
nell`immaginaria cittadina americana di midland city si deve svolgere un festival della letteratura e delle arti ed e` qui che si incontrano kilgore trout, sconosciuto, anziano e spiantato scrittore di fantascienza e dwayne hoover, ricco rivenditore di auto pontiac usate, ossessionato dai romanzi dell`altro. dwayne impazzisce per la lettura di un libro che lo porta a credere di essere l`unica creatura dotata di libero arbitrio in un mondo di robot. la storia si svolge nell`attesa dell`incontro tra i due, e li segue nelle vicende che li porteranno a ritrovarsi nel bar dell`holiday inn di midland city. intorno a loro si muovono una nutrita schiera di bizzarri uomini e donne della provincia americana la cui triste esistenza viene raccontata con crudo realismo, dando vita a una feroce satira che prende di mira l`intero "sistema" a stelle e strisce.

si puo` essere persone femministe e cattoliche nello stesso tempo? michela murgia, cattolica, pensa di si. e questo audace pamphlet, colto e popolare, sfida il senso comune, e con lucidita` e ironia ci spiega perche`. . come fai a tenere insieme la tua fede cattolica e il tuo femminismo? e una domanda che michela murgia si sente rivolgere di continuo. e la stessa che si pongono le persone credenti lgbtiaq+ e che si pone chiunque debba fare compromessi tra la propria coscienza e i precetti dottrinari, per esempio in merito ad aborto, eutanasia, fecondazione assistita. per rispondere e` necessario capire quali aspetti della vita e della fede siano davvero in contraddizione, e soprattutto se certi insegnamenti non siano semplicemente un`eredita` storica da ridiscutere ogni giorno alla luce del vangelo e della propria intelligenza. d`altronde, lo stesso dio dei cristiani e` contraddittorio: e` divino ma anche umano, e` uno ma anche trino, e` onnipotente ma e` morto in croce. partendo dalla rilettura del "credo" e attingendo alla propria esperienza personale - la se` bambina piena di dubbi, ma anche la nonna, la madre, la zia, le donne con le quali ha incontrato la fede - michela murgia fornisce gli strumenti per affrontare alcune di queste antinomie, e mostra come la pratica della soglia, che rigetta l`appartenenza a un unico recinto, cioe` la queerness, sia una pratica cristologica. accettarla come tale significa riconoscere che

elena non e` mai stata a troia. non e` lei che i vecchi della citta` hanno contemplato sulle mura. non e` lei che telemaco ha ammirato nel suo palazzo di sparta. la dea era a paride non diede che un fantasma, un`immagine fatta con l`aria del cielo, che pure respirava: copia identica, doppio preciso, di elena. l`elena di carne e d`ossa, invece, la prese ermes e la porto` in egitto, nella casa del casto proteo, perche` il letto di menelao non venisse violato. il primo scontro tra occidente e oriente, la guerra di troia, fu combattuta soltanto per un`illusione. zeus voleva semplicemente alleviare la madre terra dell`eccessiva massa di esseri umani che l`appesantiva e dare fama al piu` forte degli eroi, achille. questo e` il nucleo fantastico dell`"elena" di euripide, al quale si aggiunge tutta una serie di motivi non proprio secondari: perche` nel suo lungo nostos da troia verso sparta, menelao, che con se` conduce il riconquistato, approda in egitto e si trova davanti a un`, una , la elena, che subito lo riconosce e pronuncia parole sublimi: . urge organizzarne la fuga dall`egitto, inventando una scusa per beffare il re teoclimeno - che desidera farla sua sposa - con l`aiuto della sorella di lui teonoe () e il favore degli de`i. ma il coro, in un brano dall`intenso lirismo e dalla notevole profondita` filosofico-teologica, si domanda: . l`"elena" non prospetta alcuna certezza. barbara castiglioni, che nell`introduzione offre una bella ricostruzione dei modelli antichi di elena ed elabora un eccellente commento, riassume cosi`:

in spettrali campi di battaglia e tetre fortezze in rovina, fra citta` tramutate in cimiteri e terre ridotte a ossari, la guerra dei cinque re volge al termine. la casa lannister e i suoi alleati appaiono vincitori. eppure, nei sette regni, qualcosa si agita. mentre corvi in forma umana si raccolgono per un festino di ceneri, nuovi complotti vengono orditi e nuove alleanze prendono forma. in questa apparentemente consolidata "pace del re" forze inattese sono pronte a sferrare attacchi cruenti. guidati dal famigerato occhio di corvo, gli uomini di ferro, eredi di un culto guerriero dimenticato da secoli, si sono lanciati all`invasione del sud-ovest del reame, costringendo la regina cersei e il trono di spade ad affrontare un`inedita prova di forza. e dalle brume di una memoria lasciata a lungo sepolta, una sinistra profezia potrebbe minacciare la regina. non sembra esistere una fine al banchetto dei corvi. e, forse, l`ora del destino sta per scoccare per le prede piu` inattaccabili.

"non ho mai pubblicato in forma di libro niente che fosse strettamente personale, quella e` una materia di cui finora mi sono servito per i romanzi e i racconti, ma ho scritto questi articoli intensamente personali solo quando ho avvertito l`impeto giungere dal profondo; ecco perche` mi sento con la coscienza piu` pulita nel caso della scrittura non romanzesca". e all`insegna di questa autenticita` che fitzgerald propose al suo editore il progetto di una raccolta di scritti personali. l`intento era riprendere il controllo della sua immagine pubblica, che nei primi anni trenta si andava offuscando tra i fumi dell`alcol. fitzgerald voleva un`occasione per mostrarsi sotto una luce nuova, quale artista consapevole e maturo, e superare l`immagine del cantore elegiaco dell`eta` del jazz e del fallimento. ma il progetto non ando` mai in porto e solo oggi viene finalmente alla luce. queste pagine intime di fitzgerald ci accompagnano in un viaggio dalla sua giovinezza alla maturita`, secondo un itinerario che egli stesso aveva scelto per svelare ai lettori la sua "vera natura". ecco perche`, letti nel loro insieme sono quanto di piu` vicino a una sua autobiografia si possa leggere oggi, compresa qualche tappa ironica come quella intitolata una breve autobiografia, che altro non e` se non un calendario delle piu` leggendarie bevute. una lettura imperdibile per gli abituali "bevitori" delle sue pagine.

"l`arte della gioia" e` un libro postumo: giaceva da vent`anni abbandonato in una cassapanca e, dopo essere stato rifiutato da molti editori, venne stampato in pochi esemplari da stampa alternativa nel 1998. ma soltanto quando usci` in francia ricevette il giusto riconoscimento. nel romanzo tutto ruota intorno alla figura di modesta: una donna vitale e scomoda, potentemente immorale secondo la morale comune. una donna siciliana in cui si fondono carnalita` e intelletto. modesta nasce in una casa povera ma fin dall`inizio e` consapevole di essere destinata a una vita che va oltre i confini del suo villaggio. ancora ragazzina e` mandata in un convento e successivamente in una casa di nobili dove, grazie al suo talento e alla sua intelligenza, riesce a convertirsi in aristocratica attraverso un matrimonio di convenienza. tutto cio` senza smettere di sedurre uomini e donne di ogni tipo. amica generosa, madre affettuosa, amante sensuale: modesta e` una donna capace di scombinare ogni regola del gioco pur di godere del vero piacere, sfidando la cultura patriarcale, fascista, mafiosa e oppressiva in cui vive. "l`arte della gioia" e` l`opera scandalo di una scrittrice. e un`autobiografia immaginaria. e un romanzo d`avventura. e un romanzo di formazione. ed e` anche un romanzo erotico, e politico, e psicologico. insomma, e` un romanzo indefinibile, che conquista e sconvolge.

a 45 anni, nel pieno della sua maturita` artistica e professionale, charles dickens e` profondamente insoddisfatto: della famiglia, del lavoro, della propria immagine. nasce cosi`, contro il parere di tutti, il progetto di reinventarsi come "lettore" delle proprie opere e di portare in scena, in stupefacenti one man sbows, alcune pieces tratte dalla sua produzione narrativa: i readings appunto, o copioni, che qui presentiamo nella prima traduzione italiana. fu un successo travolgente. per poco piu` di dieci anni, prima in tutto il regno unito e poi negli stati uniti, dickens compie tourne`es entusiasmanti, che riempiono le sale di migliaia di spettatori ipnotizzati davanti ai quali egli "recita" il mondo variegato e ricchissimo della sua narrativa, riportando in vita - condensati, riadattati e reinterpretati - i momenti, le scene e i personaggi piu` amati, da lui e dal suo pubblico. da grande attore qual era, trasporta nella voce tutta la ticchezza inesauribile del proprio linguaggio, dalle sfrenatezze del comico alle melodrammatiche intensita` del patetico, alle oscure pulsioni del tragico, in spettacoli di indimenticabile intensita` emotiva di cui rimangono attonite e appassionate testimonianze. niente, naturalmente, potra` restituire l`incanto di quei momenti; ma questi "copioni", che conservano tutte le tracce del parlato e del processo di drammatizzazione, mostrano intatto l`affascinante percorso di un autore maturo che ritorna su se stesso accogliendo e negando...

quando eragon trova una liscia pietra blu nella foresta, e` convinto che gli sia toccata una grande fortuna: potra` venderla e nutrire la sua famiglia per tutto l`inverno. ma la pietra in realta` e` un uovo. quando si schiude rivelando il suo straordinario contenuto, un cucciolo di drago, eragon scopre che gli e` toccato in sorte un`eredita` antica come l`impero. forte di una spada magica e dei consigli di un vecchio cantastorie, dovra` cavarsela in un universo denso di magia, mistero e insidie, imparare a distinguere l`amico dal nemico, dimostrare di essere il degno erede dei cavalieri dei draghi.

(gustaw herling). sam dent e` una cittadina di seconde case, sulle montagne dello stato di new york, che si anima solo durante le vacanze. tutte le mattine, da vent`anni, dolores passa a prendere i ragazzi con il suo vecchio scuolabus. ma un giorno di gelo e di neve l`automezzo precipita in una scarpata. muoiono quattordici ragazzi, lei si salva. il romanzo racconta la storia corale di questa sorta di day after: c`e` chi cerca di rimuovere l`accaduto, chi cambia citta`, chi si perde nella droga, chi trova un rifugio nella fede. finche` una ragazzina di quattordici anni svelera` un terribile segreto che rompera` un equilibrio fatto di ipocrisia e silenzi. russell banks presta la voce ai protagonisti e alle comparse della vicenda sino a entrare dentro il dramma personale e collettivo di una societa` che, come ha detto lo stesso autore in un`intervista, .

il volume ripercorre in otto sezioni l`intera produzione hrabaliana offrendo al lettore non solo le opere narrative piu` note, ma anche un consistente numero di inediti, un`interessante proposta di scritti sperimentali e giovanili, due poemetti ("la bella poldi" e "adagio lamentoso", posti rispettivamente ad apertura e chiusura dell`antologia) e una ricca sezione di interviste. i testi sono corredati da note ad opera di annalisa cosentino, docente di letteratura ceca all`universita` di udine, utili per orientarsi nella vasta produzione dell`autore e seguirne le complesse vicende editoriali, spesso condizionate dalla censura. saggio introduttivo di jiri pelan.

le sette "satire", scritte dal 1517 al 1525 a parenti e amici nel corso della seconda stesura dell`"orlando furioso", col loro pacato andamento dialogico mostrano un ariosto confidenziale e autoanalitico. che si tratti di rivolgersi agli amici lontani in ungheria, di ripercorrere i suoi guai passati come segretario sottovalutato del cardinale ippolito d`este, di apprezzare il margine di autonomia che il nuovo lavoro gli consente, o ancora di chiedere consigli a pietro bembo per trovare un adeguato precettore per il figlio o infine di riflettere su vantaggi e svantaggi del prendere moglie, ariosto sa trovare spunti di arguzia. e con lui la satira smette di essere predica e invettiva per assumere un andamento affabile, privo di enfasi.
restano famose le pagine che auerbach dedico` a gregorio di tours in mimesis, facendone il prosatore esemplare di un`epoca che aveva nel realismo immediato, cioe` senza forti mediazioni intellettuali, la sua caratteristica stilistica. poche idee astratte, nessuna strutturazione sintattica del mondo, ma in compenso immagini vive e tangibili, di grande forza espressiva. tutto questo auerbach lo diceva a proposito della storia dei franchi. ma gregorio di tours, oltre che storico, fu un fecondissimo agiografo. i suoi otto libri di "miracoli" rappresentano una delle testimonianze piu` importanti per lo studio di quello che viene considerato l`aspetto distintivo della religiosita` del periodo post-romano: il culto dei santi e delle loro reliquie. dei quattro libri dedicati a san martino, patrono della citta` di tours di cui gregorio fu vescovo metropolitano, viene qui proposta la prima traduzione italiana accompagnata da un ampio commento. il racconto dei miracoli di martino si snoda in una narrazione realistico-simbolica che possiede molteplici motivi di interesse: in primis quello propriamente religioso, per il significato quasi liturgico delle ripetute sequenze miracolistiche, e per il carattere a un tempo fisico e spirituale proprio del santo presente ancora in questo mondo attraverso le sue reliquie; poi quello culturale, per il rapporto con la medicina popolare e con la tradizione medica greco-romana, ma anche per il significato attribuito alla malattia del corpo interpretata come segno dell`unica vera malattia: quella dell`anima; infine quello pastorale e politico, sia per quanto riguarda le modalita` e i contenuti della predicazione svolta da gregorio, sia per la connessione di quest`ultima con una visione interamente confessionale della societa` umana che il vescovo di tours condivise con gontrano, il sovrano della dinastia merovingia a cui fu maggiormente legato. si tratta di motivi tra loro interconnessi, difficilmente scindibili l`uno dall`altro, rintracciabil

"quel sorprendente paese che e il gulag, frantumato dalla geografia in arcipelago, ma unificato dalla psicologia in continente, e un paese quasi invisibile, quasi impalpabile, abitato dal popolo degli zek". dal circolo polare artico alle steppe del caspio, dalla moldavia alle miniere d`oro della kolyma in siberia, le "isole" del gulag - l`organismo che gestiva i campi d`internamento nell`unione sovietica - formavano un invisibile arcipelago, popolato da milioni di cittadini sovietici. nei gulag e vissuta o ha trovato fine o si e formata un`"altra" russia, quella di cui non parlavano le versioni ufficiali, e di cui solzenicyn, per primo, ha cominciato a scrivere la storia. in un fitto intreccio di esperienze dirette, di apporti memorialistici, di minuziose ricostruzioni dove non un solo nome o luogo o episodio e fittizio, "arcipelago gulag" racchiude una tragica cronaca di quella che e stata la vita del popolo sovietico "del sottosuolo" dal 1918 al 1956. una straordinaria opera corale che ha visto la luce per la prima volta a parigi nel 1973. questa edizione recepisce sia le importanti aggiunte e integrazioni apportate al testo dallo stesso solzenicyn nel 1980, sia i successivi interventi, volti a esplicitare nomi e luoghi, effettuati nell`edizione curata da sua moglie nel 2006.

in un freddo e nebbioso venerdi` di ottobre, francesco petrarca si sveglia afflitto da dolori allo stomaco. il cantore di laura e` intento a scrivere una canzone destinata a confluire nel libro delle rime. tuttavia, la composizione si trasforma ben presto nella personale e tormentata via crucis di un uomo ormai invecchiato e logorato dalle perdite della sua vita. la morte del figlio giovanni e del nipotino francesco, portati via dalla peste (come prima la stessa laura), e poi la fuga del giovane copista giovanni malpaghini lo lasciano sempre piu` solo nella casa di padova, con l`unica compagnia della serva francescona. cosi`, a mano a mano che i versi prendono forma, petrarca si rivela una persona inquieta e contraddittoria, che ha perdutola fede fino ad essere incapace di credere alla sopravvivenza dell`anima. con una narrazione malinconica e a tratti impietosa, marco santagata trasforma in romanzo la fantasia di una giornata di petrarca, di cui restituisce un ritratto profondamente umano.

quando, il 10 agosto 1914, le campane suonano a martello annunciando la mobilitazione, nemmeno il mite, smarrito anthime riesce a sottrarsi all`esultanza generale, alle discussioni febbrili, alle risate senza fine sovrastate da inni e fanfare. e poi - lo dice anche charles con la consueta sicumera - e` questione di quindici giorni al piu`, sara` una guerra lampo. un ultimo, antinomico sguardo d`addio alla deliziosa bianche - la giovane che ama ma che charles ha ovviamente conquistato per primo - e, insieme a lui e agli inseparabili padioleau, bossis e arcenel, eccolo partire da nantes alla volta dell`ignoto. ignoto che rimarra` tale per tutti i cinquecento giorni che passera` al fronte, perche` per anthime la guerra non puo` che essere un evento tenebroso e indecifrabile: anche quando si lancia curvo e goffo contro il nemico, preceduto dalla lama della baionetta che fora l`aria gelida, anche quando apprende della morte di charles, abbattuto insieme al farman f 37 sul quale compiva un volo di ricognizione, anche quando vede bossis inchiodato a un puntello di galleria, anche quando si vomita addosso di paura e di disgusto - anche quando una scheggia di granata, simile a una levigata ascia neolitica, punta su di lui come per regolare una questione personale. d`ora innanzi, la sua vita minuscola sara` diversa - inaspettatamente, sorprendentemente diversa.

irma, studentessa universitaria fuori sede, torna a cividale, paese nativo vicino al confine con la slovenia, per il funerale del migliore amico, alfredo. pronta a ripartire il giorno seguente, e` trattenuta da una serie di morti che coinvolgono il padre, una cara amica e il poeta straccione e pazzo con cui instaura un legame filiale. il poeta pare sapere sempre la verita`. sullo sfondo di un ponte, chiamato del diavolo, irma sembra prigioniera di un incantesimo della citta` che le impedisce di andarsene.

"imperium" - raccontata dal fedele tirone, il segretario particolare sempre al suo fianco, inizia la parabola di cicerone, geniale e ambizioso protagonista della storia di roma fin da quando, a soli ventisette anni, sceglie di lanciarsi nell`infido e violento mondo della politica, deciso a raggiungere con ogni mezzo il potere. "conspirata" - mancano due giorni all`investitura di cicerone a console di roma quando viene trovato il corpo di un ragazzo orrendamente mutilato. poche ore dopo cicerone e` chiamato a difendere un senatore accusato di tradimento. in una citta` che sta per conquistare un immenso impero, alleanze e tradimenti, crudelta` e sotterfugi sono all`ordine del giorno. "dictator" - giulio cesare ha il comando e cicerone, esiliato e solo, e` un uomo distrutto. ma quando tutto sembra perduto, il senatore decide coraggiosamente di far ritorno a roma...

un ometto di bassa statura ma con un`alta considerazione di se` e` un salapuzio (chi ci ricorda?); una pioggia obliqua, inclinata dal vento, si chiama ventipiovolo; chi parla molto e conclude poco e` un farabolone; la sindrome da stress postmoderno puo` essere stemperata in un lirico affralimento... sara` capitato anche a voi di subire la burbanza di un rodomonte, ma cosa significa precisamente? e come sono nate queste espressioni? questo libro recupera parole in via di estinzione e ne presenta storia, significato e potenzialita` espressive. attraverso una ricerca trasversale su testi e vocabolari di epoche diverse, ci offre un metodo infallibile per non passare inosservati in societa`, e un poderoso antidoto alla lingua di plastica che troppo spesso ci condanniamo a usare.

. "tasmania" e` un romanzo sul futuro. il futuro che temiamo e desideriamo, quello che non avremo, che possiamo cambiare, che stiamo costruendo. la paura e la sorpresa di perdere il controllo sono il sentimento del nostro tempo, e la voce calda di paolo giordano sa raccontarlo come nessun`altra. ci ritroviamo tutti in questo romanzo sensibilissimo, vivo, contemporaneo. perche` ognuno cerca la sua tasmania: un luogo in cui, semplicemente, sia possibile salvarsi. ci sono momenti in cui tutto cambia. succede una cosa, scatta un clic, e il fiume in cui siamo immersi da sempre prende a scorrere in un`altra direzione. la chiamiamo crisi. il protagonista di questo romanzo e` un giovane uomo attento e vibratile, pensava che la scienza gli avrebbe fornito tutte le risposte ma si ritrova davanti un muro di domande. con lui ci sono lorenza che sa aspettare, novelli che studia la forma delle nuvole, karol che ha trovato dio dove non lo stava cercando, curzia che smania, giulio che non sa come parlare a suo figlio. la crisi di cui racconta questo romanzo non e` solo quella di una coppia, forse e` quella di una generazione, sicuramente la crisi del mondo che conosciamo - e del nostro pianeta. la magia di "tasmania", la forza con cui ci chiama a ogni pagina, e` la rifrazione naturale fra cio` che accade fuori e dentro di noi. cosi` persino il fantasma della bomba atomica, che il protagonista studia e ricostruisce, diventa un esorcismo: l`apocalisse e` in questo nostro dibattersi, e nei movimenti incontrollabili del cuore. raccogliendo il testimone dei grandi scrittori scienziati del novecento italiano, paolo giordano si spinge nei territori piu` interessanti del romanzo europeo di questi anni, per approdare con felicita` e

max e` solo. dopo la morte del suo amico kevin, che era diventato il suo cervello e il suo compagno inseparabile ma poi stroncato da una malattia progressiva e incurabile, non ha piu` nessuno che creda in lui, a parte il nonno e la nonna, sempre piu` anziani. grande e grosso, un po` lento nei gesti, max e` oggetto di continue beffe da parte dei compagni. diventa amico di una ragazzina soprannominata topo perche` legge tantissimo (un topo di biblioteca). topo e sua madre sono maltrattate dal patrigno, un falso pastore evangelista, ma la colpa dei maltrattamenti ricade su max. lui e topo fuggono insieme decisi a ritrovare il vero padre della ragazzina. eta` di lettura: da 10 anni.

dopo la morte di re renly baratheon gli avversari che si contendono il trono di spade sono ridotti a quattro; il gioco di alleanze, inganni e tradimenti si fa sempre piu` spietato, sempre piu` labirintico, e l`ambizione dei contendenti non ha limite. sui quattro re e sui paesaggi gia` devastati dalla guerra incombe la piu` terribile delle minacce: dall`estremo nord un`immane orda di barbari e giganti, mammut e metamorfi sta lentamente scendendo verso i sette regni. e con il "popolo libero" dei bruti, un pericolo ancora piu` spaventoso si avvicina: gli estranei, guerrieri soprannaturali che non temono la morte. perche` l`hanno gia` conosciuta... gli indeboliti, dilaniati guardiani della notte sanno che i loro giorni potrebbero essere contati. spettera` a jon snow, il bastardo di grande inverno, ergersi per una disperata, eroica, ultima difesa. forse, la guerra per il potere supremo e` ancora tutta da giocare.

questo rappresenta la prima edizione integralmente tradotta dal latino, annotata e con apparati filologici, di un`ampia selezione dell`innografia cristiana d`occidente costituitasi a partire dal iv secolo e proseguita poi in eta` moderna fino ai nostri giorni. si tratta dei testi entrati nella liturgia horarum iuxta ritum romanum, cioe` nel corpus approvato e utilizzato nella liturgia delle ore dalla chiesa cattolica di rito romano. a parte ilario di poitiers, della cui produzione sono stati tramandati solo sparuti inni frammentari, il piu` antico innografo e` sant`ambrogio, vescovo di milano, operante negli ultimi decenni del iv secolo. i suoi testi poetici e quelli dei primi secoli dell`innografia cristiana sono preghiere in metrica latina, ma con caratteristiche gia` volte a ritmi di indole piu` popolare. gli inni cristiani d`occidente coniugano forme della poesia latina classica con i temi e i contenuti piu` cari al cristianesimo. per questa mescolanza di sacro e profano non hanno avuto vita facile in alcuni periodi, soprattutto nell`alto medioevo, avversati talvolta dagli ordini monastici piu` rigidi e anche dalle autorita` ecclesiastiche, che in certe fasi storiche ritenevano solo la parola di dio, dunque solo antico e nuovo testamento insieme, degna di essere pronunciata o cantata nella liturgia. cio` nonostante, la tradizione innografica si e` via via consolidata, anche per la sua grande forza di coinvolgimento dei fedeli. ed e` interessante vedere come gli inni cambino il loro aspetto letterario nel corso dei secoli. per esempio nel rinascimento, a parte il ricorso a forme metriche piu` eleganti e ricercate, entrano in gioco addirittura personaggi della mitologia classica accanto alle figure della religione cristiana. dunque la stratificazione del corpus innografico e` arrivata a contenere tutti gli aspetti della spiritualita` e della devozione cristiane assunti nel trascorrere dei secoli, nelle forme che la sensibilita` culturale dei vari perio

a vent`anni dall`uscita del volume di roberto corbella "le fortificazioni della linea cadorna tra lago maggiore e ceresio", il primo ad avere affrontato l`argomento in modo organico, questo volume, con il contributo storico del gen. ambrogio viviani, presenta una visione d`insieme del progetto strategico che stava alla base della linea difensiva destinata a bloccare il tentativo austriaco di conquistare milano e la lombardia distruggendo la capacita` combattiva dell`esercito italiano. e sufficiente considerare l`enorme estensione di questo tracciato e la varieta` e l`imponenza delle opere realizzate, in gran parte nelle viscere delle montagne, per capire che, pur non essendo mai diventata effettivo teatro di guerra, la linea cadorna fini` per avere un forte potere dissuasivo nei confronti dei progetti d`invasione piu` volte discussi dallo stato maggiore austriaco.

ideale continuazione di "delitto e castigo", di cui approfondisce in senso sociale e politico l`indagine etico-religiosa sul tema della liberta`, "i demoni" costituisce - senza tuttavia rinunciare alle ragioni dell`arte - l`opera piu` polemica di dostoevskij. la filosofia del "tutto e` permesso" di rasko`l`nikov diviene qui la teoria rivoluzionaria secondo cui l`azione politica e` al di sopra del bene e del male. attraverso i protagonisti del romanzo, dostoevskij accoglie l`intera tempesta di dubbi, negazioni, critiche che investe l`uomo moderno. ma sa anche di possedere i valori per uscire dalla crisi. tutta la sua opera e` infatti un drammatico dialogo tra negativita` e positivita`. un dialogo che e` l`essenza dell`uomo.

per la prima volta in italia viene qui riunita una cospicua scelta di testi in poesia e in prosa di octavio paz, intellettuale e diplomatico messicano insignito del premio nobel per la letteratura nel 1990. un`opera stratificata e multiforme, che abbraccia la complessita del mondo, richiamandosi al valore della tradizione con spirito innovativo. la sua vasta produzione poetica e compendiata dall`autoantologia el fuego de cada dia, di cui si legge la versione integrale, seguita da poemas 1989-1996 e da una scelta di traduzioni o rifacimenti di testi poetici indiani, cinesi e giapponesi tratti da versiones y diversiones. varia e articolata e altresi la proposta di scritti in prosa: dal celebre el laberinto de la soledad a el mono gramatico - in realta una prosa poetica, o forse, per meglio dire, un ponte che tiene unite la riflessione in versi e quella saggistica -, oltre a un`ampia messe di saggi che testimoniano la sperimentazione continua del pensiero poetante dell`autore. il progetto editoriale si deve a ernesto franco, che ha tradotto l`insieme dei testi poetici; nuove le traduzioni di gran parte degli scritti in prosa firmate da ilide carmignani e glauco felici. il saggio introduttivo e la cronologia sono di massimo rizzante, mentre l`apparato di commento e a cura di federica rocco e rocio luque.

nel 1861 l`italia e una nazione appena nata e l`america promette un futuro infinito. dante niccolai, giovane carrettiere toscano rimasto orfano, lascia la propria casa per accompagnare la famiglia ferrini al porto di genova e decide di imbarcarsi con loro per il nuovo mondo, inseguendo il miraggio di una vita migliore. tra lui e adele ferrini nasce un rapporto epistolare fatto di promesse e attese, ma l`immensita del continente li divide: dante vaga per anni nel cuore dell`america, mentre adele trova fra i cheyenne una nuova identita. le loro vicende si legano alla storia e alle peripezie di carlo di rudio, rivoluzionario mazziniano scampato alla ghigliottina e ai lavori forzati, che sceglie il west come ultima trincea. e mentre l`offensiva dei bianchi culmina nella leggendaria battaglia di little bighorn, simbolo della resistenza indiana, un intreccio di colpe, tradimenti e violenza - che porta il nome del feroce iron jack - unisce i destini di dante, adele e carlo. la fine della frontiera e un romanzo storico e d`avventura, dove le esistenze erranti dei protagonisti si stagliano sul tramonto del mito del west. con la voce limpida di chi racconta storie davanti a un fuoco, daniele pasquini ci ricorda che la vita e una grande battaglia persa, ma quando il cuore corre come un cavallo al galoppo possiamo solo montare in sella e partire.

autrici celebri come matilde serao e il premio nobel grazia deledda, autrici da riscoprire come carolina invernizio o da non sottovalutare come la "scandalosa" contessa lara. donne rimaste nell`ombra per decenni, di cui la critica ha iniziato a interessarsi solo all`epoca dei movimenti femministi degli anni sessanta. oggi piu` che mai i tempi sono maturi per riascoltare le voci piu` interessanti della nostra letteratura al femminile, che tra gli inizi dell`ottocento e i primi decenni del novecento e` stata particolarmente fertile. accostando scrittrici affermate ad altre meno note come la marchesa colombi, annie vivami e mura, guido davico bonino ci accompagna con competenza e trasporto in un`esplorazione affascinante. e arricchisce la sua selezione con un`originale appendice: una raccolta di fiabe e racconti scritti per le fanciulle dell`epoca, ma ancora capaci di parlare alle bambine di ogni eta`.

diario intimo e privato, lucido strumento di introspezione e analisi, incisivo breviario filosofico, raccolta di aforismi e massime morali, libro della propria memoria. non esiste una definizione che possa racchiudere la complessita` di quest`opera unica nel suo genere, che l`imperatore marco aurelio (121-180 d.c.) scrisse ormai in tarda eta`, consegnandoci l`immagine piu` sincera della sua esperienza interiore, illuminata da una straordinaria intensita` religiosa e morale.

le prime tre raccolte, pubblicate nel 1922, comprendono novelle risalenti agli anni tra il 1894 e il 1920: la spietata radiografia di un`umanita` dominata dal demone del caso, che si aggira sul ristretto, soffocante palcoscenico della realta`.

una singolare caratteristica degli ormai numerosissimi studi sulle origini e le cause della grande guerra e` quella di trattare gli avvenimenti in modo settoriale. si e finito col trascurare quella visione d`insieme che serve a spiegare perche`, nonostante facessero parte entrambe della triplice alleanza, italia ed austria-ungheria abbiano continuato a militarizzare in reciproca opposizione i rispettivi confini. e soprattutto perche`, dopo mesi di sofferta neutralita`, l`italia abbia scelto di combattere assieme alle nazioni dell`intesa. in realta`, come dimostra questo documentato lavoro di leonardo malatesta, il nemico e` stato sempre quello, ovvero sin dal 1861 si snoda un coerente e mai interrotto fil rouge che, al di la delle cortine fumogene innalzate dalla politica, ha avuto al centro unicamente la pianificazione bellica verso la frontiera con l`austria ungheria e la svizzera.


michel tournier, grande visitatore di testi classici, rilegge il racconto della nativita` per narrarci le immaginose biografie dei re orientali che vanno a betlemme seguendo la misteriosa stella. "ognuno di loro possiede un segreto e un`andatura", ognuno insegue un suo sogno-desiderio: gaspare, re nero di meroa, e` stato abbagliato dalla pelle candida di una schiava traditrice; baldassarre, re di nippur, e` un infaticabile cacciatore d`oggetti di rara bellezza; melchiorre, principe di palmirena, e` il re-mendicante di un paese insanguinato da lotte intestine. ma nel racconto di tournier c`e` un quarto ipotetico re: sempre in ritardo, alla ricerca del divino pasticciere... tra tutti gli invitati alla corte dell`intrigante e crudele erode, sara` forse lui, il giovane e goloso taor, ad avvicinarsi maggiormente al messaggio evangelico.

scendendo a capofitto per i rami delle generazioni, clelia riesce a trovare il suo posto sull`asse del tempo: ha una data d`inizio, il 1914, e persino una capostipite, la nonna franca, giunta dalla russia a napoli. innamorata della vita, ricca di passione e di ideali, clelia cresce con i piedi piantati nella provincia e lo sguardo rivolto alla citta`. quando clelia incontra gianni non ha dubbi su cosa fare: insieme trovano quarantadue metri quadri in cui sostenersi "l`un l`altra come due carte da gioco poggiate in piedi". per mantenersi lavora come maschera in un teatro, e proprio in teatro fara` presto carriera. appagata dal successo, clelia sembra non accorgersi di scegliere sistematicamente il "male minore". il nuovo romanzo di valeria parrella ha l`energia e il coraggio delle storie necessarie. la storia di clelia procede di pari passo con quella dell`italia, e ci restituisce il ritratto di un paese che ha progressivamente rinunciato al pubblico per il privato, all`etica per il guadagno, ma che con ostinazione ciascuno di noi continua ad amare "come si amano solo le cose che vengono prima di noi e dopo di noi resteranno". senza dismettere la voce intima e sensuale che le e` propria, valeria parrella narra la perdita di contatto tra cio` in cui si crede e il modo in cui si agisce, fino alla consapevolezza che "le cose non si compiono all`improvviso, ma all`improvviso le vedi nel loro intero".

"se questo libro e`, oltre che una biografia critica densa di illuminazioni, un vero e proprio racconto, il `romanzo` della vita della mansfield, lo si deve a un dono raro, che citati - sono parole di mario praz - possiede al pari della scrittrice: `... egli aspira, assorbe il contenuto, l`essenza di un personaggio, lo condensa, l`amplifica, e lo ripresenta con un effetto sonoro che fa pensare al `bolero` di ravel: ora e` goethe, ora e` cosroe, e ora la mansfield. shelley scrisse `la sensitiva` con sfoggio di spettacoli del giardino nelle varie stagioni che accompagna l`esistenza della dama eletta. citati ha circonfuso la sua vita della mansfield con le esalazioni di un incensiere carico di tutti i profumi della poesia`".

marcello ha sedici anni ed e` un ragazzo normale, con una famiglia normale e degli amici normali. ma anche a sedici anni una vita normale puo` cambiare di colpo. perche` a sedici anni si possono avere dei segreti e all`improvviso ci si puo` scoprire grandi. e si possono vivere grandi dolori. e grandi amori. marcello e` solo un adolescente, ma ha amato molto una donna - la madre di un amico - il sapore dei suoi baci, il profumo della sua pelle. eppure sceglie di fuggire per preservare quell`amore appassionato ma impossibile. un convento diventera` il suo rifugio, dove vivere, lontano dal mondo, la gioia dei suoi ricordi. il passato pero` non gli basta e la malinconia di una vita isolata e` troppo difficile da sopportare. marcello ha bisogno del calore degli altri e uno dei monaci piu` anziani - un rifugiato come lui - gli offre l`opportunita` di provare un`amicizia destinata a durare per sempre. con una postfazione dell`autore.

queste tre raccolte, pubblicate tra il 1922 e il 1923, comprendono novelle risalenti agli anni tra il 1899 e il 1922: vicende di solitudine spesso incentrate su personaggi beffati dalla vita in muta ribellione verso la societa` che li stritola.

pubblicati tra il 1985 e il 1987, i tre romanzi che compongono questa "trilogia" sono raffinate detective stories in cui le strade di new york fanno da cornice e palcoscenico a una profonda inquietudine esistenziale. "citta` di vetro" e` la storia di uno scrittore di gialli che "accetta" l`errore del caso e fingendosi un`altra persona cerca di risolvere un mistero. "fantasmi" narra la vicenda di un detective privato che viene assoldato per tenere sotto controllo una persona, ma a poco a poco i due ruoli si scambiano e colui che doveva spiare diventa colui che viene spiato. "la stanza chiusa" racconta di uno scrittore che abbandona la vita pubblica e cerca di distruggere le copie della sua ultima opera.

la "vittoria" del leone dei lannister ha lasciato un`interminabile scia di sangue: sepolto l`infame lord tywin, assassinato dal proprio figlio nano, finita in catene la regina cersei, seduto il piccolo re tommen su un trono di lame pronte a ucciderlo, il destino dell`intero continente occidentale e` di nuovo in bilico. sulla remota barriera il temerario jon snow e` costretto a consolidare a fil di spada il suo rango di lord comandante dei guardiani della notte mentre, al di la` del mare stretto, daenerys targaryen, l`intrepida regina dei draghi, continua a difendere il proprio dominio contro orde di nemici antichi e nuovi. in fuga verso le citta` libere, il parricida tyrion lannister potrebbe essere la chiave di volta della restaurazione della mai realmente estinta dinastia del drago. tutto questo pero` potrebbe rivelarsi disperatamente inutile. perche` ora, veramente... l`inverno sta arrivando.

un progetto militare segreto nella cina della rivoluzione culturale. un messaggio inviato nello spazio. un mondo alieno destinato a sprofondare nel caos. forse l`inizio di una nuova era della storia umana.

sulla vita del beato angelico, al secolo guido trosini, poi divenuto fra` giovanni, sono rimasti molti dubbi e misteri, dalla data di nascita alla cronologia delle sue opere, alla profondita` delle sue amicizie. sul suo lavoro di pittore non si trovano riscontri precisi nei documenti dei monasteri domenicani nei quali visse e gia` questo e` assai insolito. persino nel monastero di san marco a firenze, da lui mirabilmente dipinto, il priore frate antonino pierozzi non scrisse alcunche` di lui. luisa angela amati ci narra la vicenda umana dell`artista superando l`incertezza storica con la creazione di un contesto assai veritiero. l`arte di guido, divenuto poi il beato angelico, celebro` mirabilmente il messaggio cristiano; rimase fedele alla cultura domenicana e cateriniana ma fu soprattutto arte nuova che dialoga con la vita concreta della sua citta`, firenze.

le opere in greco di euclide sono il fondamento della geometria occidentale, e pertanto l`elaborazione dei teoremi matematici qui proposta sta anche alla base dell`impresa scientifica dell`europa. questo corpus di colossale importanza nacque nell`ambiente filosofico dell`accademia platonica, grazie a quei pensatori come teeteto che, accogliendo e rilanciando le istanze del pitagorismo antico, avevano posto l`aritmetica e la geometria al centro della conoscenza. gli "elementi", in particolare, costituirono il manuale di matematica dell`antichita` classica e del medioevo.

"con questo libro sconvolgente, scritto con eleganza e delicatezza, e anche sfacciatamente disumano, jamaica kincaid ci offre un?indisponente meditazione sulla vita in una prosa fra le piu straordinarie che possiamo incontrare nella nostra narrativa contemporanea. per molte pagine la narratrice non ha nome. in tutto il romanzo non c?e una sola riga di dialogo: la protagonista non e mai definita da nessun altro. in verita, nessuno esiste se non attraverso di lei. come il dio della genesi, xuela si manifesta mediante le proprie parole, descrivendo il mondo intorno a se e conferendogli cosi la vita ... "mia madre e morta nel momento in cui nascevo," scrive l?autrice nella prima frase "e cosi per tutta la mia vita non c?e mai stato nulla fra me e l?eternita; alle mie spalle soffiava sempre un vento nero e desolato"". (cathleen schine)

in una gelida notte del mese di nevoso dell`anno ii, ossia intorno al 5 gennaio del 1794, un drappello di sanculotti preleva francoiis-elie corentin per condurlo alla chiesa di saint-nicolas-des-champs. gia` allievo di tiepolo e ora impegnato nell`atelier di david, corentin e` un vecchio maestro la cui notorieta` non si e` mai trasformata in gloria. il compito che nell`atmosfera sordida e caravaggesca della sacrestia gli viene assegnato da eminenti capi della rivoluzione parigina e` non meno arduo che stupefacente: in cambio di un compenso regale ma nella piu` assoluta segretezza e in tempi strettissimi, dovra` ritrarre i membri del comitato di salute pubblica, gli undici. detentori di un potere assoluto e fantasma, i tirannicidi incarnano ormai il piu` plumbeo ritorno del tiranno globale che si spaccia per popolo e sono lacerati da feroci rivalita`. corentin dovra` dare a robespierre e ai suoi il massimo rilievo: sara` una mendace assemblea di eroi-fratelli, un`ultima cena truccata. la carneficina del grande terrore e` alle porte. corentin non arretra: e dipinge il suo capolavoro, il quadro perfetto che fara` di lui una leggenda. un quadro che attrae come un magnete e sgomenta, perche` gli undici sono la storia in atto, , mostri, de`i e uomini, figure spaventose che ancor oggi, dalle pareti del louvre, si avventano su di noi, i dannati. un quadro che non esiste, come non e` mai esistito francois-elie corentin, il suo autore, ma che mancava, e a cui solo michon, con la fastosa potenza della sua parola, poteva dar vita.

"i canti di maldoror" del sedicente conte di lautreamont - nato col nome di isidore ducasse a montevideo nel 1846 da genitori francesi, e morto a soli 24 anni a parigi in circostanze misteriose, come fu la sua vita - sono un grande poema dell`inconscio, pieno di ferocia, idee morbose e deliri, un vorticoso racconto demoniaco, smodato e ironico, in cui si susseguono sanguinose atrocita, sadiche efferatezze e crudeli trasgressioni delle norme sociali dell`epoca. una delle imprese letterarie piu radicali dell`ottocento. blasfemi, erotici, a tratti grotteschi, questi "canti" allucinati catturarono l`immaginazione di diversi artisti e scrittori: modigliani, verlaine, gide, breton... e non sorprende che i primi ad apprezzare questo libro eccessivo e sconvolgente furono proprio i surrealisti. come disse il loro capofila: "tutti i pensieri e le azioni piu audaci che si compiranno nei secoli, hanno trovato qui una formulazione preliminare nella loro legge magica". con questa raffinata versione del poema, singolarissima e allo stesso tempo intimamente fedele, luca salvatore ha vinto il premio "citta di monselice" per la traduzione letteraria. con la prefazione di maurice blanchot.

pubblicato nel 1907, questo romanzo di jack london rappresenta un esempio insuperato di "fantascienza verista": impeccabile e profetico nella sua analisi sociale e politica ma, al contempo, senza freni nell`invenzione di una realta` distopica eppure sinistramente familiare. testo di autentica chiaroveggenza sui destini della societa` capitalistica, "il tallone di ferro" e` uno dei piu` allucinati e veridici affreschi della societa` dominata dal profitto, dipinta nella sua durezza senza scampo, nella sua oppressione generalizzata, nei suoi impliciti e inevitabili sbocchi di violenza e massacro. il profeta lucido e impavido dello scarto tra le speranze dell`umanita` e le condizioni in cui gli uomini si trovano a vivere e` ernest everhard, l`eroe, il combattente per la liberta` (un personaggio memorabile cui ernesto che guevara deve il nome di battesimo). il racconto della sua vita e del suo pensiero e` affidato al diario dell`amata avis, figlia viziata di una ricca famiglia borghese che apre gli occhi, attraverso l`amore per ernest, sull`intollerabile oppressione attuata dalla classe sociale cui appartiene, fino alle estreme conseguenze. un feroce, visionario capolavoro. prefazione di goffredo fofi.

presentiamo nella nuova veste della collezione ventesima il primo volume che racchiude tutta la narrativa breve scritta dal 1956 al 1962 da james g. ballard, l`autore di l`impero del sole, crash, super-cannes, foresta di cristallo e l`isola di cemento. con diciotto romanzi pubblicati nell`arco di oltre quarantanni, da vento dal nulla del 1961 a ii regno a venire del 2006, ballard ha imposto nel panorama letterario contemporaneo una visione e una voce originali e dissacratorie, influenzando generazioni di scrittori e ispirando con singolare trasversalita` ogni linguaggio artistico, dal cinema ai fumetti. james g. ballard ha scritto racconti in cui trovano spazio le sue riflessioni piu` ardite e dirompenti, spesso in anticipo di anni sulla stesura dei romanzi. postfazione di antonio caronia.

negli ultimi anni, l`orto e` tornato alla ribalta come importante protagonista del paesaggio italiano. questo libro vuole essere un`occasione per capire dove affondano le radici dell`orticoltura italiana e come la cultura abbia influenzato il comparto orticolo e i suoi protagonisti. puo` un ritorno al passato contribuire in modo significativo a sfamare il pianeta?

"il `genji monogatari` viene spesso indicato come il primo esempio di romanzo psicologico. se simili attribuzioni suonano sempre alquanto arbitrarie, leggendolo non si puo` evitare di avvertire quanto si proceda in profondita` nello scandagliare l`animo umano e come il quadro che ne deriva sembri spesso in sintonia con il modo di sentire di oggi. da questo punto di vista, esso merita a buon diritto il titolo di classico della letteratura universale, sebbene solo di recente, in pratica poco piu` di cento anni, sia entrato nell`orizzonte culturale occidentale e abbia preso a influenzarlo. la sua modernita` risiede nella precisa volonta` dell`autrice di non limitarsi a presentare intrecci tali da attirare l`attenzione e distrarre dalle pene quotidiane, ma anche di trasmettere sensazioni e sentimenti nella convinzione che altri possano e debbano condividerli. (...) da questo punto di vista il collegamento con i grandi romanzi occidentali appare inevitabile, ma ogni forma di confronto, classificazione e competizione si rivela alla fine incongrua. si puo` dire che murasaki shikibu ricorda nelle sue introspezioni proust o che il `genji monogatari` sta al mondo cortese dell`anno mille come `madame bovary` sta al mondo borghese dell`ottocento. ma il `genji monogatari` non puo` non essere letto, analizzato, se possibile apprezzato, come un`opera profondamente, organicamente medievale. (...)." (dall`introduzione di maria teresa orsi)

un mattino, gregor samsa, commesso viaggiatore, si sveglia da sogni inquieti e si ritrova trasformato in un immane insetto; anni dopo, anders, personal trainer in un`anonima palestra di una citta` indefinita, si sveglia e scopre di essere diventato di un innegabile marrone scuro. l`incredulita` presto cede il passo alla furia omicida: anders si sente vittima di un crimine, , si scaglia contro la propria immagine allo specchio, si rimette a letto sperando che quell`uomo scuro se ne vada, chiama al lavoro per dire che e` malato, molto malato, piu di quanto immaginasse, si aggira per la citta` e scopre che , e infine telefona a oona. oona, giovane insegnante di yoga, sta provando a prendersi cura di sua madre - e di se stessa - dopo la morte del fratello gemello; fra lei e anders si e` da poco riaccesa un`attrazione nata fra i banchi di scuola, ma quando oona passa da lui dopo il lavoro, rimane di stucco di fronte all`uomo che le apre la porta, e sulle prime fatica a riconoscerlo. cio` che oona e anders ancora non sanno e` che la trasformazione sta prendendo piede ovunque: tutte le persone bianche stanno diventando scure, e la tensione sociale continuera` a crescere, sfociando in risse, sparatorie, suicidi e sommosse, finche` verra` sepolto e la bianchezza non sara` che un ricordo. hamid, in un vortice di frasi che, come i personaggi che le abitano, sembrano sorrette da un disperato bisogno di stabilita` identitaria, confeziona un romanzo di commovente lucidita` sulla perdita del privilegio, un`opera in cui frustrazione e violenza si trasformano nella promessa di futuro:

ambrosio, monaco dell`ordine dei cappuccini di madrid, e` conosciuto in citta` per la sua saggezza e la condotta virtuosa. fino al giorno in cui scopre che il discepolo con cui ha un profondo legame e` in realta` una fanciulla, matilda. caduto in tentazioni sempre piu` torbide, ambrosio ricorrera` alla magia e al demonio nel tentativo di celare i propri crimini all`inquisizione. considerata uno dei capolavori di quella letteratura nera e sublime che canta il male solo per estenuare il lettore e fargli desiderare il bene per rimedio, l`opera di lewis viene riscoperta dai surrealisti e antonin artaud, nel 1930, decide di farne rivivere la grandezza. la sua non e` una traduzione o un adattamento ma, come dice artaud stesso, "una specie di copia in francese del testo originale". egli usa il testo di lewis come materiale grezzo, modellandolo in profondita` per rendere il ritmo piu` incalzante, l`intreccio piu` intricato, come il dedalo di gallerie sotterranee teatro di alcune delle scene piu` cruente del romanzo.

da piu` di un secolo il filo che legava arte e fede sembra spezzato. l`arte contemporanea si sviluppa sempre piu` lontana dal contesto della religione cattolica e, d`altra parte, la chiesa spesso, nelle commissioni delle sue opere d`arte liturgica, dirige le proprie attenzioni verso artisti che guardano al passato e non al dibattito contemporaneo. ma cosa c`e` dietro a questo desiderio di passato? non e` che gli stilemi di ieri ci aiutano a non riconoscere il vero problema, e cioe` che non ci stiamo piu` interrogando sul serio sulla nostra fede?

come fa la professoressa angela, la rassicurante compagna del pensionato amedeo consonni, a mantenersi economicamente, lei che ha lasciato il liceo dove insegnava ed e` troppo giovane per avere la pensione? di chi sono in realta` gli appartamenti dove va regolarmente a bussare per riscuotere la pigione mensile? e come si giustifica quella preziosa collezione di servizi da caffe` che brillano nella vetrina del suo salottino? lo veniamo a sapere dalla sua voce, nel "segreto", il manoscritto confessione che la ex professoressa affida all`amato vicino di pianerottolo, amedeo consonni. e dal momento che la cifra narrativa di francesco recami e` quella di partire da una banalissima domanda, magari pettegola, magari indegna di attenzione, per aprire orizzonti di presunti crimini e avventure dentro la sua casa di ringhiera, la risposta che attende sara` delle piu` perversamente complicate. il segreto comincia qualche anno addietro. angela e` una professoressa di lettere al liceo, democratica, con le birkenstock ai piedi, contenta del lavoro e frustrata dalla vita e dalla famiglia: insomma il tran tran quotidiano del tipo dell`insegnante come solo il cinismo di recami sa rappresentare. succede che un allievo viene rapito, mentre e` in vacanza in sardegna. e uno di quelli che angela non puo` sopportare. straricco, protetto dai genitori parvenus, strafottente stupido e (purtroppo) bello. ma giusto per l`ultimo compito in classe, ha scritto un tema stranamente interessante, prima di scomparire.

una stretta amicizia lega jack e wynn. si incontrano al college, il primo laureando in ingegneria, il secondo in lettere, e scoprono di avere caratteri diversissimi, ma una magica sintonia. amano entrambi le avventure e il contatto con la natura, e durante le escursioni non fanno altro che parlare di letteratura. i classici, certo, ma anche quei romanzi che scorrono via senza pretese, come gli onesti western a tinte fosche da leggere accanto al fuoco, la sera, mentre arrostiscono le trote. quando partono per risalire in canoa il fiume maskwa, nel nord del canada, pregustano giornate all`aperto, pagaiando, pescando, e nottate sotto le stelle, accampati sulla riva a leggere e a dimenticare le delusioni d`amore. ma il diavolo ci mette la coda, e le cose prendono una piega del tutto diversa. preannunciato da un inquietante odore di fumo, un incendio si avvicina minacciosamente costringendoli a una fuga precipitosa punteggiata da sinistri incontri: due texani, jd e brent, pescatori ubriaconi dal grilletto facile, e pierre e maia, una coppia che evidentemente ha molto da nascondere. costretti a circostanze estreme, jack e wynn possono contare solo su se stessi e sull`amicizia che li unisce per far fronte alla violenza di una natura improvvisamente ostile e alle imprevedibili reazioni degli uomini.

il romanzo allegorico-avventuroso narra i viaggi di lemuel gulliver, nelle sue quattro tappe: dopo aver fatto naufragio a lilliput, si ritrova tra i giganti di brobdingnag e infine raggiunge, dopo molti paesi, amsterdam e l`inghilterra. celati, oltre a dar conto nelle note delle informazioni indispensabili per la comprensione dei riferimenti storico-culturali, con la sua traduzione mira a riprodurre, il piu` possibile, lo stile settecentesco dell`originale per far sentire l`eccezionale fluidita` della prosa swiftiana.

londra. un ragazzo italiano lavora come spammer, ovvero scrive email che truffano la gente per conto di una fantomatica agenzia di comunicazione. un giorno si pente, ruba l`intero indirizzario e spedisce un messaggio di scuse a 16 milioni di persone. le conseguenze sono imprevedibili: migliaia di risposte, tra ammiratori che apprezzano l`outing e persone che lo criticano duramente. cosi` duramente che lo spammer, pentito ma anche vittima degli eventi, e` costretto a raccontare la sua storia per filo e per segno. inizia cosi` un`appassionata confessione che, email dopo email, riporta in vita la sua struggente e sfortunatissima storia d`amore. mentre racconta cosa e` accaduto, lo spammer aggiorna anche i suoi lettori sulle difficolta` quotidiane in una londra grigia, senza cuore e senza "ragazze educate", dove il suo amico matt e` bullizzato per essere astemio e nessuno trova cio` che sta cercando. ed e` cosi` che, in poche settimane, conquista la stima e l`affetto di tutti, anche dei piu` restii. in molti non si perdono un`email, fanno il tifo per lui, gli scrivono consigli. fino al colpo di scena finale, all`altezza di un pubblico di 16 milioni di lettori, piu` o meno consenzienti.

nella grande russia conservatrice e patriarcale dei latifondi e dei primi timidi moti liberali, il rapporto conflittuale tra tradizione e rinnovamento trova una rappresentazione esemplare in "padri e figli", pubblicato nel 1862. e la vicenda di due amici appena usciti dall`universita` di pietroburgo: arkadij kirsanov, figlio di un proprietario terriero, e evgenij bazarov, il giovane medico che crede soltanto nelle scienze sperimentali, il nichilista, campione di una societa` di tecnici, che non e` ancora nata. sara` una passione non corrisposta ad avviarlo a un destino emblematico dei turbamenti di un`intera generazione.

max, titolare di un`agenzia di spionaggio industriale, viene incaricato di sottrarre il palmare di un uomo d`affari libanese che, poco dopo, precipita inspiegabilmente da un terrazzo sulla linea di partenza del gran premio di montecarlo. comincia cosi` un`avventura che portera` il protagonista, i suoi amici e nemici, dal principato alla svizzera, dal libano all`algeria, da israele all`italia e a varese, dove fervono i preparativi per un importante g8. la storia procede con un ritmo rapido, quasi funambolesco, con i modi della spy story, del giallo fantapolitico, del diario di viaggio. i personaggi si rivelano a poco a poco, ispirando nel lettore amore o odio. un romanzo che parla di amicizia, amore, sofferenza, rabbia, gioia, liberta` e lucida follia.

figlie di una coppia di origine caraibica, june e jennifer gibbons, gemelle omozigote, rivelano fin dai primissimi anni un`intelligenza acutissima e appaiono unite da un legame fisico e psicologico cosi` forte da rendere difficile l`accesso al loro mondo. dopo i primi, fallimentari, tentativi di inserimento nella scuola, june e jennifer si chiudono in casa e conducono una propria vita separata da tutto e da tutti. con una furia dell`immaginazione che ricorda la storia delle sorelle bronte, inventano un universo fantastico e cominciano a scrivere romanzi e novelle di sorprendente qualita`. infine, decidono di uscire nel mondo esterno, lanciandosi in pericolose azioni di sfida, sinche` vengono arrestate, condannate e internate a broadmoor, famigerato manicomio criminale, dove rimarranno undici anni. questa storia terribile viene qui raccontata da una nota giornalista del , marjorie wallace, che con grande finezza ha saputo farsi strada nel loro mondo segreto. ne e` risultato questo libro-documento, impressionante immersione in uno dei casi psicologici piu` misteriosi, rivelatori e strazianti del secolo scorso.

orano e` colpita da un`epidemia inesorabile e tremenda. isolata, affamata, incapace di fermare la pestilenza, la citta` diventa il palcoscenico e il vetrino da laboratorio per le passioni di un`umanita` al limite tra disgregazione e solidarieta`. la fede religiosa, l`edonismo di chi non crede alle astrazioni ne` e` capace di "essere felice da solo", il semplice sentimento del proprio dovere sono i protagonisti della vicenda; l`indifferenza, il panico, lo spirito burocratico e l`egoismo gretto gli alleati del morbo. scritto da camus secondo una dimensione corale e con una scrittura che sfiora e supera la confessione, "la peste" e` un romanzo attuale e vivo, una metafora in cui il presente continua a riconoscersi.

sul pianeta inverno, coperto di ghiacci perenni e dominato da una struttura semi-feudale, l`ecumene ha inviato un emissario, genly ai, incaricato di convincere gli indigeni a unirsi alla lega. non sara` facile per lui entrare in contatto con gli abitanti di quel mondo alieno, ancora ignoto, che trascorrono i cinque sesti della loro esistenza in uno stato ermafrodito neutro, per poi essere maschi o femmine solo nei giorni del kemmer. per riuscire nel suo intento, l`inviato dovra` superare differenze biologiche, culturali, psicologiche, sociali e comprendere articolate organizzazioni politiche, oltre che affrontare condizioni estreme in un attraversamento del grande nord degno di jack london. opera rivoluzionaria per i suoi aspetti concettuali e stilistici, "la mano sinistra del buio" descrive - nota nicoletta vallorani - . la nuova traduzione di chiara reali riesce a restituire tutti i colori di un testo complesso e delicato, un romanzo dallo stile fluido e composito, che mostra come categorie da noi ritenute determinanti non lo siano affatto, e come sia possibile progettare una cultura che da esse prescinda. conclude vallorani

qual e` il maggior contributo che la francia abbia dato alla civilta`? muo, cinese che studia da psicoanalista a parigi, non ha dubbi: l`ideale cavalleresco. come in un`eroica chanson de geste torna in cina per salvare la dama dei suoi sogni dal pericolo che la minaccia. vulcano della vecchia luna, la compagna di scuola che di lui, miope e bruttino, non ha mai voluto saperne, e` stata arrestata per aver venduto foto proibite a un giornale straniero. ma muo non e` orlando: e` un irresistibile iellato e l`unica sua arma e` una scienza alla quale i suoi connazionali non riconoscono alcun valore. sullo sfondo della cina odierna, muo e` trascinato in una ridda di avventure comiche dalle quali si rialza provato, ma sempre deciso a portare a termine la sua missione.

un`auto finisce nel naviglio, poi una seconda e una terza. una ragazza che viene da lontano e un`altra con una strana valigia che viene da molto vicino. scerbanenco racconta la milano criminale degli anni `60 e l`evoluzione della societa industriale post-bellica

"mon cher monsieur, vi starete chiedendo chi e` che vi scrive. non ve lo diro`. non ancora. rispondetemi, e provate a scoprirlo. forse vi aspetta un`avventura che fara` di voi l`uomo piu` felice di parigi. la principessa" cosi` comincia la lettera che stravolgera` la vita di jean-luc champollion, l`affascinante proprietario di una galleria di successo in rue de seine. molto sensibile al fascino delle donne, che lo ricambiano volentieri, jean-luc vive in uno dei quartieri piu` alla moda di parigi, in perfetta armonia con il suo fedele dalmata ce`zanne. tutto procede al meglio, tra vernissage, allegri ritrovi con gli amici nei cafe` di saint-germain-des-pre`s e romantiche passeggiate au clair de lune lungo la senna. finche`, una mattina, jean-luc scorge qualcosa nella posta: una busta azzurra, scritta a mano. e una lettera d`amore, o meglio, una delle piu` appassionate dichiarazioni d`amore che lui abbia mai ricevuto, ma non e` firmata: la misteriosa autrice, nascosta dietro uno pseudonimo, lo sfida a smascherarla dandogli una serie di indizi. per quanto perplesso, jean-luc sta al gioco. ma l`impresa non sara` affatto semplice: chi sara` mai la deliziosa impertinente che sembra conoscere cosi` bene le sue abitudini e si diverte a stuzzicarlo? stregato dalle sue parole, jean-luc cerchera` di dare un nome a quella donna cosi` intrigante e sfuggente il cui volto gli e` del tutto sconosciuto. o forse no?

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mario crono, vent`anni di lavoro in una biblioteca, va elaborando sistemi sempre piu` sofisticati per identificare i reprobi che deturpano i volumi con le loro sottolineature. la sua solerte attivita` di prevenzione e repressione produce gli effetti sperati, non fosse che rimane in circolazione il piu` astuto e pericoloso dei sottolineatori. lo aiuta nelle indagini un altro giovane bibliotecario, silvano biula. e` lui il narratore e lo storico di una vicenda che ne contiene molte altre, in un gioco imprevedibile di scatole cinesi, da cui continuano a balzare fuori personaggi, intrecci avventurosi, prostitute nigeriane in fuga, musicisti costretti a suonare "tutto il peggio della musica di questo secolo".

"il libro di benedicta froelich, `nella sua quiete`, non e` solo un romanzo storico ma una novella vera, straordinariamente densa di particolari che rivelano l`eccezionalita` della vita e anche della morte di una delle piu` emblematiche figure del novecento: t.e. lawrence, meglio conosciuto al pubblico come `lawrence d`arabia`."

e possibile parlare, poetare, pensare, oltre la lettera, oltre la morte della voce e della lingua? e l`interrogativo che si pone giorgio agamben nel saggio che introduce "il fanciullino" di giovanni pascoli, uno dei testi piu` profondi, significativi e misconosciuti del decadentismo italiano. per il fanciullino il linguaggio e` una riserva di oggetti che "furono vivi" e che stanno come congelati sull`orlo della vita, in attesa di essere "animati". l`opera poetica e` dunque, in primo luogo, un tentativo di restituire la vita alle cose morte che si sono depositate nella lingua, in una lingua che appare cosi` essa stessa lingua morta: la poesia diventa allora una sorta di attraversamento della morte, una "complicita` con la morte", che lega questo testo pascoliniano ai grandi testi del "moderno".

"il ciclo di romanzi in antico francese che gli specialisti conoscono con il titolo `lancelot-graal`, o ciclo della vulgata, non e` mai stato tradotto integralmente in italiano in epoca moderna, nonostante sia una delle opere piu` grandiose del medioevo europeo, e abbia esercitato uno straordinario influsso sull`immaginario narrativo della cultura occidentale. di autore ignoto, forse piu` autori al lavoro insieme, composta nei primi decenni del xiii secolo in una localita` imprecisata della francia del nord, non incardinata ne` sui miti del mondo greco-romano ne` sul confronto tra il mondo cristiano e il mondo islamico, la vulgata non sembra possedere i connotati che definiscono un classico secondo i parametri correnti, e di fatto non e` stata ancora pienamente riconosciuta come tale. non e` tra le opere entrate nei canoni della modernita` letteraria, non e` tradotta in molte lingue, anche in francia e` entrata nella collana della ple`iade solo pochi anni fa. eppure e` in questa successione di romanzi che per la prima volta trova una struttura compiuta, e riesce quindi a porsi come nuova fonte mitologica, un mondo narrativo la cui potenza e` rimasta memorabile fino a oggi. non solo il bacio dell`amore tra lancillotto e ginevra, o il regno di artu` e le magie di merlino, ma il potere di escalibur, la spada nella roccia, l`equilibrio utopico della tavola rotonda, l`idea dell`avventura come condizione del cavaliere errante, le foreste e i draghi, le damigelle e i giganti, la gratuita` e la follia dell`amore e dell`amicizia, e infine l`intreccio di questo mondo con le tragedie della guerra e soprattutto con il mito del graal, che a partire dal nostro ciclo diventa il riferimento originario - in quanto strumento eucaristico dell`ultima cena - della storia cristiana, e insieme il segno escatologico del suo compimento. l`efficacia di questo nuovo sistema articolato di racconti fantastici si e` manifestata, oltre che nel successo del ciclo in quanto tale, anche e anzi sopra

di nessun altro uomo vissuto prima di petrarca abbiamo una cosi` vasta messe di informazioni biografiche, diceva ernest h. wilkins. ma precisava che tali informazioni si fondano per lo piu` su lettere e altri scritti petrarcheschi. bisognera` allora chiedersi: che cosa sappiamo di lui con certezza? la verita` e` che ogni scrittore mira a diventare, per usare le parole di ortegay gasset, "romanziere di se stesso, originale o plagiario". e, come dimostra l`affascinante indagine di francisco rico, petrarca non sfugge alla regola: anzi, la incarna in sommo grado. il che significa non solo che l`autoritratto che egli va componendo nel tempo e` ispirato a exempla illustri, ma che nulla di quanto ci dice e` letterale e innocente. dietro ogni data, dietro la semplice menzione di un giorno della settimana (il venerdi`, ad esempio, giorno marcato per eccellenza), si cela una fitta rete di rispondenze, una raffinata simbologia e un audace disegno: trasformare i momenti vissuti o immaginati in frammenti di un racconto unitario capace di sottrarli alla corrosione del tempo. ma petrarca si spinge ancora piu` in la` nella costruzione di un`esistenza ideale: grazie a rico, lo vediamo infatti applicare la `dispositio` persino alla vita non scritta, modellarla come un testo, mettendo in atto cio` che non scrive - o, se vogliamo, facendo letteratura con le proprie azioni.

federico ha diciassette anni e il cuore pieno di domande alle quali la vita non ha ancora risposto. la scuola e` finita, l`estate gli si apre davanti come la sua citta` abbagliante e misteriosa, palermo. mentre si prepara a partire per una vacanza-studio a oxford, federico incontra "3p", il prof di religione: lo chiamano cosi` perche` il suo nome e` padre pino puglisi, e lui non se la prende, sorride. 3p lancia al ragazzo l`invito a dargli una mano con i bambini del suo quartiere, prima della partenza. quando federico attraversa il passaggio a livello che separa brancaccio dal resto della citta`, ancora non sa che in quel preciso istante comincia la sua nuova vita. la sera torna a casa senza bici, con il labbro spaccato e la sensazione di avere scoperto una realta` totalmente estranea eppure che lo riguarda da vicino. e l`intrico dei vicoli controllati da uomini che portano soprannomi come il cacciatore, `u turco, madre natura, per i quali il solo comandamento da rispettare e` quello dettato da cosa nostra. ma sono anche le strade abitate da francesco, maria, dario, serena, toto` e tanti altri che non rinunciano a sperare in una vita diversa... con l`emozione del testimone e la potenza dello scrittore, alessandro d`avenia narra una lunga estate in cui tutto sembra immobile eppure tutto si sta trasformando, e rida` vita a un uomo straordinario, che in queste pagine dialoga insieme a noi con la sua voce pacata e mai arresa, con quel sorriso che non si spense nemmeno di fronte al suo assassino.

le confessioni comiche, poetiche, paradossali di un . che prende in giro se` stesso mettendo in scena quello che, da molie`re a woody allen, e` sempre stato il piu` irresistibile dei personaggi tragici. per un ipocondriaco che vuole smettere di tormentare chi gli sta accanto con le proprie ossessioni, trovare una valvola di sfogo e` una questione vitale. ma come si impara ad affrontare la paura da soli? forse raccontandosi. e quello che fa lorenzo marone, con una voce che all`ansia preferisce lo stupore e il divertimento. scorrendo l`inventario delle sue fobie ognuno puo` incontrare un pezzo di se` e partecipare all`affannosa, autoironica ricerca di una via di fuga in discipline e pratiche disparate: dalla medicina alla fisica all`astronomia, dalla psicologia alla religione, dai tarocchi all`astrologia. alla fine, se esorcizzare del tutto l`angoscia resta un miraggio, possiamo comunque reagire alla fragilita` ammettendola. e magari accogliere, con un po` di leggerezza, le imperfezioni che ci rendono unici.

possiamo passare una vita a discutere senza mai capirci, in particolare quando apparteniamo a generazioni diverse. quasi sempre e` un problema di coordinate: ognuno ha le sue e rifiuta di abbandonarle, anche solo un po`. essere figlia e padre non semplifica le cose. . stanchi di , giorgia e gianrico carofiglio si sono seduti a un tavolo e hanno affrontato con occhi nuovi alcuni degli argomenti che piu li hanno divisi. questioni che riguardano ciascuno di noi come il clima, il femminismo, il cibo. la politica. non hanno eliminato tutte le loro divergenze, ma hanno elaborato una serie di ragionamenti - veri e propri saggi brevi, tessere di un mosaico sorprendente - in cui si combinano entrambi i punti di vista. una scommessa audace e allegra sulle possibilita` di un linguaggio comune, di un`idea condivisa del mondo e del futuro. (raffaella de santis, ).

pubblicato anonimo nel 1816, "emma" appartiene agli scritti cosiddetti "della maturita`" di jane austen. tema centrale nel romanzo e` il fraintendimento in amore. emma, la protagonista, rimasta padrona assoluta della casa dove vive dopo il matrimonio della sorella, si trova a gestire il piccolo mondo che le ruota intorno con una buona volonta` alquanto presuntuosa. accolta in casa una giovane ragazza, henriette smith, emma cerca di maritarla adeguatamente. tra i possibili pretendenti sceglie per lei elton, il vicario del paese, inducendola a rifiutare al con tempo l`offerta di martin, un rispettabile agricoltore del luogo. ma ogni piano salta quando in realta` si scopre che elton, in fondo un arrampicatore sociale, voleva invece sposare emma. fra i tanti personaggi che la circondano, l`unico in grado di dire la verita` a emma, e di farle notare i suoi difetti e le sue debolezze, e` l` amico knightley, suo vicino e fratello maggiore del cognato. alla fine sara` proprio lui a sposarla, mentre henriette convolera` a nozze con il giovane martin, precedentemente respinto. anche in questo romanzo jane austen pone al centro della sua narrazione le atmosfere, i desideri e i vissuti della gentry inglese di inizio ottocento, riuscendone a restituire gli odori e le dinamiche piu` profonde.

l`italiano per sebastiano vassalli e` colui che, convocato da dio nel giorno del giudizio, risponderebbe: "chi, io?". dall`ultimo doge di venezia, un ludovico manin ormai vecchio e sgradito al popolo, al padre della patria francesco crispi che rivive a occhi aperti i momenti cruciali della sua vita; da emanuele notarbartolo, la prima vittima della mafia, alla poetessa sibilla aleramo, che deve fare i conti con le conseguenze della sua indipendenza, fino al signor b., l`arcitaliano, che ha trionfato nell`unire il paese sommerso e quello legale. con ironia e compassione laica per i suoi personaggi vassalli riesce a delineare il profilo piu` autentico dell`italianita`, presa tra incoerenze inconciliabili, condannata forse al limbo per l`eternita`.

crescere in un mondo "senza passato" puo` segnare una vita intera. non stupisce dunque che naipaul, da ragazzo, a trinidad, si sentisse "tagliato fuori dalla storia": nessuno, intorno a lui, sapeva che chaguanas, la sua citta` d`origine, trae il nome dai nativi che colombo aveva chiamato "indiani" e che ora non esistono piu`; a nessuno interessava che l`isola fosse servita agli spagnoli solo come base per la corsa all`oro nella giungla sudamericana; e su quanto rimaneva delle piantagioni di canna da zucchero nessuno si interrogava. la storia era stata sostituita dai favoleggiamenti, che depuravano i fatti dalle loro scorie livide, e soffondeva di un`aura fantastica i tumultuosi eventi delle indie occidentali. ma alla fine degli anni sessanta, attraverso lo studio rigoroso dei documenti conservati al british museum, naipaul intraprende un viaggio che lo sprofonda "in un orrore al quale non era preparato": ma lo spinge anche a scrivere questa lucida, scabra cronaca, dove il fiabesco eldorado si tinge di barbarie e lascia affiorare schiavitu`, massacri e torture divenuti e rimasti per secoli agghiacciante normalita`. visitando sotto la sua guida i grandi momenti in cui trinidad e` stata "toccata dalla storia", vedremo cosi` gli europei "civilizzatori" in una sinistra quotidianita`, e l`epopea della conquista trasfigurarsi in catastrofe. e verificheremo che naipaul sa diagnosticare e curare una malattia tipicamente coloniale: la perdita della memoria.

protagonista capitano sesto: un uomo che attende di aprirsi, di conoscersi, di ritrovarsi sull`altra riva di un paese, l`italia, sofferto e sofferente. complice la metafora del "piccolo naviglio", tabucchi immagina una rotta difficile da mantenere, una rotta implicita nella carta del romanzo che scrive, piccolo naviglio per eccellenza. diceva il risvolto dell`edizione del 1978: "sul suo scafo ci sono i grumi e le annotazioni del giornale di bordo delle generazioni che lo hanno preceduto e che egli tenta faticosamente di decifrare. piu` decifrabile, il suo stesso giornale di bordo, l`italia del dopoguerra vista con gli occhi attoniti e innocentemente dissacratori di un bambino e di un adolescente: le elezioni del quarantotto, le madonne in lacrime, il perbenismo e l`ipocrisia, i primi saccheggi edilizi, l`autoritarismo, la repressione, gli entusiasmi per una cuba remota e illusoria, l`angoscia e la solitudine. insomma il bagaglio di una generazione nevrotica e orfana, la sua inquieta e talvolta dolorosa ricerca di una convinzione, di una ragione, di un padre putativo".

storie di paese: tante, brevi, alcune cortissime, qualcuna piu` lunga, sull`onda del raccontare dei tempi in cui non c`era la televisione e la gente dialogava piacevolmente da una ringhiera all`altra, sotto i portici, la sera nelle stalle, sui treni dei pendolari, nei caffe` e nelle osterie. storie di vita quotidiana, descrizioni di stati d`animo, oppure di avvenimenti che hanno lasciato il segno, come quelli vissuti durante l`ultima guerra o le vacanze, ma anche storie di amori appena sbocciati che non hanno fatto in tempo a maturare, oppure di passioni intense travolte dagli eventi. con un linguaggio il piu` possibile vicino al raccontare schietto e disinvolto della gente di paese, che spesso, per dare piu` tono al discorso, ricorreva al dialetto, l`autore raccoglie storie di vita quotidiana: il dipinto di un mondo che non c`e` piu`.

scandali finanziari, abusi edilizi, corruzione politica e una crisi economica che arricchisce i pochi e impoverisce le masse. e roma nel 1884, quando ci arriva paolo ciulla, giovane catanese assai versato nel disegno. vuole studiare architettura e diventare un artista: non ci riuscira`. in compenso anni dopo, in una sicilia sconvolta dalla dura repressione degli scioperi agrari e del movimento dei fasci siciliani, verra` a galla il suo vero genio: quello per la falsificazione di banconote. e solo l`inizio di una "carriera" che si dipanera` per laboratori e stamperie, banche e taverne, trasformandolo in un paladino dei poveri messi in ginocchio dalla crisi. paolo ciulla, anarchico, criminale, benefattore, e` un antieroe contemporaneo e la sua italia e` la nostra. le sue avventure, raccontate con stile trascinante in questo romanzo dal vero, attraversano e illuminano un novecento italiano che non e` stato il secolo breve, ma il piu` lungo: iniziato nel 1861, non e` ancora finito. l`interrogatorio di ciulla, uno dei primi grandi processi mediatici del nostro paese, ha il ritmo di una pie`ce teatrale: quasi cieco per le sperimentazioni con gli acidi, ma ironico e indomito, il principe dei falsari per giorni tiene testa a giudici e pubblici ministeri. fino all`apoteosi finale, il piu` grande momento di gloria: il riconoscimento pubblico di un italianissimo genio.

per oltre mezzo secolo, la scrittura di cesare garboli ha suscitato gioia ed energia - non solo intellettuale - nei suoi lettori. che parli di cinema o di letteratura, che affronti la pittura o il teatro, ogni suo incontro (con francis bacon o mario soldati, con chaplin o goya, con gianni brera o walter benjamin, o magari con l`ufficiale delle ss herbert kappler) produce l`impatto memorabile di una rivelazione. ma il dono del supremo esecutore di testi, "portato a vedere le cose piuttosto come un problema da risolvere che come un tema da svolgere", l`ammaliante intelligenza comunicativa coabitarono in garboli con una cruda severita` verso i propri scritti: pochi e come a contraggenio ne raccolse, centinaia ne lascio` dispersi. il giovane filologo che nel 1954, non ancora laureato, curava un`edizione di tutto dante in versi, e al quale dobbiamo la promozione di pascoli e molie`re a nostri contemporanei, e` autore di un`opera che ha dissimulato se` medesima nel segno di un apparente e talvolta compiaciuto spreco. e tempo, dunque, di rendere disponibile per tutti il luminoso rigore del lavoro svolto da questo scrittore antagonista sempre, anche del proprio talento.
inventore del dramma romantico, hugo fa del teatro l`arena in cui ingaggiare la sua battaglia ideologica e artistica contro le ormai logore convenzioni del classicismo. a partire da ernani (1830), tragica storia d`amore ambientata nel `500 che intreccia i destini di un bandito e dell`aristocratica donna sol, il cui cuore e` conteso anche da don carlos di spagna e dal tutore di lei, il vecchio ruy gomez: l`abolizione delle unita` di tempo e di luogo, l`unione di sublime e grottesco, il vigore dello stile, l`audacia delle situazioni entusiasmarono ma al tempo stesso scandalizzarono il pubblico. subirono critiche e censure anche il re si diverte (1832), storia del buffone triboulet e della sua infelice figlia bianca, da cui verdi trasse rigoletto, e ruy blas (1838), dramma eroico ambientato nella spagna del `600, il cui protagonista, un popolano intelligente e sognatore che ama in segreto la regina, e` vittima di una crudele macchinazione. nel loro insieme i testi qui raccolti documentano con efficacia le caratteristiche del teatro di hugo: spiccato gusto della declamazione, psicologia sommaria dei personaggi, artificiosita` delle soluzioni sceniche, tendenza a sconfinare nel melodramma.

sicilia, 1914. maria roccaforte, giovane maestra, lascia il suo paese sul mare di ragusa per sposare pietro, un ricco proprietario terriero del borgo di bonaventura, sui monti iblei. quando pietro parte per la grande guerra, maria resta sola a gestire la casa e i campi. le contadine, che lavorano la terra per sostituire gli uomini chiamati al fronte, non si fidano di lei, "donna di citta", e la situazione del borgo peggiora con l?aumentare delle confische dei raccolti da parte dello stato e delle estorsioni dei briganti. a palermo, maria conosce sofia bisi albini, la fondatrice della federazione nazionale delle seminatrici di coraggio, che portano notizie dal fronte alla popolazione piu povera e analfabeta e, come "madrine di guerra", inviano lettere di consolazione ai soldati. diventata seminatrice, maria inizia una fitta corrispondenza con il soldato marcello elia, che le scrive lettere disperate e struggenti dal fronte del fiume isonzo. quando pietro viene dato per disperso, maria sente piu che mai il dovere di proteggere le donne di bonaventura. ma dopo aver conquistato la loro fiducia, riuscira a convincerle a unirsi al movimento di protesta nazionale per rivendicare il loro contributo durante il conflitto? e al termine di quella orribile guerra, riuscira a vedere gli occhi di marcello, l?uomo che ha conosciuto soltanto attraverso le sue lettere appassionate? in questo romanzo intenso, l?autrice descrive una sicilia incantevole e ferita, dove le donne hanno finalmente compreso l?importanza di lottare, unite, in nome dei diritti e della liberta.""
