
un breve romanzo, un piccolo gioiello della letteratura greca del novecento, che riassume un grande capitolo della storia - l`avventura degli ebrei di salonicco durante la seconda guerra mondiale. senza le solite immagini raccapriccianti, tutto si gioca nella descrizione eccezionalmente onesta e genuina della felicita del primo amore, e del dolore devastante di una rottura violenta. gioconda, nonostante o piuttosto proprio in virtu della sua semplicita, incarna con estrema delicatezza e irresistibile potenza l`imperativo di kavafis: "ritorna spesso e prendimi / ritorna e prendimi o sensazione amata". prima della guerra le case di nikos e gioconda, nel placido e modesto quartiere di salonicco in cui vivono, sono separate soltanto da un`area incolta, dove una torma di bambini si ritrova per giocare tutti insieme. poi arrivano la guerra e l`occupazione nazista, il razionamento e il coprifuoco, e quella che era una simpatia infantile diventa il preludio ai primi, dirompenti sentimenti adolescenziali: attrazione, gelosia, confusione, imbarazzo, amore. gioconda e una storia vera, quella dell`autore e del suo primo, indimenticato amore. un primo amore vissuto con ingenuita e freschezza nonostante le difficolta del periodo, e man mano con una profondita e consapevolezza sempre maggiore, quasi come un atto di resistenza all`orrore e alla prospettiva della deportazione. un primo amore totalizzante, violentemente interrotto quando gioconda e la sua famiglia, come tanti altri ebrei della citta, vengono messi su quella strada senza ritorno che porta ai campi di concentramento. con le sue frasi brevi e pudiche, cariche di poesia, quasi un cantico dei cantici sulla scoperta del desiderio, gioconda si rivela un libro impossibile da dimenticare, una testimonianza luminosa, un meraviglioso omaggio alla vita.