



capolavoro del boccaccio, il "decameron" e` la rappresentazione della commedia dell`esistenza nei suoi risvolti comici, tragici, grotteschi, elegiaci, recitata dall`intelligenza e dall`ingegno nella lotta contro la natura e il caso. dallo scontro, dalla dialettica tra queste forze - movente pittoresco, non unico, l`amore - nascono l`avventura, l`intrigo, la beffa, il gioco degli equivoci: sfilano le figure indimenticabili degli sciocchi, delle femmine astute, dei preti ipocriti e degli imbroglioni sinistri. ma accanto all`affresco ridanciano e scanzonato brillano le virtu` individuali: la finezza d`animo, l`eroismo, la pungente arguzia, lo struggente amore, la passione ardente e delicata.

luminosa e leggiadra, popolata da apparizioni angeliche e giovinete delicate, la poesia di boccaccio ha fissato un codice di gusto e musicalita`, orientando voce e lingua sul modello altissimo dell`amico e maestro petrarca.

apre il trattatello una sintetica parabola della civilta`. il destino di dante e` esempio della "pestilenza morale" che affligge la citta`. esule, vittima dei tempi che sarebbe in altra situazione "divenuto uno iddio". boccaccio compone una vivace immagine dell`alighieri e tesse la laude della sua poesia, sublime perche` sa "comporre scritture che, sotto il velo del significato letterale, celino profondita` filosofiche, persino teologica dottrina". boccaccio accomuna la scrittura sacra e quella poetica ricordando che poeta e` non solo il depositario di una teologica sapienza, ma anche il ministro della verita`, interprete e resuscitatore dei valori dell`humanitas.
