
rilasciate intorno alla fine degli anni `60, le tre lunghe interviste che compongono posizioni rappresentano senza dubbio il migliore "ingresso" nelle opere di jacques derrida. in un periodo di effervescenze culturali al limite dell`ebbrezza, il filosofo franco-algerino - che ha gia` pubblicato testi oggi considerati tra i vertici del pensiero filosofico contemporaneo - viene interrogato su nozioni come "archi-scrittura", "grammatologia", "diffe`rance", "disseminazione", "decostruzione" che avevano fatto irruzione nel dibattito filosofico e ne avevano sovvertito gli assunti fondamentali. le domande che gli vengono rivolte non nascondono le perplessita`, gli interrogativi, le richieste di chiarimento che tali nozioni avevano suscitato, e jacques derrida, pur nei limiti imposti dal genere "intervista", non si sottrae a nessuna provocazione e generosamente offre agli interlocutori i passaggi, i moventi, le articolazioni del suo percorso teorico. invitato dunque ad entrare nell`officina di derrida, il lettore puo` scoprire la genesi di un pensiero che continua a sollecitare il nostro tempo senza per questo lasciarsi rinchiudere dentro accomodanti pacificazioni.











