
se riteniamo che la qualita dell?ambiente in cui viviamo sia fondamentale per il nostro benessere, non possiamo non interrogarci sul rapporto tra architettura e felicita. ma da dove cominciare? oggi, a differenza dei secoli passati, siamo consapevoli dell?impossibilita di individuare una misura del bello assoluta e riproponibile all?infinito, senza tener conto delle tradizioni locali e della sensibilita dei committenti. se le ville palladiane rappresentano un ineguagliato modello di equilibrio architettonico, una recente villa costruita a londra secondo gli stessi canoni suscita piu sconcerto che ammirazione. e non erano affatto contenti i signori savoye, per cui le corbusier progetto la famosa villa di poissy: il capolavoro dell?architetto modernista si rivelo ben presto inabitabile. d?altro canto, invece, accostamenti inediti di forme, materiali e stili possono essere fonte di piacere e serenita. attraverso una ricca casistica e insieme facendo ricorso alla verve del narratore, de botton indaga, nella molteplicita delle sue sfaccettature, l?influenza del design sull?essere umano, design che suscita sensazioni e riflessioni, modifica l?umore, fornisce stimoli al miglioramento. imparando a ritrovare negli edifici e negli oggetti le doti e le qualita presenti anche nell?uomo avremo dunque l?occasione di conoscere meglio noi stessi. e questa, dopotutto, la fonte della vera felicita.

mondo religioso e mondo secolare sono davvero cosi` distanti e inconciliabili? la fede deve per forza rimanere relegata in ambiti dell`esperienza preclusi ai non credenti? alain de botton e` sicuro di no. secondo l`autore, infatti, "si puo` rimanere atei convinti riuscendo, almeno sporadicamente, a trovare nella religione una qualche utilita`, un qualche motivo di interesse o fonte di conforto, e prendendo in considerazione l`ipotesi di adattare alla vita laica alcune norme e consuetudini religiose". osservando senza pregiudizi l`ascendente che le istituzioni religiose esercitano sui fedeli, de botton si interroga sull`opportunita` di sfruttare certi meccanismi - spogliati del loro lato trascendente - per contrastare la disgregazione del senso di comunita` nella societa` laica moderna, e per far fronte alle fragilita` che minano l`equilibrio di tutti gli esseri umani. la complessita` liturgica della messa, per esempio, con le sue norme ben definite a regolare le interazioni tra sconosciuti, puo` aiutare a cementare lo spirito di gruppo, mentre festivita` come lo yom kippur dimostrano che l`elaborazione istituzionalizzata di sentimenti negativi come la rabbia e` un espediente efficacissimo per la risoluzione dei conflitti sociali. e anche nel campo dell`istruzione, quale potenziale dirompente avrebbe un corso universitario che insegnasse a leggere i classici per rispondere ai bisogni dell`anima, adottando madame bovary e anna karenina come libri di testo sulle difficolta` del matrimonio?

nell`estate 2009 alain de botton riceve una proposta a cui non si puo` dire di no: diventare il primo "scrittore residente" di uno degli aeroporti piu` importanti del mondo. il direttore generale della baa, azienda che gestisce lo scalo londinese di heathrow, vuole che vi si trasferisca per una settimana, che raccolga impressioni e testimonianze e che le rielabori in un libro. il tutto da una scrivania piazzata in mezzo all`atrio delle partenze, tra la zona d e la zona e. autorizzato a curiosare anche negli angoli piu` inaccessibili e a scrivere tutto, ma proprio tutto, quello che vede, per sette lunghi giorni de botton gironzola tra terminal, piste di atterraggio e cucine, chiacchierando con chiunque, dagli addetti alla sicurezza al sacerdote dell`aeroporto, dai colletti bianchi a dudley il lustrascarpe. finito quasi per caso in un crocevia di storie e di emozioni - amanti che si separano, comitati di accoglienza per parenti ancora sconosciuti, desolati uomini d`affari, immigrati respinti dalle autorita` doganali, studenti ghanesi in cerca di un futuro migliore - lo scrittore trasforma i suoi bloc-notes in racconti e in riflessioni sui meandri della psiche umana, sulle affascinanti contraddizioni del mondo moderno e sul viaggio come possibilita` di "apportare cambiamenti duraturi nelle nostre esistenze".