Church vira più verso il country, abbandona certi fraseggi pop e fa un disco più interessante. Certamente più logico per uno, come lui, che mastica rock e country. Composto ed inciso nell'arco di una trentina di giorni, ispirato in parte da suo figlio, Mr Misuderstood potrebbe riavvicinare il pubblico più country oriented alla sua attuale musica.
Il nuovo album del country singer americano rivela una filigrana decisamente più rock con arrangiamenti sontuosi e una direzione artistica parallela a quella intrapresa da Sturgill Simpson, Billy Strings, Daniel Donato o Garrett T. Capps: sette canzoni nuove più una cover di Clap Hands di Tom Waits.
Nel giro di qualche anno Eric Church è diventato uno dei performers country più importanti. La ragione sta nella qualità della sua musica, che non ha nulla a che che fare con le mollezze Nashvilliane, ma è solida e diretta, talvolta sin troppo rock. Buona parte del merito va anche a Jay Joyce, produttore di vaglia, dietro alla consolle anche per il precedente The Chief, big seller ma anche disco solido e ben costruito. The Outsiders non farà che confermare questa tendenza.
In questo momento Eric Church è uno dei country singer più popolari in Usa. La sua ascesa, lenta ma continua, sempre con dischi di buona fattura che non hanno mai ceduto alle lusinghe pop, viene consacrata da questo disco dal vivo, registrato dopo un tour trionfale. Il suono è elettrico, ruggente, quasi rock e le sue canzoni più note vengono rilette con forza.