
da decenni le opere di christa wolf ci guidano nei tempi piu incerti. figura imprescindibile nel dibattito su riscrittura del mito, prospettiva femminile, rapporto tra individuo e potere, corpo, memoria e dissenso, wolf e una delle piu grandi autrici del panorama europeo: edizioni e/o ripropone la sua opera a nuove lettrici e lettori in cerca di risposte sulle sfide del presente. "sentivo cassandra come una figura molto significativa per il nostro tempo. durante un viaggio in grecia ho visto micene, ho vissuto con tutti i sensi il paesaggio che era stato di cassandra. mi ha interessato cogliere il punto cruciale, alla nascita della nostra cultura, in cui e cominciata quell`alienazione che adesso ci porta vicini all`autodistruzione. mi ha interessato il momento in cui, con l`avvento della societa patriarcale e gerarchica, l`espressione letteraria femminile sparisce per millenni". (christa wolf) il romanzo che ha rivoluzionato la riscrittura del mito, pubblicato nel 1983 in germania e divenuto un classico contemporaneo. cassandra, la veggente figlia di ecuba e di priamo, dopo la caduta di troia e prigioniera del vincitore agamennone. intrappolata nella fortezza di micene dove attende la morte, la principessa troiana ripercorre il tramonto e la rovina della sua citta: si affollano alla sua memoria la traversata dell`egeo in tempesta, l`arrivo a troia delle amazzoni, i delitti di achille la bestia, la rottura con il padre priamo accecato dal meccanismo inarrestabile della guerra, la vita delle comunita femminili sulle rive del fiume scamandro, l`amore con enea. in queste pagine christa wolf recupera lo sguardo e la voce della sacerdotessa troiana per darci un racconto di liberazione femminile.

per la quindicenne che e` l`io-narrante di questo testo, la madre charlotte e` il centro della famiglia, una madre amata che vigila su tutto e parla senza peli sulla lingua. ma anche charlotte passa sotto silenzio cio` che e` ormai palese: che le notizie dal fronte sono preoccupanti e i convogli di profughi provenienti da est attraversano la citta` a intervalli sempre piu` ravvicinati. fino a quel mattino di gennaio del 1945, quando all`improvviso in corridoio stanno pronti sacchi di biancheria imbottiti di roba, del quadro del fuhrer resta solo una macchia bianca sul muro e la madre ripone nell`armadio la sua volpe argentata con un gesto definitivo che sua figlia non dimentichera` piu`. in modo appassionante, toccante e con amorosa ironia christa wolf racconta i profondi grovigli di una famiglia, una quindicenne che diventa adulta, il trauma della fuga. scritto nel 1971, questo racconto inedito e` il preludio del successivo, ampio "trama d`infanzia", capolavoro autobiografico che ha avuto fino a oggi un`eco mondiale.

in alcuni saggi, lettere, interviste e discorsi, tra cui il celebre "riflessioni sul punto cieco" tenuto nel 2007 al congresso della societa` psicoanalitica internazionale, christa wolf risponde all`esortazione socratica "parla, cosi` ti vediamo", rompe il silenzio e si rende riconoscibile provando a creare, nel suo stile diretto e cristallino, "isole di ragione in un mondo insensatamente minacciato da se stesso". con lucidita` l`autrice esamina la profonda contraddizione in cui versa la societa` contemporanea, sempre piu` proiettata in una folle corsa al progresso, sempre piu` incapace di riconoscere la propria parte di responsabilita` nei mali del mondo attuale, sempre piu` cieca davanti ai propri crimini. persuasa, tuttavia, che l`utopia sia e resti una necessita` vitale dell`essere umano, christa wolf circoscrive la mancanza di speranza grazie alla parola e alla scrittura autobiografica, forte della convinzione che il ricordo sia la materia stessa di cui si compone la nostra coscienza. e invita percio` a interpretare la crisi esistenziale e i conflitti come segnali e occasioni da cogliere, perche` senza conflitto, senza qualcosa che metta l`essere umano profondamente in discussione non sarebbero possibili ne` la letteratura ne` l`arte.
