
rilasciate intorno alla fine degli anni `60, le tre lunghe interviste che compongono posizioni rappresentano senza dubbio il migliore "ingresso" nelle opere di jacques derrida. in un periodo di effervescenze culturali al limite dell`ebbrezza, il filosofo franco-algerino - che ha gia` pubblicato testi oggi considerati tra i vertici del pensiero filosofico contemporaneo - viene interrogato su nozioni come "archi-scrittura", "grammatologia", "diffe`rance", "disseminazione", "decostruzione" che avevano fatto irruzione nel dibattito filosofico e ne avevano sovvertito gli assunti fondamentali. le domande che gli vengono rivolte non nascondono le perplessita`, gli interrogativi, le richieste di chiarimento che tali nozioni avevano suscitato, e jacques derrida, pur nei limiti imposti dal genere "intervista", non si sottrae a nessuna provocazione e generosamente offre agli interlocutori i passaggi, i moventi, le articolazioni del suo percorso teorico. invitato dunque ad entrare nell`officina di derrida, il lettore puo` scoprire la genesi di un pensiero che continua a sollecitare il nostro tempo senza per questo lasciarsi rinchiudere dentro accomodanti pacificazioni.

la pubblicazione di mille piani, nel 1980, e` da considerarsi un evento del linguaggio e del pensiero, scioccante nel colpire e impercettibile nella sua azione trasformatrice, che ancora oggi continua ad agire sui corpi, individuali e collettivi. come ogni evento, e` dovuto scorrere del tempo - e forse altro ne passera` - perche` la densita` e la centralita` dei temi di quest`opera venissero recepiti in tutta la loro importanza. le scosse telluriche prodotte da questa riguardano svariati ambiti della relazione tra sapere, potere e desiderio, tanto nel campo umanistico, quanto in quello scientifico, economico e politico. l`episteme della tradizione - storica, politica, coloniale, patriarcale - viene colpita implacabilmente dal fuoco amico delle macchine da guerra filosofiche. e tra le fiamme delle immagini dogmatiche del pensiero, un rigoglio incantevole di suoni, luci, brezze, piante rizomatiche, vespe e orchidee, sciamani e animali di ogni sorta, esprime la complicita` con un , una comunita` in divenire appena tratteggiata, che fa delle differenze e delle minoranze il cemento del domani.