
da decenni le opere di christa wolf ci guidano nei tempi piu incerti. figura imprescindibile nel dibattito su riscrittura del mito, prospettiva femminile, rapporto tra individuo e potere, corpo, memoria e dissenso, wolf e una delle piu grandi autrici del panorama europeo: edizioni e/o ripropone la sua opera a nuove lettrici e lettori in cerca di risposte sulle sfide del presente. "sentivo cassandra come una figura molto significativa per il nostro tempo. durante un viaggio in grecia ho visto micene, ho vissuto con tutti i sensi il paesaggio che era stato di cassandra. mi ha interessato cogliere il punto cruciale, alla nascita della nostra cultura, in cui e cominciata quell`alienazione che adesso ci porta vicini all`autodistruzione. mi ha interessato il momento in cui, con l`avvento della societa patriarcale e gerarchica, l`espressione letteraria femminile sparisce per millenni". (christa wolf) questo testo raccoglie le quattro celebri lezioni tenute da christa wolf nel 1982 all`universita di francoforte, in cui l`autrice illustra la genesi di cassandra: una meditazione sul potere, sul ruolo dell`intellettuale e sull`importanza del dissenso. "voglio pregarvi di seguirmi in un viaggio" inizia christa wolf riferendosi a un viaggio in grecia ma anche alle vie percorse dopo che cassandra ha "preso possesso" di lei. iniziamo cosi a seguirla tra le rovine di cnosso, nella discussione delle teorie degli archeologi, attraverso la ricostruzione della storia dei miti, sulle tracce di una societa forse matriarcale e forse pacifica. ma christa wolf non si consola con l`idealizzazione di condizioni sociali primitive: prosegue esplorando le vie del pensiero maschile, da cui nasce l`odierna civilta patriarcale, con la sua ossessione per la guerra. che cosa puo fare cassandra schernita, inascoltata, dichiarata fuori dalla norma, in questo territorio maschile dove l`estetica e l`ennesimo schermo per proteggersi dalla realta? puo parlare, scrivere, dare concretamente un nome alla prez

per la quindicenne che e` l`io-narrante di questo testo, la madre charlotte e` il centro della famiglia, una madre amata che vigila su tutto e parla senza peli sulla lingua. ma anche charlotte passa sotto silenzio cio` che e` ormai palese: che le notizie dal fronte sono preoccupanti e i convogli di profughi provenienti da est attraversano la citta` a intervalli sempre piu` ravvicinati. fino a quel mattino di gennaio del 1945, quando all`improvviso in corridoio stanno pronti sacchi di biancheria imbottiti di roba, del quadro del fuhrer resta solo una macchia bianca sul muro e la madre ripone nell`armadio la sua volpe argentata con un gesto definitivo che sua figlia non dimentichera` piu`. in modo appassionante, toccante e con amorosa ironia christa wolf racconta i profondi grovigli di una famiglia, una quindicenne che diventa adulta, il trauma della fuga. scritto nel 1971, questo racconto inedito e` il preludio del successivo, ampio "trama d`infanzia", capolavoro autobiografico che ha avuto fino a oggi un`eco mondiale.

in alcuni saggi, lettere, interviste e discorsi, tra cui il celebre "riflessioni sul punto cieco" tenuto nel 2007 al congresso della societa` psicoanalitica internazionale, christa wolf risponde all`esortazione socratica "parla, cosi` ti vediamo", rompe il silenzio e si rende riconoscibile provando a creare, nel suo stile diretto e cristallino, "isole di ragione in un mondo insensatamente minacciato da se stesso". con lucidita` l`autrice esamina la profonda contraddizione in cui versa la societa` contemporanea, sempre piu` proiettata in una folle corsa al progresso, sempre piu` incapace di riconoscere la propria parte di responsabilita` nei mali del mondo attuale, sempre piu` cieca davanti ai propri crimini. persuasa, tuttavia, che l`utopia sia e resti una necessita` vitale dell`essere umano, christa wolf circoscrive la mancanza di speranza grazie alla parola e alla scrittura autobiografica, forte della convinzione che il ricordo sia la materia stessa di cui si compone la nostra coscienza. e invita percio` a interpretare la crisi esistenziale e i conflitti come segnali e occasioni da cogliere, perche` senza conflitto, senza qualcosa che metta l`essere umano profondamente in discussione non sarebbero possibili ne` la letteratura ne` l`arte.
