
calcutta, 1969. quando la piccola varsha, tre anni, racconta di aver avuto un`altra vita - una casa di fango sulla riva del fiume, un`esistenza di cui nulla dovrebbe sapere - la famiglia gupta e sconvolta. cinquant`anni dopo, dinu, narratore di questa storia, decide di indagare sul mistero della presunta reincarnazione di varsha, senza immaginare che la ricerca finira per intrecciarsi alla sua vita. con questo romanzo formidabile, amitav ghosh ci invita a guardare il mondo con occhi diversi: forse solo attraverso uno "sguardo fantasma" possiamo ancora sperare di salvarlo. calcutta, 1969. nella sontuosa dimora dei gupta succede l`impensabile: varsha, la piccola di casa, si rifiuta di mangiare quello che c`e in tavola, vuole a tutti i costi riso e pesce. peccato che i gupta siano vegetariani e che, fra quelle mura, di pesce non se ne sia mai visto. interrogata sulle cause di quella voglia imperiosa, varsha da una risposta ancora piu sorprendente: la sua vera casa non e quella, ma una capanna di fango lungo il fiume. lei era abituata a pescare in uno stagno la dietro e a cucinare il pesce. allarmati, i gupta chiamano a consulto il pediatra monty bose e sua moglie shoma, una psicologa che ha gia esperienza con bambini che ricordano vite precedenti. si apre cosi un`indagine appassionante, a colpi di indovinelli e ricette culinarie, nella memoria di varsha, un`indagine che sconvolgera le certezze di shoma e aprira orizzonti molto piu ampi. brooklyn, 2020. nell`isolamento della pandemia, il narratore dinu, nipote di shoma, si mette a scavare nei propri ricordi d`infanzia per soddisfare le richieste di tipu, un giovane amico che si e messo sulle tracce di varsha gupta. tipu e nelle sundarban, sull`isola di lusibari, dove si occupa di un`ong e cerca di sventare le mire predatorie di una potente societa energetica. per ritrovare varsha, pero, deve carpire un segreto sepolto in profondita nel passato di dinu. in questo nuovo libro amitav ghosh trova il punto di equilibrio perf

un grande romanzo di memoria e identita. un viaggio attraverso frontiere invisibili, che separano e uniscono, tra calcutta e londra, infanzia e storia. un narratore senza nome, cresciuto nella calcutta del dopoguerra, ricostruisce i frammenti della propria storia familiare attraverso la figura magnetica di tridib, il cugino maggiore capace di trasformare ogni luogo in un territorio dell`immaginazione. e lui a insegnargli che il mondo non si scopre soltanto viaggiando, ma anche immaginando: che si puo conoscere un luogo senza averlo mai visto, purche lo si sappia desiderare davvero. intorno a questa lezione si intrecciano voci e generazioni - la severa nonna, la cosmopolita cugina ila, la musicista inglese may price - in un racconto che attraversa decenni e continenti. dalla calcutta degli anni sessanta alla londra bombardata degli anni quaranta, passando per dacca e i confini mobili del subcontinente indiano, il racconto compone un affresco di memorie che interrogano il significato stesso di casa, confine, appartenenza. con una scrittura luminosa e precisa, ghosh costruisce un romanzo di rara profondita, in cui le vicende intime si fondono con le grandi trasformazioni del novecento.

e il 1838 quando la ibis, una goletta inglese a due alberi, giunge alla foce del gange, per dedicarsi a uno dei traffici piu` lucrosi dell`impero britannico: il commercio di , di . a bordo, vi e` la ciurma piu` incredibile che sia dato incontrare nelle acque del pacifico: un gruppo di lascari, i leggendari marinai che parlano una lingua tutta loro. nel suo avventuroso viaggio, la goletta trasporta un`umanita` davvero straordinaria: il figlio di una schiava liberata del maryland; un raja in rovina; una vedova che non esita a infrangere i sacri riti della tradizione hindu; un uomo che vuole erigere un tempio alla donna che ha amato. mano a mano che i legami con le origini si affievoliscono e i contorni delle vite precedenti sbiadiscono, tutti, sulla ibis, equipaggio e passeggeri, cominciano a sentirsi , uniti da una comunanza che oltrepassa continenti, razze e generazioni.

in un paesaggio coloratissimo, animato dalle voci di infiniti personaggi, si snodano, dai dintorni di calcutta alle sabbie del sahara, le mille e una avventure del giovane alu, che deve il suo nome a una testa tutta bernoccoli come una patata ("alu" appunto).