A 25 anni dal loro debutto, gli Interpol dimostrano di avere ancora molto da dire, dato che l'ottavo album di studio della band newyorkese non è un disco nostalgico ma la naturale evoluzione di un gruppoo che guarda decisamente avanti. Rispetto al recente passato, i ritmi si fanno generalmente più rilassati, contemplativi e malinconici, mentre le aperture più energiche sono affidate soltanto a due o tre episodi. Anche se suona contraddittorio, domina un post punk elegante, sofisticato e attraversato da incursioni nel pop d'autore e nella ballata classica, sempre sorretto da un livello di scrittura altissimo.











